«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

«Yo soy la luz del mundo. El que me sigue no andará en tinieblas, sino que tendrá la luz de la Vida». Jn 8,12

L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno

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lunedì 30 gennaio 2017

Incontro con il mondo della sofferenza, discorso di Benedetto XVI- Encuentro con el mundo del sufrimiento, discurso de Benedicto XVI







El texto en español está abajo

Davanti alla sofferenza, la malattia e la morte, l’uomo è tentato di gridare sotto l’effetto del dolore, come ha fatto Giobbe, il cui nome significa ‘sofferente’ (cfr Gregorio Magno, Moralia in Job, I, 1, 15). Gesù stesso ha gridato poco prima di morire (cfr Mc 15,37; Eb 5,7). Quando la nostra condizione si degrada, l’angoscia aumenta; alcuni sono tentati di dubitare della presenza di Dio nella loro esistenza. Giobbe, al contrario, è consapevole della presenza di Dio nella sua vita; il suo grido non si fa ribellione, ma, dal profondo della sua sventura, egli fa emergere la sua fiducia (cfr Gb 19;42,2-6). 
I suoi amici, come ognuno di noi davanti alla sofferenza di una persona cara, si sforzano di consolarlo, ma usano delle parole vuote.

In presenza di sofferenze atroci, noi ci sentiamo sprovveduti e non troviamo le parole giuste. Davanti ad un fratello o una sorella immerso nel mistero della Croce, il silenzio rispettoso e compassionevole, la nostra presenza sostenuta dalla preghiera, un gesto di tenerezza e di conforto, uno sguardo, un sorriso, possono fare più che tanti discorsi. Questa esperienza è stata vissuta da un piccolo gruppo di uomini e donne tra i quali la Vergine Maria e l’Apostolo Giovanni, che hanno seguito 
Gesù al culmine della sua sofferenza nella sua passione e morte sulla Croce. Tra costoro, ci ricorda il Vangelo, c’era un africano, Simone di Cirene. 
Egli venne incaricato di aiutare Gesù a portare la Sua Croce sul cammino verso il Golgota. Quest’uomo, anche se involontariamente, è venuto in aiuto all’Uomo dei dolori, abbandonato da tutti i suoi e consegnato ad una violenza cieca. La storia ricorda dunque che un africano, un figlio del vostro continente, ha partecipato, con la sua stessa sofferenza, alla pena infinita di Colui che ha redento tutti gli uomini compresi i suoi persecutori. Simone di Cirene non poteva sapere che egli aveva il suo Salvatore davanti agli occhi. Egli è stato “requisito” per aiutarlo (cfr Mc 15,21); egli fu costretto, forzato a farlo. 

E’ difficile accettare di portare la croce di un altro. E’ solo dopo la risurrezione che egli ha potuto comprendere quello che aveva fatto. Così è per ciascuno di noi, fratelli e sorelle: al cuore della disperazione, della rivolta, il Cristo ci propone la Sua presenza amabile anche se noi fatichiamo a comprendere che egli ci è accanto. Solo la vittoria finale del Signore ci svelerà il senso definitivo delle nostre prove.

Non si può forse dire che ogni Africano è in qualche modo membro della famiglia di Simone di Cirene? Ogni Africano e ogni sofferente aiutano Cristo a portare la sua Croce e salgono con Lui al Golgota per risuscitare un giorno con Lui. Vedendo l’infamia di cui è oggetto Gesù, contemplando il suo volto sulla Croce, e riconoscendo l’atrocità del suo dolore, possiamo intravvedere, con la fede, il volto luminoso del Risorto che ci dice che la sofferenza e la malattia non avranno l’ultima parola nelle nostre vite umane. 


Io prego, cari fratelli e sorelle, perché vi sappiate riconoscere in questo ‘ Simone di Cirene’. Prego, cari fratelli e sorelle malati, perché molti ‘Simone di Cirene’ vengano anche al vostro capezzale.


