«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

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mercoledì 13 aprile 2011

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (3) LA TRASMISSIONE DELLA RIVELAZIONE DIVINA

*PARTE PRIMA LA PROFESSIONE DELLA FEDE
 *SEZIONE PRIMA: « IO CREDO » - « NOI CREDIAMO »
  *CAPITOLO SECONDO: Dio viene incontro all’uomo
   *Articolo 2: La trasmissione della rivelazione divina








ARTICOLO 2
LA TRASMISSIONE DELLA RIVELAZIONE DIVINA


74 Dio « vuole che tutti gli uomini siano salvati ed arrivino alla conoscenza della verità » (1 Tm 2,4), cioè di Gesù Cristo.85 È necessario perciò che il Cristo sia annunciato a tutti i popoli e a tutti gli uomini e che in tal modo la Rivelazione arrivi fino ai confini del mondo:
« Dio, con la stessa somma benignità, dispose che quanto egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le genti, rimanesse sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni ».86


I. La Tradizione apostolica


75 « Cristo Signore, nel quale trova compimento tutta la rivelazione del sommo Dio, ordinò agli Apostoli, comunicando loro i doni divini, di predicare a tutti il Vangelo che, promesso prima per mezzo dei profeti, egli aveva adempiuto e promulgato con la sua parola, come fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale ».87


La predicazione apostolica...


76 La trasmissione del Vangelo, secondo il comando del Signore, è stata fatta in due modi:
Oralmente, « dagli Apostoli, i quali nella predicazione orale, negli esempi e nelle istituzioni trasmisero ciò che o avevano ricevuto dalla bocca, dalla vita in comune e dalle opere di Cristo, o avevano imparato per suggerimento dello Spirito Santo »;
Per iscritto, « da quegli Apostoli e uomini della loro cerchia, i quali, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, misero in iscritto l'annunzio della salvezza ».88


...continuata attraverso la successione apostolica


77 « Affinché il Vangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, gli Apostoli lasciarono come successori i Vescovi, ad essi "affidando il loro proprio compito di magistero" ».89 Infatti, « la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva essere conservata con successione continua fino alla fine dei tempi ».90


78 Questa trasmissione viva, compiuta nello Spirito Santo, è chiamata Tradizione, in quanto è distinta dalla Sacra Scrittura, sebbene sia ad essa strettamente legata. Per suo tramite « la Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni, tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede ».91 « Le asserzioni dei santi Padri attestano la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega ».92


79 In tal modo la comunicazione, che il Padre ha fatto di sé mediante il suo Verbo nello Spirito Santo, rimane presente e operante nella Chiesa: « Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce del Vangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti a tutta intera la verità e fa risiedere in essi abbondantemente la parola di Cristo ».93


II. Il rapporto tra la Tradizione e la Sacra Scrittura




Una sorgente comune...


80 « La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura sono tra loro strettamente congiunte e comunicanti. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo una cosa sola e tendono allo stesso fine ».94 L'una e l'altra rendono presente e fecondo nella Chiesa il mistero di Cristo, il quale ha promesso di rimanere con i suoi « tutti i giorni, fino alla fine del mondo » (Mt 28,20).


...due modi differenti di trasmissione


81 « La Sacra Scrittura è la parola di Dio in quanto è messa per iscritto sotto l'ispirazione dello Spirito divino ».
« La sacra Tradizione poi trasmette integralmente la parola di Dio, affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli Apostoli, ai loro successori, affinché questi, illuminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano ».95


82 Accade così che la Chiesa, alla quale è affidata la trasmissione e l'interpretazione della Rivelazione, « attinga la sua certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Sacra Scrittura. Perciò l'una e l'altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e di rispetto ».96


Tradizione apostolica e tradizioni ecclesiali


83 La Tradizione di cui qui parliamo è quella che proviene dagli Apostoli e trasmette ciò che costoro hanno ricevuto dall'insegnamento e dall'esempio di Gesù e ciò che hanno appreso dallo Spirito Santo. In realtà, la prima generazione di cristiani non aveva ancora un Nuovo Testamento scritto e lo stesso Nuovo Testamento attesta il processo della Tradizione vivente.
Vanno distinte da questa le « tradizioni » teologiche, disciplinari, liturgiche o devozionali nate nel corso del tempo nelle Chiese locali. 
Esse costituiscono forme particolari attraverso le quali la grande Tradizione si esprime in forme adatte ai diversi luoghi e alle diverse epoche. Alla luce della Tradizione apostolica queste «tradizioni» possono essere conservate, modificate oppure anche abbandonate sotto la guida del Magistero della Chiesa.


