«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

«Yo soy la luz del mundo. El que me sigue no andará en tinieblas, sino que tendrá la luz de la Vida». Jn 8,12

L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno

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domenica 1 gennaio 2017

Cristo si è fatto debole per farci forti - Cristo se hizo débil para hacernos fuertes






Cristo Bambino e Verbo.
Sant'Agostino Discorso 190 qua 

3. 3. Ambedue i sessi rinascano quindi in colui che oggi è nato e celebrino questo giorno. In questo giorno Cristo Signore non cominciò ad esistere ma, esistendo da sempre presso il Padre, portò alla luce di questo mondo il corpo che prese dalla madre; donò alla madre la fecondità, non le tolse l'integrità. Viene concepito, nasce, è infante. Chi è questo infante? - Si dice infante infatti perché non può favellare, cioè parlare -. È infante e nello stesso tempo è Verbo. Tace in quanto infante ma insegna per mezzo degli angeli. Viene annunziato ai pastori colui che è principe e pastore dei pastori e giace in una mangiatoia come foraggio per i giumenti fedeli. Era stato predetto per mezzo del profeta: Il bue ha conosciuto il suo proprietario e l'asino la mangiatoia del suo padrone 6. Perciò sedette sopra un asinello quando entrò a Gerusalemme tra le acclamazioni di una moltitudine di gente che lo precedeva e lo seguiva 7. Riconosciamolo anche noi, accostiamoci anche noi alla mangiatoia, mangiamo anche noi il foraggio, portiamo su di noi il Signore, colui che ci regge, per arrivare, dietro alla sua guida, alla Gerusalemme celeste. La nascita di Cristo dalla madre è avvenuta nella debolezza, ma la nascita di Cristo dal Padre è avvenuta nella potenza. Cristo ha avuto nei giorni temporali un giorno temporale; ma lui è il giorno eterno sorto dal giorno eterno.
Cristo si è fatto debole per farci forti.

3. 4. Giustamente la voce del suo Salmo ci accende di fervore, come voce di tromba celeste, quando ascoltiamo: Cantate al Signore un canto nuovo; canta al Signore, terra tutta; cantate al Signore e benedite il suo nome 8. Riconosciamo e annunziamo il giorno da giorno, che è nato nella carne in questo giorno terreno. Giorno Figlio dal Giorno Padre, Dio da Dio, luce da luce. Questa è infatti la salvezza di cui si parla in un altro Salmo: Dio ci sia propizio e ci benedica, ci mostri sereno il suo volto; perché ci siano note sulla terra le tue vie, la tua salvezza fra tutte le genti 9. Il concetto espresso prima con le parole sulla terra lo ripete poi con l'espressione fra tutte le genti; e quanto prima ha detto con la tua via lo ripete con l'espressione la tua salvezza. Ricordiamo che lo stesso Signore ha detto: Io sono la via 10. E quando poco fa ci è stato letto il Vangelo, abbiamo udito che al fortunato vecchio Simeone era stato rivelato da Dio che non avrebbe assaggiato la morte prima di aver visto il Cristo del Signore. Costui, preso tra le braccia Cristo bambino e riconosciuto nel piccolo il grande Signore, esclamò: Ora lascia, Signore, che il tuo servo se ne vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza 11. Proclamiamo dunque - ed è bene che lo facciamo - il giorno da giorno, la sua salvezza. Proclamiamo tra le genti la sua gloria, fra tutti i popoli le sue meraviglie 12. Egli giace in una mangiatoia, ma contiene l'universo intero; succhia da un seno, ma è il pane degli angeli; è avvolto in pochi panni, ma ci riveste dell'immortalità; viene allattato, ma viene adorato; non trova riparo in un albergo, ma si costruisce il tempio nel cuore dei suoi fedeli. Perché la debolezza divenisse forte la fortezza si è fatta debole. Perciò non solo non disprezziamo, ma anzi ammiriamo ancor più anche la sua nascita nel corpo e in questo evento riconosciamo quanto una così grande dignità si sia umiliata per noi. Con questa considerazione accendiamo di carità i nostri cuori per poter arrivare alla sua vita eterna.

3. 3. Renazcan, por tanto, uno y otro sexo en el que ha nacido hoy y celebren este día. No el día en que Cristo el Señor comenzó a existir, sino aquel en que el que existía desde siempre junto al Padre mostró a esta luz la carne que recibió de su madre, madre a la que otorgó la fecundidad sin privarla de la integridad. Es concebido, nace, es un «infante». ¿Quién es este «infante»? Se llama «infante» al niño que aún no puede expresarse, es decir, hablar. Por consiguiente, es un niño que aún no habla, y es la Palabra. Calla por medio de la carne, pero enseña sirviéndose de los ángeles. Se anuncia a los pastores el príncipe y el pastor de los pastores y yace en el pesebre como vianda de los fieles, su montura. Lo había predicho el profeta: Reconoció el buey a su dueño, y el asno el pesebre de su señor3. Por eso se sentó sobre un pollino cuando entró en Jerusalén en medio de las alabanzas de la muchedumbre que lo precedía y seguía. Reconozcámoslo también nosotros, acerquémonos al pesebre, comamos la vianda, llevemos a nuestro señor y guía, para que bajo su dirección lleguemos a la Jerusalén celeste. El nacimiento de Cristo de madre es la majestad hecha débil, el nacimiento de Padre es la majestad desplegada. Tiene un día temporal en los días temporales, pero él es el Día eterno que procede del Día eterno.