Dopo la risurrezione e fino ad oggi, molti sono i testimoni che si sono rivolti, con fede e speranza, al Salvatore degli uomini, riconoscendo la Sua presenza al centro della loro prova. Il Padre di tutte le misericordie accoglie sempre con benevolenza la preghiera di chi si rivolge a Lui. Egli risponde alla nostra invocazione e alla nostra preghiera come Egli vuole e quando vuole, per il nostro bene e non secondo i nostri desideri. Sta a noi discernere la sua risposta e accogliere i doni che Egli ci offre come una grazia. Fissiamo il nostro sguardo sul Crocifisso, con fede e coraggio, perché da Lui provengono la Vita, il conforto, le guarigioni. Sappiamo guardare Colui che vuole il nostro bene e sa asciugare le lacrime dei nostri occhi; sappiamo abbandonarci nelle sue braccia come un bambino nelle braccia della mamma.

INCONTRO CON IL MONDO DELLA SOFFERENZA, DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI. di Yaoundé Giovedì, 19 marzo 2009, leggere il testo completo qua


Ante la presencia de sufrimientos atroces, nos sentimos desarmados y no encontramos las palabras adecuadas. Ante un hermano o hermana sumido en el misterio de la Cruz, el silencio respetuoso y compasivo, nuestra presencia apoyada por la oración, una mirada, una sonrisa, pueden valer más que tantos razonamientos. Un pequeño grupo de hombres y mujeres vivió esta experiencia, entre ellos la Virgen María y el Apóstol Juan, que siguieron a Jesús hasta el culmen de su sufrimiento en su pasión y muerte en la cruz. Entre ellos, nos dice el Evangelio, había un africano, Simón de Cirene. A él le encargaron ayudar a Jesús a llevar su cruz en el camino del Gólgota. Este hombre, aunque involuntariamente, ha ayudado al Hombre de dolores, abandonado por todos y entregado a una violencia ciega. La historia, pues, nos recuerda que un africano, un hijo de vuestro Continente, participó con su propio sufrimiento en la pena infinita de Aquel que ha redimido a todos los hombres, incluidos sus perseguidores. Simón de Cirene no podía saber que tenía ante sí a su Salvador. Fue “reclutado” para ayudar (cf. Mc 15,21); se vio obligado, forzado a hacerlo. Es difícil aceptar llevar la cruz de otro. Sólo después de la resurrección pudo entender lo que había hecho. Así sucede con cada uno de nosotros, hermanos y hermanas: en la cúspide de la desesperación, de la rebelión, Cristo nos propone su presencia amorosa, aunque cueste entender que Él está a nuestro lado. Sólo la victoria final del Señor nos revelará el sentido definitivo de nuestras pruebas.
¿Acaso no puede decirse que todo africano es de algún modo miembro de la familia de Simón de Cirene? Cada africano y cada uno que sufre, ayudan a Cristo a llevar su Cruz y ascienden con Él al Gólgota para resucitar un día con Él. Al ver la infamia que se le hace a Jesús, contemplando su rostro en la Cruz y reconociendo la atrocidad de su dolor, podemos vislumbrar, por la fe, el rostro radiante del Resucitado que nos dice que el sufrimiento y la enfermedad no tendrán la última palabra en nuestra vida humana. Rezo, queridos hermanos y hermanas, para que os sepáis reconocer en este “Simón de Cirene”. Pido, queridos hermanas y hermanos enfermos, que se acerquen también a vuestra cabecera muchos “Simón de Cirene”.
Después de la resurrección, y hasta hoy, hay muchos testigos que se han dirigido, con fe y esperanza, al Salvador de los hombres, reconociendo su presencia en medio de su prueba. El Padre de toda misericordia acoge siempre con benevolencia la oración de quien se dirige a Él. Responde a nuestra invocación y nuestra plegaria como quiere y cuando quiere, para nuestro bien y no según nuestros deseos. A nosotros nos toca discernir su respuesta y acoger como una gracia los dones que nos ofrece. Fijemos nuestros ojos en el Crucificado, con fe y valor, pues de Él proviene la Vida, el consuelo, la sanación. Miremos a Aquel que desea nuestro bien y sabe enjugar las lágrimas de nuestros ojos; aprendamos a abandonarnos en sus brazos como un niño pequeño en los brazos de su madre.
Discurso de Benedicto XVI, YAUNDÉ, viernes 20 de marzo de 2009 leer el texto completo acá

domenica 4 ottobre 2015

Il giudizio finale - El juicio final








Oggi leggiamo e meditiamo insieme questo brano del Vangelo Mt. 25, 31-40

Il giudizio finale

31Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.