III. L'interpretazione del deposito della fede


Il deposito della fede affidato alla totalità della Chiesa


84 Il deposito97 della fede (« depositum fidei »), contenuto nella sacra Tradizione e nella Sacra Scrittura, è stato affidato dagli Apostoli alla totalità della Chiesa. « Aderendo ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera costantemente nell'insegnamento degli Apostoli e nella comunione, nella frazione del pane e nelle orazioni, in modo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, si crei una singolare unità di spirito tra Vescovi e fedeli ».98


Il Magistero della Chiesa


85 « L'ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo Magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo »,99 e cioè ai Vescovi in comunione con il Successore di Pietro, il Vescovo di Roma.


86 Questo « Magistero però non è al di sopra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l'assistenza dello Spirito Santo, piamente la ascolta, santamente la custodisce e fedelmente la espone, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone da credere come rivelato da Dio ». 100


87 I fedeli, memori della parola di Cristo ai suoi Apostoli: « Chi ascolta voi, ascolta me » (Lc 10,16), 101 accolgono con docilità gli insegnamenti e le direttive che vengono loro dati, sotto varie forme, dai Pastori.
I dogmi della fede


88 Il Magistero della Chiesa si avvale in pienezza dell'autorità che gli viene da Cristo quando definisce qualche dogma, cioè quando, in una forma che obbliga il popolo cristiano ad un'irrevocabile adesione di fede, propone verità contenute nella rivelazione divina, o anche quando propone in modo definitivo verità che hanno con quelle una necessaria connessione.


89 Tra i dogmi e la nostra vita spirituale c'è un legame organico. I dogmi sono luci sul cammino della nostra fede, lo rischiarano e lo rendono sicuro. Inversamente, se la nostra vita è retta, la nostra intelligenza e il nostro cuore saranno aperti ad accogliere la luce dei dogmi della fede. 102


90 I mutui legami e la coerenza dei dogmi si possono trovare nel complesso della rivelazione del mistero di Cristo. 103 « Esiste un ordine o "gerarchia" nelle verità della dottrina cattolica, essendo diverso il loro nesso col fondamento della fede cristiana ». 104


Il senso soprannaturale della fede


91 Tutti i fedeli partecipano della comprensione e della trasmissione della verità rivelata. Hanno ricevuto l'unzione dello Spirito Santo che insegna loro ogni cosa 105 e li guida « alla verità tutta intera » (Gv 16,13).


92 « La totalità dei fedeli [...] non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo quando "dai Vescovi fino agli ultimi fedeli laici" esprime l'universale suo consenso in materia di fede e di costumi ». 106


93 «Infatti, per quel senso della fede, che è suscitato e sorretto dallo Spirito di verità, il popolo di Dio, sotto la guida del sacro Magistero, [...] aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi, con retto giudizio penetra in essa più a fondo e più pienamente l'applica nella vita». 107


La crescita nell'intelligenza della fede


94 Grazie all'assistenza dello Spirito Santo, l'intelligenza tanto delle realtà quanto delle parole del deposito della fede può progredire nella vita della Chiesa:
— « con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro »; 108 in particolare « la ricerca teologica [...] prosegue nella conoscenza profonda della verità rivelata »; 109
— « con la profonda intelligenza che [i credenti] provano delle cose spirituali »; 110 « divina eloquia cum legente crescunt – le parole divine crescono insieme con chi le legge »; 111
— « con la predicazione di coloro i quali, con la successione episcopale, hanno ricevuto un carisma certo di verità ». 112


95 « È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che non possono indipendentemente sussistere e che tutti insieme, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime ». 113


In sintesi


96 Ciò che Cristo ha affidato agli Apostoli, costoro l'hanno trasmesso con la predicazione o per iscritto, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, a tutte le generazioni, fino al ritorno glorioso di Cristo.