4. Con razón nos enardecemos con la voz del salmo, como si fuera una trompeta celeste. En él oímos: Cantad al Señor un cántico nuevo; cantad al Señor, tierra entera; cantad al Señor y bendecid su nombre4. Reconozcamos, pues, y anunciemos al Día del Día que nació en la carne en este día. Día Hijo nacido del Día Padre, Dios de Dios, Luz de Luz. Él es la salvación de la que se dice en otro lugar: Dios tenga misericordia de nosotros y nos bendiga, ilumine su rostro sobre nosotros, para que conozcamos en la tierra tu camino y en todos los pueblos tu salvación5. Primero dijo: en la tierra; luego repitió lo mismo con estas palabras: en todos los pueblos. Primero dijo: tu camino, y luego lo reiteró: tu salvación.Recordamos que el mismo Señor dijo: Yo soy el camino6. Y, cuando ahora leímos el evangelio, escuchamos que el bienaventurado anciano Simeón había recibido un oráculo divino según el cual no probaría la muerte hasta no ver al Ungido del Señor7. El anciano, tras haber tomado en sus manos a Cristo aún sin habla y haber reconocido la grandeza del pequeño, dijo: Ahora, Señor, dejas a tu siervo en paz, según tu palabra, pues mis ojos han visto tu salvación8. Anunciemos, pues, debidamente al Día del Día, su salvación. Anunciemos en los pueblos su gloria, en todas las naciones sus maravillas9. Yace en un pesebre, pero contiene al mundo; toma el pecho, pero alimenta a los ángeles; está envuelto en pañales, pero nos reviste de inmortalidad; es amamantado, pero adorado; no halla lugar en el establo, pero se construye un templo en los corazones de los creyentes. Para que la debilidad se hiciera fuerte, se hizo débil la fortaleza. Sea objeto de admiración, antes que de desprecio, su nacimiento en la carne y reconozcamos en ella la humildad, por causa nuestra, de tan gran excelsitud. Encendamos en ella nuestra caridad para llegar a su eternidad.

San Agustín Homeléticas Sermón 190 acá


domenica 25 dicembre 2016

Nella sua nascita Cristo onora l'uomo e la donna. En su nacimiento Cristo honora el hombre y la mujer



Cristo è la nostra luce.

Sant'Agostino Discorso 190 qua 

1. 1. Il Signore nostro Gesù, che era presso il Padre prima che nascesse da una madre, si scelse non solo una vergine da cui nascere ma anche il giorno in cui nascere. Anche gli uomini, benché soggetti ad errore, sogliono scegliersi i giorni: uno per piantare nuovi alberi, un altro per cominciare a costruire, un altro per intraprendere un viaggio, a volte un altro anche per prendere moglie. Chi fa così lo fa per poter con successo curare ciò che nasce dalla sua impresa. Ma nessuno può scegliersi il giorno in cui nascere. Cristo, che è stato il creatore di ambedue le cose - la madre e il giorno - le poté scegliere ambedue. Il giorno però non l'ha scelto come lo scelgono coloro che scioccamente fanno dipendere i destini dell'uomo dalla disposizione delle stelle. Infatti Cristo non è divenuto felice per il giorno nel quale è nato; ma ha fatto beato quel giorno nel quale si è degnato di nascere. Il giorno della sua nascita infatti porta il mistero della sua luce. Dice infatti l'Apostolo: È già notte inoltrata, il giorno si avvicina. Svestiamoci dunque delle opere che si compiono nelle tenebre e indossiamo le armi della luce. Camminiamo dignitosamente come in pieno giorno 1. Riconosciamo il vero giorno e diventiamo giorno! Eravamo infatti notte quando vivevamo senza la fede in Cristo. E poiché la mancanza della fede aveva avvolto come una notte il mondo intero, aumentando la fede la notte doveva diminuire. Perciò con il giorno del Natale del Signore nostro Gesù la notte comincia a diminuire e il giorno a crescere. Pertanto, fratelli, festeggiamo solennemente questo giorno, però non come i pagani che lo festeggiano a motivo dell'astro solare; ma festeggiamolo a motivo di colui che ha creato questo sole. Colui che è Verbo è divenuto carne 2 per poter vivere, a nostro vantaggio, sotto questo sole: sotto questo sole con il corpo, perché per la potenza è sopra l'universo intero, all'interno del quale creò il sole. Ora però Cristo si trova anche con il corpo al di sopra di questo sole, che viene adorato al posto di Dio da coloro che, ciechi di mente, non riescono a vedere il vero sole di giustizia.
Nella sua nascita Cristo onora l'uomo e la donna.

2. 2. Celebriamo in questo giorno, cristiani, non la sua nascita divina ma quella umana, con la quale si è fatto uguale a noi; perché per lui divenuto da invisibile visibile, noi potessimo, partendo dalle realtà visibili, giungere a quelle invisibili. Secondo la fede cattolica dobbiamo credere che due sono le nascite del Signore: una divina, l'altra umana; quella al di là del tempo, questa nel tempo. Però tutte e due mirabili: la prima senza necessità di madre, questa senza concorso di padre. Se non riusciamo a comprendere questa, come potremo parlare di quella divina 3? Chi potrebbe comprendere questa novità assolutamente straordinaria, inusitata, unica al mondo, incredibile ma divenuta credibile e incredibilmente creduta da tutti: che una vergine concepisse, una vergine partorisse e nel partorire rimanesse vergine? Ciò che la ragione umana non trova credibile l'accetta la fede; e dove vien meno la ragione umana lì avanza la fede. Chi oserà dire che il Verbo di Dio, per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose 4, non avrebbe potuto formarsi un corpo anche senza una madre, come ha creato il primo uomo senza un padre e senza una madre? Ma poiché è lui che ha creato ambedue i sessi, quello maschile e quello femminile, nel nascere li volle onorare ambedue, perché è venuto per salvarli ambedue. Ricordate certamente il racconto del peccato del primo uomo; il serpente non osò rivolgersi all'uomo, ma per ingannarlo si servì della donna. Passando attraverso la creatura più debole conquistò anche la più forte, penetrando nel cuore della donna riportò vittoria su ambedue. Perciò, affinché non facessimo ricadere sulla donna, come se fossimo mossi da giusto sdegno, la nostra morte, e affinché non pensassimo che la donna sia stata condannata senza possibilità di salvezza, il Signore, venendo a cercare ciò che era perduto 5, volle occuparsi, onorandoli, di ambedue i sessi, perché ambedue erano perduti. Perciò in nessuno dei due sessi dobbiamo fare ingiuria al Creatore: la natività del Signore è garanzia per ambedue a sperare nella salvezza. Il sesso maschile è stato onorato nel corpo di Cristo, il sesso femminile è stato onorato nella madre di Cristo. La grazia di Gesù Cristo ha vinto l'astuzia del serpente.