Hoy leemos y meditamos juntos este párrafo del Evangelio Mt. 25, 31-40


El juicio final

31 Cuando el Hijo del hombre venga en su gloria rodeado de todos los ángeles, se sentará en su trono glorioso.
32 Todas las naciones serán reunidas en su presencia, y él separará a unos de otros, como el pastor separa las ovejas de los cabritos,
33 y pondrá a aquellas a su derecha y a estos a su izquierda.
34 Entonces el Rey dirá a los que tenga a su derecha: "Vengan, benditos de mi Padre, y reciban en herencia el Reino que les fue preparado desde el comienzo del mundo,
35 porque tuve hambre, y ustedes me dieron de comer; tuve sed, y me dieron de beber; estaba de paso, y me alojaron;
36 desnudo, y me vistieron; enfermo, y me visitaron; preso, y me vinieron a ver".
37 Los justos le responderán: "Señor, ¿cuándo te vimos hambriento, y te dimos de comer; sediento, y te dimos de beber?
38 ¿Cuándo te vimos de paso, y te alojamos; desnudo, y te vestimos?
39 ¿Cuándo te vimos enfermo o preso, y fuimos a verte?".
40 Y el Rey les responderá: "Les aseguro que cada vez que lo hicieron con el más pequeño de mis hermanos, lo hicieron conmigo".
41 Luego dirá a los de su izquierda: "Aléjense de mí, malditos; vayan al fuego eterno que fue preparado para el demonio y sus ángeles,
42 porque tuve hambre, y ustedes no me dieron de comer; tuve sed, y no me dieron de beber;
43 estaba de paso, y no me alojaron; desnudo, y no me vistieron; enfermo y preso, y no me visitaron".
44 Estos, a su vez, le preguntarán: "Señor, ¿cuando te vimos hambriento o sediento, de paso o desnudo, enfermo o preso, y no te hemos socorrido?".
45 Y él les responderá: "Les aseguro que cada vez que no lo hicieron con el más pequeño de mis hermanos, tampoco lo hicieron conmigo".
46 Estos irán al castigo eterno, y los justos a la Vida eterna».


venerdì 2 ottobre 2015

Argentina, rifugio per espulsi siriani grazie ad un programma innovativo - Argentina, refugio para los desplazados sirios gracias a un novedoso programa de acogida








Argentina, rifugio per espulsi siriani grazie ad un programma innovativo

La storia di Mariana Chahoud, un rifugiato siriano in Argentina, a differenza di molti dei suoi compatrioti, ha avuto un lieto fine. Ella è venuta in Argentina tre anni fa con i suoi genitori e due fratelli per sfuggire alla guerra in Siria. Oggi sta facendo una carriera nel campo della medicina e svolge una nuova vita lontana dalla loro patria.

"Adesso mi sento bene, è tutto più facile che in un primo momento, parlare, uscire, sto studiando, ho amici, sto già vivendo una vita normale, non mi sento uno straniero, tutti mi trattano bene", dice Mariana.

Tamara Lalli, un membro dell'Associazione Culturale siriana, ritiene che sia molto importante aiutare i rifugiati ad adattarsi alla società. "Il popolo argentino è generoso e accoglie tutti gli stranieri, senza domande di razza, di colore, lingua o nazionalità, da un lato è gratificante, ma per loro è qualcosa di nuovo", dice.

