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venerdì 25 novembre 2016

Il tatuaggio è la porta che apriamo a satana - El tatuaje es la puerta que le abrimos a satanás






El texto en español está abajo


I tatuaggi

 ( Estratto dal Manuale di Demonologia, prefazione di Don Gabriele Amorth, e di Padre Mario Granato qua)


Tatuaggi? Un modo per marchiare il Tempio di Dio!  (Brano pubblicato anche su questo sito cattolico qua)

Oggi ormai quasi tutti, bambini, adolescenti e adulti hanno il tatuaggio.
Tutti lo fanno, nessuno si domanda se sia giusto cambiare il proprio corpo con una immagine che viene disegnata in modo permanente sulla nostra pelle. Il tatuaggio è assolutamente contrario all’ etica cristiana, ma non solo.
Parlare solo di etica sarebbe riduttivo, parlare solo – come solo pochi sacerdoti fanno – di peccato è altrettanto riduttivo. Il tatuaggio è una consacrazione indiretta (ma pur sempre consacrazione) a cui ci si sottopone in maniera permanente almeno sul corpo.


Cari lettori, brevemente vi dimostriamo questa affermazione che, anche se ricopre la veste di dura verità, mai come oggi rappresenta una delle principali trappole che il principe delle tenebre muove verso il tempio dello Spirito Santo ovvero il nostro corpo.

La tecnica con la quale si viene sfregiati (o tatuati, fate voi) con disegni che molte volte non conosciamo è una tecnica satanica che consiste nel marchiare l’uomo consacrandolo. Come in ogni tipo di consacrazione satanica quello che il tatuato offre a satana è la volontà di peccare ma non solo.
La volontà di peccare si concretizza nel desiderio di chi si tatua, di modificare il proprio corpo, di aggiungere qualcosa che la volontà di Dio immensamente perfetta non ci ha dato e non ha voluto sul nostro corpo “Tempio di Dio“.
Chi si tatua quindi si allontana da Dio e dimostra di non accettare quanto da Dio ci è stato donato per quello che è. Parlo del nostro corpo appunto. Non è tutto, Dio è stato chiarissimo sul tatuaggio, nella Sacra Scrittura, in particolare nel Levitico (19:28) sta scritto espressamente: “Non farete incisioni nella vostra carne, ne farete tatuaggi su di voi”.

Nonostante questo però i cristiani, che si credono tali, continuano a vivere nella disobbedienza più assoluta e mortificante. Molti sostengono che il Levitico vada letto con una ottica diversa da quello letterale su questo preciso versetto della Sacra Scrittura. Eppure è proprio Anton LaVey fondatore della chiesa di satana in America che confessa pubblicamente – nel libro “Moderni Primitivi” – quanto detto, ammettendo che dietro ad ogni tatuaggio (sia esso un fiorellino o un drago) c’è il satanismo che, appunto, ha non solo ideato ma bensì voluto che tale moda si diffondesse.

La cosa che meraviglia è però come nonostante questo proprio noi, cattolici, chierici, sacerdoti e fedeli, sottovalutiamo questa moda negando perfino senza troppi problemi di coscienza, la gravità di questa verità tutta diabolica difesa con orgoglio dallo stesso mondo dell’occulto.

Se San Pio fosse in vita cosa direbbe se gli venisse chiesto dell’ipotetica possibilità di farsi un tatuaggio innocente? Cosa risponderebbe se gli venisse chiesto chi ha architettato questa bella moda ormai fatta passare per innocente in almeno un certo tipo di icone o, sempre se volete, di tatuaggi?
La consacrazione indiretta a satana realizzata nel momento in cui ci si tatua però non sta solo nella volontà di modificare l’apparire della propria pelle e peccare; come nella consacrazione all’ Immacolata si offrono sentimenti e azioni, anche nella consacrazione che i tatuati, compiono involontariamente, è offerta una azione a satana. L’azione è il sacrificio del consacrato.

Molti tatuati infatti sanno che per tatuarsi si va incontro ad un dolore indicibile, ma volontariamente si sacrificano pur di disobbedire a Dio o se volete pur di tatuarsi. Il dolore che si prova durante e dopo il tatuaggio per circa tre giorni rappresenta indirettamente l’offerta fatta a satana.