El doble nacimiento del Señor

San Agustín Sermón 190  acá

1. 1. Nuestro Señor Jesucristo, que existía junto al Padre antes de nacer de madre, no sólo eligió la virgen de la que iba a nacer, sino también el día en que iba a hacerlo. A menudo los hombres, sujetos a error, eligen las fechas, uno para plantar una viña, otro para edificar, otro para irse de viaje y otro, a veces, hasta para casarse. Quien así actúa lo hace para que llegue felizmente a término lo que en esa fecha va a tener lugar. Pero nadie puede elegir el día de su nacimiento. Él, en cambio, pudo elegir ambas cosas, porque hasta pudo crearlas ambas. Y la elección del día no la hizo como los que de forma vana hacen depender la suerte de los hombres de la ubicación de los astros. No le hizo a él feliz el día en que nació; al contrario, fue él quien hizo agraciado el día en que se dignó nacer. Pues el día de su nacimiento encierra también el misterio de su luz. Así dice el Apóstol: La noche ha pasado y ha llegado el día; arrojemos las obras de las tinieblas y revistámonos de las armas de la luz y caminemos honestamente como en pleno día1. Reconozcamos al Día y seamos día. Éramos noche cuando vivíamos en la infidelidad. Y como la infidelidad misma que, haciendo las veces de la noche, había cubierto de tinieblas al mundo entero, al aumentar la fe tenía que disminuir, comienzan a menguar las noches y a crecer los días en el día preciso del nacimiento de nuestro Señor Jesucristo. Tengamos, pues, hermanos, por solemne este día, no pensando en este sol, como los infieles, sino en quien lo hizo. El que era la Palabra se hizo carne2 para poder estar bajo el sol en atención a nosotros. Así es: con su carne, bajo el sol; con su majestad, por encima del mundo entero, dentro del cual creó al sol. Ahora, sin embargo, también con su carne está por encima de este sol, al que tienen por dios quienes, ciegos en su mente, no ven al verdadero sol de justicia.

2. 2. Celebremos, por tanto, ¡oh cristianos!, no el día de su nacimiento divino, sino del humano, es decir, el día en que se amoldó a nosotros, para que, por mediación del invisible hecho visible, pasemos de las cosas visibles a las invisibles. Conforme a la fe católica, debemos reafirmar los dos nacimientos del Señor: uno divino y otro humano; aquél fuera del tiempo, éste en el tiempo; ambos asombrosos: el primero, sin madre; el segundo, sin padre. Si no llegamos a comprender éste, ¿cuándo nos será posible referir aquél? ¿Quién podrá comprender esta novedad nueva, insólita, única en el mundo, increíble, pero hecha creíble, y de forma increíble creída en todo el mundo, a saber, que una virgen concibiera y una virgen pariera y permaneciera siendo virgen? Lo que la razón humana no comprende, lo capta la fe que cobra vigor allí donde la razón humana desfallece. ¿Quién dirá que la Palabra de Dios, por quien fueron hechas todas las cosas, no pudo prepararse una carne incluso sin madre, de la misma manera que hizo el primer hombre sin padre y sin madre? Mas como él mismo creó a uno y otro sexo, el masculino y el femenino, quiso honrar hasta en su nacimiento ambos sexos, por cuya liberación había venido. Conocéis, sin duda, la caída del primer hombre: como no se atrevió a hablar al varón, la serpiente se sirvió, para hacerlo caer, de la mujer. Por medio del sexo más débil llegó al más fuerte, y, accediendo por uno, alcanzó el triunfo sobre los dos. Por ello, para que, como por impulso de un justo dolor, no hiciéramos recaer sobre la mujer nuestro horror a la muerte y no la creyéramos condenada sin posibilidad de reparación, el Señor, viniendo a buscar lo que había perecido, quiso recomendar, honrándolos, a ambos sexos, porque ambos habían perecido. Así, pues, en ninguno de ellos hemos de hacer injuria al creador: el nacimiento del Señor honró a uno y otro para que esperasen la salvación. El honor del sexo masculino está en la carne de Cristo; el del sexo femenino, en la madre de Cristo. La gracia de Jesucristo venció la astucia de la serpiente.

domenica 18 dicembre 2016

Cristo è nato per la nostra rinascita. Cristo nació para que nosotros renacieramos