Per saperne di piú leggere qua 



Argentina, refugio para los desplazados sirios gracias a un novedoso programa de acogida


La historia de Mariana Chahoud, una refugiada siria en Argentina, a diferencia de las de muchos de sus compatriotas, ha tenido un final feliz. Llegó a la Argentina hace tres años junto a sus padres y sus dos hermanos para escapar de la guerra en Siria. А día de hoy está haciendo la carrera de medicina y lleva adelante una nueva vida lejos de su tierra natal.
"Ahora me siento bien, ya es todo más fácil que al principio, hablo, salgo, estoy estudiando, tengo amigos, ya estoy viviendo una vida normal, no me siento una extranjera, todos me tratan bien", dice Mariana.

Tamara Lalli, miembro de la Asociación Cultural Siria, opina que es muy importante ayudar a los refugiados a adaptarse en la sociedad. "El pueblo argentino es generoso y le da la bienvenida a todos los extranjeros, no pregunta ni raza, ni color, ni idioma, ni nacionalidad, entonces por un lado es gratificante, pero para ellos es algo nuevo", afirma. 

Leer más acá

domenica 26 febbraio 2012

La frase della settimana (55) Messaggio del Papa per la Quaresima - La frase de la semana (55) Mensaje del Papa para la Cuaresma

Cari amici e care amiche,
Queridas amigas y queridos amigos:



La frase della settimana d’oggi è quella proposta dal Papa nel suo messaggio per questa Quaresima:

La frase de la semana de hoy es la cita biblica propuesta por el Papa en su mensaje para esta Cuaresma:

"Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone" (Eb 10, 24)

«Fijémonos los unos en los otros para estímulo de la caridad y las buenas obras» (Hb 10, 24)



giovedì 24 novembre 2011

Diventa un angelo dei rifugiati! ¡Hazte un ángel de los refugiados!







EMERGENZA SOMALIA

La peggiore siccita' degli ultimi 60 anni ha creato una devastante crisi alimentare che sta colpendo duramente 10 milioni di persone in Somalia, Kenya, Etiopia ed Eritrea. Aiutaci a portare acqua, cibo e medicine ai bambini gravemente malnutriti che giungono nei nostri campi, ogni donazione e' fondamentale.

EMERGENCIA SOMALIA


La peor sequía de los últimos 60 años ha creado una devastante crisis alimentaria que está golpeando duramente 10 millones de personas en Somalia, Kenya, Etiopia y Eritrea. Ayúdanos a llevar agua, alimentos y medicinas a niños gravemente desnutridos que llegan a nuestros centros, cada donación es fundamental.

Questa è la richiesta dell'UNHCR, l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati, in questo link si possono scegliere diversi tipi di donazioni http://www.unhcr.it/news/dir/31/sostieni-i-rifugiati.html

Este es el pedido de UNHCR, la Agencia de la ONU para los refugiados, en este link se puede elegir diversos tipos de donaciones  http://www.unhcr.it/news/dir/31/sostieni-i-rifugiati.html


domenica 23 ottobre 2011

La frase della settimana (48) - La frase de la semana (48)

Care amiche e cari amici,
Queridas amigas y queridos amigos:



Benvenuti al nostro appuntamento della frase della settimana. Questo è il pensiero che vi presento oggi:
Bienvenidos a nuestra cita de la frase de la semana. Hoy les presento este pensamiento:

Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio, ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità.
(George Bernard Shaw)

El peor pecado contra nuestros semejantes no es el odio, sino la indiferencia: ésta es la esencia de la deshumanización.
(George Bernard Shaw)

sabato 22 ottobre 2011

25.000 uomini, donne e bambini sono morti ieri – 25.000 hombres, mujeres y niños murieron ayer






venerdì 21 ottobre 2011

Carla Fracci e Roberto Baggio si aggiungono al TAM-TAM SMS PER IL CORNO D'AFRICA 3 - SMS PARA EL CUERNO DE ÁFRICA

SMS PER IL CORNO D'AFRICA - Dall'emergenza alla sostenibilità: Dona 2 euro al Corno d'Africa inviando un SMS al numero 45503! dal 17 al 23 ottobre. I fondi raccolti andranno ad alimentare progetti FAO, IFAD e WFP già attivi in quei territori. http://on.fb.me/pIdxn8
Lo stato di carestia è stato dichiarato nel Corno d’Africa [EN], dove 750 000 persone rischiano una morte imminente a causa della fame. Sono già 30 000 i bambini deceduti.