Chi fa tatuaggi sa benissimo che quella del tatuaggio è una prassi antica a sfondo satanico. Ogni tribale contiene il 666, così i draghi, le spade con i serpenti, i leoni e via discorrendo.

Quando ci si tatua, invece, personaggi, santi o affetti a noi cari, si offende invece due volte Dio. La consacrazione, in questa ipotesi, ha lo stesso valore, ma l’offesa recata a Dio per mezzo dell’ ignoranza pur sempre “colpevole” però è maggiore. Infatti satana per renderci suoi miseri strumenti e per farci perdere per sempre la bellezza del nostro tempio, cioè il nostro corpo, utilizza chi la propria vita l’ha dedicata a combatterlo: San Pio, angeli, Santi. Ma non è tutto.
Molte volte quanto non si è realmente convinti della Misericordia di Dio, satana sfrutta i suoi tatuati-consacrati, facendoli disperare. Infatti molti tatuati dopo la loro conversione, corrono a togliersi il tatuaggio e a soffrire e offrire nuovamente quel dolore che si prova.

A chi? A satana appunto origine di quella sofferenza, rinnovando così nuovamente la propria consacrazione. Questa si rinnova con la mancata fede nella Misericordia in Dio che tutto può alla risurrezione del corpo dopo la morte alla fine dei tempi.


Cari lettori, sappiate che un sacerdote di satana ha l’obbligo di consacrarsi proprio con il tatuaggio, sappiate che volendo ammetterlo o no, chi si tatua va incontro a indicibili dolori, a momenti bui e depressi oltre che a fatture e malefici stessi, che possono maggiormente prendere presa su un corpo tatuato perchè è appunto già marchiato.

Molti obietteranno che non tutti i tatuati stanno male. La risposta viene facile.
Come facile è pensare che ogni consacrazione porti immediatamente i propri frutti, anche nella consacrazione all’Immacolata in accordo col Monfort (San Luigi Grignon) un qualcosa di speciale di fatto avviene e si verifica ma non sempre è percepibile all’occhio umano.

Il consiglio che vi diamo da studiosi dell’occulto è quello di non tatuarvi, di non togliervi il tatuaggio se già vi siete marchiati a satana e tutta via in tal caso di andare a farvi benedire la pelle tatuata da un esorcista e non un sacerdote qualunque.

Il tatuaggio è la porta che apriamo a satana.

Pensate che in molti esorcismi, i posseduti, coscienti durante il rito, hanno affermato che sentivano un fuoco tremendo bruciare proprio sulla pelle in cui ci si era tatuati.

E sappiate infine che basta un solo tatuaggio per rischiare di avere disturbi di possessione come dimostrano i numerosi casi studiati. Nella rivista “Tattoo Gallery” (nella sezione Sacro e Profano) c’è scritto che la tecnica con cui si fanno i tatuaggi, fu ideata dai primitivi, i quali nel sangue che fuoriusciva, o nell’ arrossamento della pelle, vedevano il portale creato ai demoni per entrare e uscire dal corpo.

Ricordate di quanto letto, un giorno davanti a Dio non si potrà dire: “Io non lo sapevo”.

Non si ritenga offeso chi è tatuato, né indurisca il proprio cuore, ma approfitti per pentirsi sinceramente e rinascere nella confessione per i meriti del Sangue Preziosissimo di Gesù.

In conclusione non possiamo che trascrivere un ennesimo passo della Sacra Scrittura che, sebbene non si applichi direttamente ai tatuaggi, ci da’ un principio:


   Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.
   (1 Corinzi 6:19-20)



Questa grande verità dovrebbe avere una reale ripercussione su ciò che facciamo e dove portiamo il nostro corpo. Se il nostro corpo appartiene a Dio, e vogliamo realmente confessare di crederlo con le opere piuttosto che con la sola bocca, dovremmo assicurarci di avere il Suo chiaro “permesso”, prima di “lasciarci il segno” indelebile dei tatuaggi.


Leggere anche questo libro qua 



¿TATUAJES? ¡UNA MANERA PARA MARCAR EL TEMPLO DE DIOS!

(Traducción de David)

Desde el libro en lengua italiana “Manuale di demonologia. Conosci il tuo avversario?” (“Manual de demonología. ¿Conoces a tu adversario?”), de Simone Iuliano, Ediciones Youcanprint, con Prefacio del padre Gabriele Amorth – Libro recomendado por todos los exorcistas.