Cristo è nato per la nostra rinascita.
Sant'Agostino Discurso 189 (3 e 4) qua 

3. Quanta benevolenza! Ma quanta era precedentemente la sua ira! Quale ira? Eravamo soggetti alla morte, oppressi dai peccati, carichi delle nostre pene. Ogni uomo fin dalla nascita comincia ad essere infelice. Non hai bisogno di interpellare un profeta per questo; osserva uno che sta nascendo: lo vedi piangere. Questa situazione terrena era il risultato della grande ira divina; ad un certo momento però quale benevolenza ci è stata usata? La verità è sorta dalla terra. Creò tutte le cose, è stato creato come tutte le altre cose. Fece il giorno e venne nel giorno; era anteriore ai tempi e contrassegnò i tempi. Cristo Signore è presso il Padre da sempre, senza inizio; e tuttavia oggi ti domandi che giorno è. È il Natale. Di chi? Del Signore. Ha anche lui un giorno natalizio? Sì, ce l'ha anche lui. Il Verbo che era in principio, Dio presso Dio, ha un giorno natalizio? Si, ce l'ha anche lui. Se lui non avesse la nascita umana, noi non potremmo arrivare alla rinascita divina: è nato infatti perché noi potessimo rinascere. Cristo è nato: nessuno tema di non poter rinascere. È stato generato, ma non ha bisogno di essere rigenerato. La rinascita era necessaria solo per coloro la cui nascita è avvenuta nella condanna. La sua misericordia scenda dunque nei nostri cuori. Sua madre portò Gesù nel grembo: noi portiamolo nel cuore. La Vergine è rimasta incinta con l'incarnazione di Cristo; i nostri cuori siano ricolmi della fede di Cristo. La Vergine partorì il Salvatore; noi partoriamo la lode di Dio. Non rimaniamo sterili: le nostre anime siano feconde di Dio.
Le due nascite di Cristo.

4. Ambedue le nascite di Cristo sono mirabili: la nascita dal Padre senza madre, la nascita dalla madre senza padre. La prima nascita è eterna, la seconda è avvenuta nel tempo. Quando è nato dal Padre? Ma che significa: quando? Cerchi lì quando, lì dove non si trova il tempo? Non cercare lì quando. Riguardo alla nascita nel tempo, allora sì cerca quando; fai bene a cercare quando è nato dalla madre. Invece se cerchi quando è nato dal Padre, non fai una ricerca sensata: è nato e non ha un tempo; l'eterno è nato dall'eterno: è coeterno a lui. E perché ti meravigli? È Dio. Considera la sua divinità e non avrai più motivo di meravigliarti. Ma quando diciamo: è nato da una Vergine, è una cosa straordinaria: ti meravigli. Non meravigliarti: è Dio. La lode si sostituisca alla meraviglia. Abbi fede: credi, perché il fatto è realmente avvenuto. Se non credi, il fatto è avvenuto lo stesso, e tu rimani infedele. Si è degnato di diventare uomo: che cosa cerchi di più? Ti pare che Dio si sia umiliato poco per te? Colui che era Dio è diventato uomo. In un piccolo alloggio, avvolto in panni, fu adagiato in una mangiatoia: l'avete sentito dal Vangelo che vi è stato letto. Chi non rimane meravigliato? Colui che riempiva il mondo non trovava riparo in un alloggio. Adagiato in una mangiatoia divenne il nostro cibo. Si accostino alla mangiatoia i due animali, i due popoli. Il bue infatti conobbe il suo proprietario e l'asino la mangiatoia del suo Signore 7. Guarda la mangiatoia: non vergognarti di essere giumento di Dio; porterai Cristo e non andrai errando lungo il cammino; ti cavalcherà lui stesso, che è la tua via 8. Ricordi quell'asinello condotto al Signore 9? Nessuno arrossisca: siamo noi quell'asinello. Il Signore ci cavalchi e ci attiri dove vuole lui: siamo il suo giumento, andiamo verso Gerusalemme! Cavalcandoci lui, non veniamo oppressi ma elevati. Guidandoci lui non devieremo. Andiamo a lui, andiamo per mezzo di lui, non periremo.

3. ¡Qué condescendencia la suya! ¡Cuán airado estaba antes! ¿Por qué? Éramos mortales, nos oprimían nuestros pecados, cargábamos con nuestros castigos. Todo hombre comienza su vida en la miseria; ya desde su nacimiento. No creas que hago profecías; pregunta a quien acaba de nacer y observa cómo llora. Siendo tan grande la ira de Dios sobre la tierra, ¡cuál y cuán rápida fue su condescendencia! La Verdad ha surgido de la tierra6. Creó todas las cosas, y entre ellas fue creado él; hizo el día, y vino al día; existía antes del tiempo y marcó los tiempos. Cristo el Señor existe sin comienzo y por siempre junto al Padre. Pregunta, no obstante: -¿Qué es el día de hoy? -Es el día del nacimiento. -¿De quién? -¿Del Señor. -¿Tiene él día de nacimiento? -Lo tiene. -La Palabra que existía en el principio, Dios junto a Dios, ¿tiene día de nacimiento? -Sí, lo tiene. -Si él no hubiera tenido generación humana, no llegaríamos nosotros a la regeneración divina: nació para que renaciéramos. Nadie dude de este renacer: Cristo ha nacido; fue engendrado, pero no ha de ser regenerado. ¿Quién necesitaba la regeneración sino aquel cuya generación estaba condenada? Hágase presente en nuestros corazones su misericordia. Su madre lo llevó en el seno; llevémoslo nosotros en el corazón; la virgen quedó grávida por la encarnación de Cristo, estén grávidos nuestros corazones de la fe en Cristo; ella alumbró al salvador; alumbremos nosotros la alabanza. No seamos estériles; dejemos que nuestras almas las fecunde Dios.