Prego di diffonderlo nei vostri blog






giovedì 20 ottobre 2011

Gina Lollobrigida si aggiunge al TAM-TAM SMS PER IL CORNO D'AFRICA - SMS PARA EL CUERNO DE ÁFRICA

SMS PER IL CORNO D'AFRICA - Dall'emergenza alla sostenibilità: Dona 2 euro al Corno d'Africa inviando un SMS al numero 45503! dal 17 al 23 ottobre. I fondi raccolti andranno ad alimentare progetti FAO, IFAD e WFP già attivi in quei territori. http://on.fb.me/pIdxn8
Lo stato di carestia è stato dichiarato nel Corno d’Africa [EN], dove 750 000 persone rischiano una morte imminente a causa della fame. Sono già 30 000 i bambini deceduti.


Prego di diffonderlo nei vostri blog




lunedì 17 ottobre 2011

TAM-TAM SMS PER IL CORNO D'AFRICA - Sms para el cuerno de África





giovedì 13 ottobre 2011

Giornata Senza Cibo - Sciopero della Fame,Rinuncia al cibo per un giorno per mostrare il tuo sostegno - Día sin alimentos/Huelga de hambre Deje de comer para mostrar su apoyo



giovedì 22 settembre 2011

Il cibo gettato via in Europa sarebbe il doppio della quantità necessaria per alimentare tutte le persone che soffrono la fame - La comida tirada en Europa sería el doble de la cantidad necesaria para alimentar a todas las personas que padecen hambre en el mundo



"Il cibo gettato via in Europa sarebbe il doppio della quantità necessaria per alimentare tutte le persone che soffrono la fame". IL GUSTO DEI RIFIUTI: Un documentario sulla distruzione in tutto il mondo del cibo


"La comida tirada en Europa sería el doble de la cantidad necesaria para alimentar a todas las personas que padecen hambre en el mundo". SABOR DE RESIDUOS:
Un documental sobre la destrucción mundial de los alimentos





martedì 6 settembre 2011

Le miserie del mondo - Nunca te quejes por la vida que tienes




Tema risolto – Problema resuelto





venerdì 12 agosto 2011

Nuovi aiuti del Papa per le popolazioni del Corno d’Africa - Nuevas ayudas del Papa para las poblaciones del Cuerno de África












domenica 7 agosto 2011

Appello urgente della Fao, nel Corno d’Africa la fame ucide migliaia di persone - Llamado urgente de la Fao en el Cuerno de África: La hambruna se extiende





martedì 14 giugno 2011

Un aiuto per Misha - Una ayuda para Misha

 

Non sono riuscita a non commuovermi di fronte a questo appello per una bambina che ha bisogno di aiuto. Voglio assolutamente condividere con voi la sua storia che è raccontata dalla sua zia Claudia

Me he conmovido de frente a este pedido per una niña que necesita ayuda.
Quiero conpartir con ustedes esta historia y difundir este pedido de ayuda de su tía Claudia. Misha es una niña enferma que necesita apoyo económico para viajar para curarse.


sabato 19 marzo 2011

La frase della settimana- La frase de la semana (23)

Care amiche e cari amici,
Queridas amigas y queridos amigos:





martedì 28 dicembre 2010

Natale in Casa Maffi 2 - Navidad en Casa Maffi 2

Care amiche e cari amici,
Queridas amigas y amigos:





lunedì 22 novembre 2010

Il viso della fame- La Cara del Hambre



Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

Apparizioni di Garabandal: Un avviso, un miracolo, un castigo (clic sull'immagine)

Apariciones de Garabandal: Un Aviso, un Milagro, un Castigo (Clic sobre la imagen)

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