Hoy en día casi todos, niños, adolescentes y adultos tienen el tatuaje.
Todos se lo hacen, nadie se pregunta si sea justo cambiar su propio cuerpo con una imagen que se dibuja de modo permanente sobre nuestra piel. El tatuaje es absolutamente contrario a la ética cristiana.
Hablar sólo de ética sería restrictivo, hablar sólo – como solamente pocos sacerdotes hacen – de pecado es al mismo modo restrictivo. El tatuaje es una consagración indirecta (pero en cualquier caso consagración) al cual se somete de manera permanente, al menos sobre el cuerpo.

Queridos lectores, en breve os demostramos esta afirmación que, también se cubre de dura verdad, nunca como hoy representa una de las principales trampas que el príncipe de la tinieblas mueve hacia el templo del Espíritu Santo, o sea nuestro cuerpo.

La técnica con la cual se actúa la herida (o tatuarse, como queréis decirlo) con dibujos que muchas veces no conocemos, es una técnica satánica que consiste en el marcar al hombre consagrándolo. Como en todo tipo de consagración satánica lo que el tatuado ofrece a satán es la voluntad de pecar, pero no sólo.

La voluntad de pecar se realiza en el deseo de quien se tatúa, de modificar su propio cuerpo, de añadir algo que la Voluntad de Dios inmensamente perfecta nos ha dado y no quiere sobre nuestro cuerpo, el “Templo de Dios”.

Quien se tatúa por lo tanto se aleja de Dios y demuestra de no aceptar cuanto Dios nos ha donado por lo que es. Hablo de nuestro cuerpo, claro. No es todo, Dios fue clarísimo sobre el tatuaje, en la Sagrada Escritura, en particular en Levítico (19:28) está escrito expresamente: “No haréis sajaduras en vuestra carne, a causa de un muerto; ni os imprimiréis tatuaje. Yo soy Yahvé.”

Pero, no obstante ésto, los cristianos quienes se creen tales, siguen viviendo en la desobediencia más absoluta y mortificadora. Muchos sostienen que el Levítico se deba leer con una óptica diferente de aquella literal sobre este preciso versículo de la Sagrada Escritura. Sin embargo es el mismo Anton La Vey, fundador de la iglesia de satán en EE.UU., quien confiesa públicamente – en su libro “Modernos Primitivos” – cuanto dicho, admitiendo que tras de cada tatuaje (sea una flor o un dragón) hay el satanismo que no sólo ideó, sino también quiso que tal moda se difundiese.

Pero, lo que maravilla es como no obstante ésto justo nosostros los católicos, clérigos, sacerdotes y fieles, quienes subestiman esta moda negando incluso sin demasiados problemas de conciencia, la gravedad de esta verdad totalmente diabólica y defendida con orgullo por el mismo mundo del ocultismo.

¿Si San Pío estuviese en vida, qué diría si le hubieran preguntado acerca de la supuesta posibilidad de hacerse un tatuaje “inocente”? ¿Qué respondería si le hubieran preguntado quien ha ideado esta “bella” moda ya hecha pasar como inocente en al menos un cierto tipo de iconos o, si queréis, de tatuajes?
La consagración indirecta a satanás realizada en el momento en el cual se hace el tatuaje, pero no está solamente en la voluntad de modificar la apariencia de su propia piel y pecar; como en la Consagración a la Inmaculada se ofrecen sentimientos y acciones, también en la consagración que los tatuados cumplen involuntariamente es ofrecida una acción a satanás.
La acción es el sacrificio del consagrado.

Muchos tatuados, de hecho, saben que para tatuarse se va a padecer un dolor indecible, pero voluntariamente se sacrifican con tal de desobedecer a Dios o si queréis con tal de tatuarse. El dolor que se prueba, durante y después del tatuaje en tres días más o menos, representa indirectamente un ofrecimiento hecho a satanás.

Quien hace tatuajes sabe muy bien que la del tatuaje es una práctica antigua de tipo satánico. Cada tatuaje tribual contiene el 666, al mismo modo los dragones, las espadas con serpientes, los leones, y así continuando.