4. El nacimiento de Cristo del Padre fue sin madre; su nacimiento de madre fue sin padre; ambos asombrosos. El primero fue eterno, el segundo en el tiempo. ¿Cuándo nació del Padre? ¿Qué significa «cuándo»? ¿Buscas el cuándo allí, allí donde no hallarás tiempo? No busques allí un cuándo. Búscalo aquí. Con razón preguntas por el cuándo referido a su nacimiento de la madre; sin motivo referido a su nacimiento del Padre: nació, y no tiene tiempo; nació el eterno del eterno, siendo coeterno. ¿Por qué te asombras? Es Dios. Considera que se trata de la divinidad, y desaparece el motivo del asombro. También te admiras cuando decimos que nació de una virgen. ¡Cosa portentosa! Es Dios, no te cause admiración; pase la admiración, llegue la alabanza. Hágase presente la fe; cree que tuvo lugar. Si no lo crees, el hecho tuvo lugar igualmente, pero tú permaneces en tu incredulidad. Se dignó hacerse hombre, ¿qué más quieres? ¿O se humilló Dios poco por ti? El que era Dios se hizo hombre. Estrecho era el establo; envuelto en pañales, fue colocado en un pesebre. Lo escuchasteis cuando se leyó el evangelio. ¿Quién hay que no se admire? El que llenaba el mundo no encontraba lugar en el establo; puesto en el pesebre, se convirtió en vianda para nosotros. Acérquense al pesebre dos animales, es decir, dos pueblos, pues el buey reconoció a su dueño, y el asno el pesebre de su señor7. Fíjate en el pesebre; no te avergüences de ser jumento para el Señor. Llevarás a Cristo, no te extraviarás cuando vayas por el camino: sobre ti va sentado el camino. ¿Os acordáis de aquel asno ofrecido al Señor? Nadie sienta vergüenza: aquel asno somos nosotros. Vaya sentado sobre nosotros el Señor y llámenos para llevarle a donde él quiera. Somos su montura, vamos a Jerusalén. Cuando él va sentado, no nos aplasta, nos levanta; teniéndole a él por guía, no nos extraviamos: vamos por él, no perecemos.

San Agustín Sermón 189 acá



domenica 11 dicembre 2016

Cristo luce eterna del Creato - Cristo luz eterna de la Creación





Cristo luce eterna del creato.

Sant'Agostino Discorso189  qua 

1. Cristo, giorno che ha creato ogni giorno, ha santificato per noi questo giorno di Natale. Di lui il Salmo canta: Cantate al Signore un canto nuovo; canta al Signore, o terra tutta; cantate al Signore e benedite il suo nome: benedite il giorno da giorno la sua salvezza 1. Chi è questo giorno da giorno se non il Figlio che procede dal Padre, la luce da luce? Quel giorno ha generato questo giorno, che oggi è nato dalla Vergine. Quel giorno dunque non ha inizio, non ha tramonto; quel giorno, cioè Dio Padre. Gesù infatti non sarebbe il giorno da giorno, se il Padre non fosse anche lui giorno. Che cos'è il giorno se non la luce? Non la luce degli occhi corporei, non la luce che gli uomini hanno in comune con le bestie, ma la luce che risplende per gli angeli, la luce vedendo la quale i cuori vengono purificati. Passa infatti questa notte nella quale ora viviamo, nella quale vengono accese per il nostro cammino le lucerne delle Scritture, e verrà quanto si canta in un altro Salmo: Nel mattino a te mi volgerò e ti contemplerò 2.
Dove non c'è fede c'è menzogna.
2. Quel giorno dunque, cioè il Verbo di Dio, giorno che risplende per gli angeli, giorno che risplende nella patria da cui siamo ancora lontani, si rivestì di carne e nacque da Maria vergine. Nacque in modo mirabile. Che cosa di più mirabile del parto di una vergine? Concepisce ed è vergine, partorisce e rimane vergine. È stato formato da colei che lui stesso ha creato: le donò la fecondità, non le sottrasse l'integrità. Donde è venuta Maria? Da Adamo. Donde Adamo? Dalla terra. Se Adamo è venuto dalla terra e Maria da Adamo, anche Maria è terra. E se Maria è terra, riconosciamo quanto cantiamo: La verità è sorta dalla terra. Quale beneficio ci ha recato? La verità è sorta dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo 3. I Giudei, come afferma l'Apostolo, non volendo riconoscere la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio 4. Donde l'uomo può diventare giusto? Da se stesso? Ma quale povero può sfamarsi da se stesso? Quale nudo può coprirsi se non gli viene data una veste da un altro? Non avevamo la giustizia, avevamo soltanto i peccati qui in terra. Donde viene la giustizia? Quale giustizia può esservi senza la fede? Il giusto infatti vive per la fede 5. Chi senza avere la fede si dice giusto mente. Come può non esservi la menzogna dove non c'è la fede? Chi vuol dire il vero si converta alla verità. Ma questa era lontana. La verità è sorta dalla terra 6. Tu dormivi, essa venne a te; tu eri in coma, essa ti ha svegliato; ti ha fatto strada con la sua persona per non perderti. Concludendo: La verità è sorta dalla terra, cioè il Signore nostro Gesù Cristo è nato da una vergine; la giustizia si è affacciata dal cielo affinché gli uomini diventassero giusti non di una giustizia propria, ma di quella di Dio.



El nacimiento del Señor

San Agustín Sermón 189 acá

1. El Día que hizo todo día nos ha santificado este día. A él se refiere el canto del salmo: Cantad al Señor un cántico nuevo, cantad al Señor toda la tierra; cantad al Señor y bendecid su nombre; anunciad al Día del Día, su salvación1. ¿Quién es este Día del Día sino el Hijo nacido del Padre, Luz de Luz? Pero es Día también el que engendró al Día que iba a nacer de una virgen este día; ese Día, pues, no tiene ni aurora ni ocaso. Llamo Día a Dios Padre, pues Jesús no sería Día del Día si no fuese Día también el Padre. ¿Qué es el Día sino la Luz? No la luz que perciben los ojos de la carne, no la luz común a los hombres y a las bestias, sino la Luz que ilumina a los ángeles, Luz cuya visión purifica los corazones. Pues pasa esta noche en que vivimos ahora y en la que se nos encienden las lámparas de las Escrituras, y llegará aquello que se canta en otro salmo: Mañana estaré en tu presencia y te contemplaré2.