97 « La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della Parola di Dio », 114 nel quale, come in uno specchio, la Chiesa pellegrina contempla Dio, fonte di tutte le sue ricchezze.


98 « La Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita, nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa stessa è, tutto ciò che essa crede ». 115


99 Tutto il popolo di Dio, in virtù del suo senso soprannaturale della fede, non cessa di accogliere il dono della rivelazione divina, di penetrarlo sempre più profondamente e di viverlo più pienamente.


100 L'ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio è stato affidato al solo Magistero della Chiesa, al Romano Pontefice e ai Vescovi in comunione con lui.


Fonte: http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s1c2a2_it.htm



(85) Cf Gv 14,6.
(86) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 7: AAS 58 (1966) 820.
(87) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 7: AAS 58 (1966) 820.
(88) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 7: AAS 58 (1966) 820.
(89) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 7: AAS 58 (1966) 820.
(90) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 820.
(91) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(92) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(93) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(94) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 9: AAS 58 (1966) 821.
(95) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 9: AAS 58 (1966) 821.
(96) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 9: AAS 58 (1966) 821.
(97) Cf 1 Tm 6,20; 2 Tm 1,12-14.
(98) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822.
(99) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822.
(100) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822.
(101) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 20: AAS 57 (1965) 24.
(102) Cf Gv 8,31-32.
(103) Cf Concilio Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius, c. 4: DS 3016 (nesso dei misteri); Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 25: AAS 57 (1965) 29.
(104) Concilio Vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 11: AAS 57 (1965) 99.
(105) Cf 1 Gv 2,20.27.
(106) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 12: AAS 57 (1965) 16.
(107) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 12: AAS 57 (1965) 16.
(108) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(109) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 62: AAS 58 (1966) 1084; cf Ibid., 44: AAS 58 (1966) 1065; Cost. dogm. Dei Verbum, 23: AAS 58 (1966) 828; Ibid., 24: AAS 58 (1966) 828-829; Decr. Unitatis redintegratio, 4: AAS 57 (1965) 94.
(110) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(111) San Gregorio Magno, Homilia in Ezechielem, 1, 7, 8: CCL 142, 87 (PL 76, 843).
(112) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(113) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822.
(114) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822.
(115) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.

7 commenti:

  1. Cara Mirta, passare dal tuo blog è avere un attimo di raccoglimento,come quando si prega...grazie cara amica di pensare un pò alle nostre anime....:) buona giornata

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  2. Cara Mirta, sono passata per un saluto e per augurarti uona giornata.

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  3. Ciao Mirta, la visita quotidiana qui da te ci fa capire tante cose, ci fa riflettere profondamente che cos'è la vita.
    Buona giornata cara amica.
    Tomaso

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  4. Mirta carissima, perdona il mio ritardo...ultimamente ho sempre più difficoltà a passare dai vari blog prima del dopocena...
    ...ti ringrazio sinceramente, per questi illuminanti e molto dettagliati post, sono LUCE PER IL CUORE ma anche per l'anima...

    Un abbraccio, amica mia!

    Maddy

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  5. Cara Maddy non ti devi scusare, ci capita a tutti, spesso non riusciamo a fare ciò che vorremmo, ma l'importante e essere uniti nel pensiero. Un bacione per te!

    Grazie Ambra, Tomaso e Rita della vostra visita e gentili commenti. Un bacione anche per voi!

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  6. Ciao Mirta
    grazie per la tua visita.
    Nel tuo blog che ho scoperto solo oggi, c'è molto da imparare. Verrò a trovarti .
    A presto DonatellaM

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  7. HOLA MIRTA: PARA MI, SIEMPRE ES UN PLACER VISITARTE Y ENCONTRARME CON TANTA LECTURA SANA E INTERESANTE.-TE DEJO UN GRAN ABRAZO

    RispondiElimina


Grazie per la visita.
Gracias por la visita.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Colegio NSG | Coronilla a la Divina Misericordia from Colegio NSG on Vimeo.

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

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