En cambio, cuando se hace el tatuaje con personajes, santos o imágenes de personas queridas, se ofende dos veces a Dios. La consagración, en esta hipótesis, tiene el mismo valor pero la ofensa hecha contra Dios por medio de la ignorancia siempre culpable es mayor. De hecho satanás para darnos sus miserables instrumentos y para hacernos perder para siempre la belleza de nuestro templo, es decir nuestro cuerpo, utiliza quien utilizó su propia vida para combatirlo: San Pío, Ángeles, Santos. Pero no es todo.
Muchas veces cuando no se ha una real convicción de la Misercordia de Dios, satanás aprovecha de la situación haciendo desesperar a sus tatuados-consagrados. De hecho, muchos tatuados después de su conversión, corren para quitarse el tatuaje y a sufrir nuevamente aquel dolor que se prueba.

¿Para quién? Para satanás, claro, origen de aquel padecimiento, renovando otra vez su propia consagración. Ésta se renueva con la falta de fe en la Misercordia de Dios que todo puede en la resurrección del cuerpo después de la muerte hasta el fin de los tiempos.

Queridos lectores, sabed que un sacerdote de satanás está obligado a consagrarse con el tatuaje, sabed que queriendo admitirlo o menos, quien se tatúa va a sufrir dolores indecibles, hacia momentos de oscuridad y depresión, además que ir hacia hechicerías y maleficios, que pueden mayormente tomar presa sobre un cuerpo tatuado porque está ya marcado.

Muchos podrían objetar que no todos los tatuados están mal. La respuesta es fácil.

Como es fácil pensar que cada consagración lleve inmediatamente sus propios frutos, también en la Consagración a la Inmaculada, de acuerdo con el Monfort (San Luis Griñon) algo de especial de hecho sucede y se manifiesta, pero no siempre es perceptible al ojo humano.

El consejo que os damos como estudiosos del ocultismo es aquéllo de no tatuaros, de no quitaros el tatuaje si ya os habéis marcado a satanás, y además en tal caso de ir a bendeciros la piel tatuada por un exorcista, y no por un sacerdote cualquiera.
El tatuaje es la peurta que abrimos a satanás.

Sabed que en muchos exorcismos, los poseídos, conscientes durante el rito, han afirmado que sentían un fuego tremendo arder justo sobre la piel en la parte donde está el tatuaje.
Y sabed, finalmente, que es suficiente un solo tatuaje para arriesgar de tener disturbios de posesión como demuestran los numerosos casos estudiados. En la revista “Tattoo Gallery” (en la sección “Sagrado y Profano”) está escrito que la técnica con que se hacen los tatuajes, fue ideada por los primitivos, los cuales en la sangre que salía, o en el enrojecimiento de la piel, veían el portal creado por los demonios para entrar y salir del cuerpo.

Recordaos lo que habéis leído, un día delante de Dios no se podrá decir : “Yo no lo sabía”.

No se considere ofendido quien es tatuado, ni endurezca su corazón, sino aproveche para arrepentirse con sinceridad, y renazca en la confesión por los méritos de la Sangre Preciosísima de Jesús.

En conclusión, no podemos que tomar ejemplo desde un enésimo pasaje de la Sagrada Escritura que, aunque no se aplique directamente a los tatuajes, nos da un principio:
“¿O no sabéis que vuestro cuerpo es templo del Espíritu Santo que está en vosotros, el cual habéis recibido de Dios, y que ya no os pertenecéis a vosotros? Porque fuisteis comprados por un precio (grande). Glorificad, pues, a Dios en vuestro cuerpo.” (1 Corintios, 6:19,20)

Esta gran verdad debería tener una real repercusión sobre lo que hacemos y donde llevamos nuestro cuerpo. Si nuestro cuerpo pertenece a Dios, y queremos realmente confesar de creer en Él con las obras, en vez que con la sola boca, deberíamos asegurarnos de tener su claro “permiso”, antes de “dejar el signo” indeleble de los tatuajes.
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Desde el libro en lengua italiana “Manuale di demonologia. Conosci il tuo avversario?” (“Manual de demonología. ¿Conoces a tu adversario?”), de Simone Iuliano, Ediciones Youcanprint, p. 84-86



1 commento:

  1. Ni me gustan ni me haría nunca un tatuaje.......desconocía que eran de origen satánico.Besicos

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Grazie per la visita.
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Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Colegio NSG | Coronilla a la Divina Misericordia from Colegio NSG on Vimeo.

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

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