2. Aquel Día, es decir, la Palabra de Dios, Día que alumbra a los ángeles, Día que resplandece en aquella patria adonde peregrinamos, se revistió de carne y nació de la virgen María. Su nacimiento produce asombro. ¿Hay algo más asombroso que el parto de una virgen? Concibe, y es virgen; da a luz, y sigue siendo virgen. Fue hecho de aquella a la que él hizo; él le aportó la fecundidad sin dañar su integridad. ¿De dónde procede María? De Adán. Y Adán, ¿de dónde procede? De la tierra. Si Adán procede de la tierra y María de Adán, también María es tierra. Si María es tierra, reconozcamos lo que cantamos: La Verdad ha brotado de la tierra.¿Qué beneficio nos ha aportado? La Verdad ha brotado de la tierra y la Justicia ha mirado desde el cielo3. Pues los judíos, según dice el Apóstol, ignorando la justicia de Dios y queriendo establecer la suya propia, no se sometieron a la justicia de Dios4. ¿De dónde le viene al hombre el poder ser justo? ¿De sí mismo? ¿Qué pobre se da a sí mismo el pan? ¿Qué desnudo se viste, si no recibe un vestido? No poseíamos justicia alguna; aquí no había más que pecados. ¿De dónde procede la justicia? ¿Qué justicia hay sin fe? Pues el justo vive de la fe5. Quien dice que es justo sin tener fe, miente. ¿Cómo no es mentiroso aquel en quien no hay fe? Si quiere decir verdad, conviértase a la verdad. Pero estaba lejos. La Verdad ha brotado de la tierra.Estabas dormido y vino hasta ti; roncabas, y te despertó; te hizo un camino a través de sí para no perderte. Así, pues, como la Verdad ha brotado de la tierra, nuestro Señor Jesucristo nació de una virgen; la Justicia ha mirado desde el cielo para que los hombres tuvieran justicia, no propia, sino de Dios.


mercoledì 30 novembre 2016

Mirabile nascita di Cristo attraverso la fede di Maria Maravilloso nacimiento de Cristo por la fe de María.




Inenarrabile è la nascita del Verbo, sia eterna che nel tempo.
3. Crediamo anche in Gesù Cristo suo Figlio, nostro Signore Dio vero da Dio vero, Figlio Dio del Padre Dio, però non due dèi perché egli e il Padre sono una cosa sola 5; e questo lo insinua al suo popolo già per mezzo di Mosè, quando dice: Ascolta, Israele, i comandi della vita; il Signore tuo Dio è un Dio solo 6. Ma se tu cerchi di comprendere come l'eterno Figlio sia nato senza tempo dall'eterno Padre, te ne dissuade il profeta Isaia che dice: Chi potrà narrare la sua generazione? 7. Perciò come Dio sia nato da Dio tu non sei in grado né di pensarlo né di esprimerlo; solo di credere ti è permesso, perché possa essere salvo, secondo quanto dice l'Apostolo: Chi si accosta a Dio deve credere che egli esiste e che ricompenserà coloro che lo cercano 8. Se invece desideri conoscere la sua nascita secondo la carne, che egli assunse benignamente per la nostra salvezza, ascolta e credi che egli nacque da Spirito Santo e da Maria Vergine. Per quanto anche questa sua nascita chi la potrà narrare? Chi infatti potrà apprezzare adeguatamente un Dio che per gli uomini è voluto nascere uomo, una Vergine che lo concepì senza seme virile, che lo partorì senza corruzione e che dopo il parto rimase nella sua integrità? Infatti il Signore nostro Gesù Cristo si degnò di entrare nell'utero della Vergine, riempì immacolato le membra della donna, senza corromperla la rese madre, quando fu formato ne uscì da se stesso e rinchiuse ancora integre le viscere materne. In tal modo arricchì colei da cui si degnò di nascere con l'onore della maternità e con la santità della verginità. Questo chi mai lo potrebbe comprendere? Chi narrare? E quindi anche questa generazione chi potrà narrarla? Qual mente arriverebbe a pensare, quale lingua ad esprimere non solo che in principio era il Verbo che non ha nessun principio nel nascere, ma anche che il Verbo si è fatto carne 9, scegliendo una vergine per farsela madre, facendola madre pur conservandola vergine? Figlio di Dio non concepito da nessuna madre, figlio dell'uomo senza il seme d'un padre, che nel venire ha portato a una donna la fecondità, senza con questo toglierle l'integrità? Che è mai questo? Chi lo potrà dire? Ma anche chi tacere? E questa è la meraviglia: non siamo in grado di descriverlo, ma neanche possiamo tacerlo; ad alta voce annunciamo cose che, pensando, non riusciamo a comprendere. Davvero non sappiamo esaltare un dono cosi grande di Dio, perché siamo troppo piccoli per descriverne la grandezza; eppure siamo costretti ad esaltarlo, perché tacendo non restiamo ingrati. Ma grazie a Dio ciò che non può essere adeguatamente espresso può essere con sicurezza creduto.
Mirabile nascita di Cristo attraverso la fede di Maria.

4. Perciò crediamo in Gesù Cristo nostro Signore nato da Spirito Santo e da Maria Vergine. La Vergine Maria partorì credendo quel che concepì credendo. Infatti quando le fu promesso il figlio, essa domandò come questo sarebbe successo, dato che non conosceva uomo (e naturalmente le era noto quale fosse il solo modo di conoscere e partorire, ossia che l'uomo nasce dall'unione del maschio e della femmina, modo che essa non aveva sperimentato, ma che aveva appreso dalla normale frequentazione delle altre donne). E l'angelo le rispose: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo; colui dunque che nascerà da te sarà santo e chiamato Figlio di Dio. E dopo che l'angelo ebbe detto così, essa, piena di fede e concependo Cristo prima nel cuore che nel grembo, rispose: Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga di me secondo la tua parola 10. Ossia avvenga la concezione nella vergine senza seme di uomo; nasca da Spirito Santo e da una donna integra colui per il quale integra possa rinascere da Spirito Santo la Chiesa. Il santo che nascerà dalla parte umana della madre senza l'apporto umano del padre si chiami Figlio di Dio; colui che è nato da Dio Padre senza alcuna madre, doveva in modo meraviglioso diventar figlio dell'uomo, e cosi, nato in quella carne, poté uscire piccolo attraverso viscere chiuse, e grande, risuscitato, poté entrare attraverso porte chiuse. Sono cose meravigliose, perché divine; indescrivibili, perché inscrutabili; non è in grado di spiegarlo la bocca dell'uomo, perché non è in grado di esprimerlo il cuore dell'uomo. Maria credette e in lei quel che credette si avverò. Crediamo anche noi, perché quel che si avverò possa giovare anche a noi. Per quanto infatti anche questa nascita sia ammirabile, tuttavia, o uomo, tu puoi pensare che cosa il tuo Dio si è fatto per te, il Creatore per la creatura; il Dio che è sempre in Dio, l'Eterno che vive con l'Eterno, il Figlio uguale al Padre non ha disdegnato di rivestirsi della condizione di servo per dei servi empi e peccatori. E questa non è stata ricompensa a dei meriti umani; per le nostre iniquità semmai noi meritavamo delle pene; ma se egli avesse tenuto conto delle colpe, chi avrebbe potuto sussistere 11? È quindi per dei servi empi e peccatori che il Signore si è degnato di nascere servo e uomo dallo Spirito Santo e dalla Vergine Maria.

Sant'Agostino Discorso 215 (3 e 4) qua 

3. «Creemos también en su Hijo, Jesucristo, nuestro Señor», Dios verdadero de Dios verdadero, Dios Hijo de Dios Padre, pero sin ser dos dioses, pues él y el Padre son una sola cosa4. Esto ya lo da a entender al pueblo mediante Moisés al decir: Escucha, Israel, los mandamientos de la vida; el Señor tu Dios es un solo Señor5. Y, si quieres pensar cómo ha nacido fuera del tiempo el Hijo eterno del eterno Padre, te recrimina el profeta Isaías, que dice: ¿Quién narrará su nacimiento?6 Así, pues, el nacimiento de Dios a partir de Dios, ni podrás pensarlo ni explicarlo; sólo se te permite creerlo para poder alcanzar la salvación, según las palabras del Apóstol: Quien se acerca a Dios es preciso que crea que existe y que recompensará a los que le buscan7. Si, pues, deseas conocer su nacimiento según la carne, que se dignó aceptar por nuestra salvación, escucha y cree «que nació del Espíritu Santo y de la virgen María». Aunque, incluso este nacimiento, ¿quién lo narrará? ¿Quién puede valorar en su justo punto que Dios haya querido nacer como hombre por los hombres, que una virgen lo haya concebido sin semen de varón, que lo haya alumbrado sin perder la integridad y que después del parto haya permanecido íntegra? Nuestro Señor Jesucristo entró, por condescendencia, en el seno de la virgen: siendo inmaculado, llenó los miembros de una mujer; hizo grávida a su madre sin privarla de su virginidad; habiéndose formado a sí mismo, salió del seno de la madre, conservándolo íntegro. De esta forma colmó de honor materno y de la santidad virginal a la mujer de la que se dignó nacer. ¿Quién puede comprender esto? ¿Quién puede explicarlo? En consecuencia, ¿este mismo nacimiento quién lo narrará?8 ¿Quién tendrá mente capaz de comprender o lengua capaz de explicar no sólo que en el principio existía la Palabra9, carente de todo comienzo por nacimiento, sino también que la Palabra se hizo carne10, eligiendo una virgen para convertirla en madre y convirtiéndola en madre pero conservándola virgen? En cuanto Hijo de Dios, no tuvo madre que lo concibiera y, en cuanto hijo del hombre, no tuvo varón que lo engendrara; con su venida trajo la fecundidad a la mujer, sin privarla, al nacer él, de su integridad. ¿Qué es esto? ¿Quién puede decirlo? ¿Quién puede callarlo? ¡Cosa admirable: no se nos permite callar lo que somos incapaces de hablar! ¡Predicamos con palabras lo que ni con la mente comprendemos! Somos incapaces de hablar de tan gran don de Dios por ser pequeños para expresar su grandeza, y, no obstante, nos sentimos obligados a alabarlo, no sea que nuestro silencio revele ingratitud. Pero, ¡gracias a Dios!, lo que no puede expresarse dignamente, puede creerse fielmente.

domenica 20 dicembre 2015

Verginità di Maria e della Chiesa - Virginidad de María y de la Iglesia







Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo (Sermo 188)

Verginità di Maria e della Chiesa.
3. 4. Celebriamo perciò con gioia il giorno in cui Maria partorì il Salvatore, una sposa il creatore delle nozze, una vergine il principe delle vergini. Sposa di un uomo ma madre senza la partecipazione dello sposo; vergine prima delle nozze, vergine nelle nozze; vergine quando è incinta, vergine quando allatta. Il Figlio onnipotente nel nascere non tolse alla sua santa madre la verginità, che s'era scelta per nascere. È un bene la fecondità nel matrimonio, è però un bene migliore l'integrità nella vita consacrata. Il Cristo uomo, che in quanto Dio poteva dare tutti e due i beni - era infatti uomo e Dio insieme - mai avrebbe donato alla madre il bene che gli sposi desiderano - la fecondità - togliendole però quel bene migliore - l'integrità - per avere il quale le vergini preferiscono non diventare madri. La vergine santa Chiesa celebra pertanto oggi il parto della Vergine. Ad essa si riferisce l'Apostolo quando dice: Vi ho fidanzati ad un solo sposo, per presentarvi a Cristo come una vergine casta 10. Come mai vergine casta riferito a tanta gente di ambo i sessi, riferito non solo ai giovani consacrati e alle vergini ma anche agli sposati, padri e madri? Come mai vergine casta se non per l'integrità della fede, della speranza e della carità? Cristo, che avrebbe ricostituito la verginità nel cuore della Chiesa, prima l'ha conservata nel corpo di Maria. Nelle nozze umane la donna è consegnata allo sposo e perde la sua verginità; la Chiesa invece non potrebbe essere vergine se lo sposo a cui viene consegnata non fosse figlio di una vergine.


 Virginidad de María y de la Iglesia

De los "Discrusos" de San Agustín (Sermón 188)

4. Celebremos, pues, con gozo el día en que María dio a luz al Salvador; la casada, al autor del matrimonio; la virgen, al príncipe de las vírgenes; la entregada al marido, pero no hecha madre por el marido; ella virgen antes del matrimonio, virgen en el matrimonio, virgen durante el embarazo, virgen cuando amamantaba. En efecto, el hijo todopoderoso de ningún modo quitó, al nacer, la virginidad a su santa madre, elegida por él antes de nacer. Buena es la fecundidad dentro del matrimonio, pero mejor es la virginidad en la vida consagrada. Cristo hombre que, en cuanto Dios -pues es al mismo tiempo Dios y hombre-, podía otorgarle una y otra cosa, nunca daría a su madre el bien que aman los casados si hubiese significado la pérdida de otro mejor, por el que las vírgenes renuncian a ser madres. Por ello, la Iglesia, virgen santa, celebra hoy el parto de la virgen. A ella dice el Apóstol: Os he unido a un único varón para presentaros a Cristo como virgen casta10. ¿De dónde le viene ser virgen casta en tanta gente de uno y otro sexo, no sólo jóvenes y vírgenes, sino también padres y madres casados? ¿De dónde -digo- le viene ser virgen casta sino de la integridad de la fe, la esperanza y la caridad? La virginidad que Cristo iba a infundir en el corazón de su Iglesia, la custodió antes en el cuerpo de María. En el matrimonio humano la mujer se entrega al esposo para que deje de ser virgen; la Iglesia, en cambio, no podría ser virgen si no hubiera sido hijo de una virgen el esposo al que fue entregada.


domenica 13 dicembre 2015

Il Verbo maestro d'umiltà - El Verbo maestro de humildad








Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo (Sermo 188)


Il Verbo maestro d'umiltà.
3. 3. Osserva, uomo, che cosa è diventato per te Dio: sappi accogliere l'insegnamento di tanta umiltà, anche in un maestro che ancora non parla. Tu una volta, nel paradiso terrestre, fosti così loquace da imporre il nome ad ogni essere vivente 8; il tuo Creatore invece per te giaceva bambino in una mangiatoia e non chiamava per nome neanche sua madre. Tu in un vastissimo giardino ricco di alberi da frutta ti sei perduto perché non hai voluto obbedire; lui per obbedienza è venuto come creatura mortale in un angustissimo riparo, perché morendo ritrovasse te che eri morto. Tu che eri uomo hai voluto diventare Dio e così sei morto 9; lui che era Dio volle diventare uomo per ritrovare colui che era morto. La superbia umana ti ha tanto schiacciato che poteva sollevarti soltanto l'umiltà divina.


 El Verbo maestro de humildad

De los "Discrusos" de San Agustín (Sermón 188)





3. 3. Mira, ¡oh hombre!, lo que Dios se hizo por ti; reconoce la enseñanza de humildad tan grande de la boca del doctor que aún no habla. En otro tiempo, fuiste tan facundo en el paraíso que impusiste el nombre a todo ser viviente8; sin embargo, por ti yacía en el pesebre, sin hablar, tu creador; sin llamar por su nombre ni siquiera a su madre. Tú, descuidando la obediencia, te perdiste en un vastísimo jardín de árboles frutales; Él, por obediencia, vino en condición mortal a un establo estrechísimo para buscar, mediante la muerte, al que estaba muerto. Tú, siendo hombre, quisiste ser Dios para tu perdición9; Él, siendo Dios, quiso ser hombre para hallar lo que estaba perdido. Tanto te oprimió la soberbia humana, que sólo la humildad divina te podía levantar.


domenica 6 dicembre 2015

Il Verbo Eterno per noi è nato nel tempo - El Verbo Eterno por nosotros nació en el tiempo








Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo (Sermo 188)



Il Verbo eterno per noi è nato nel tempo.
2. 2. Rivolgiamo pertanto un poco la nostra attenzione su questo: se siamo capaci di dire qualcosa di adeguato e di conveniente non sul fatto che In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio 4, ma sul fatto che il Verbo si è fatto carne; se possiamo dire qualcosa riguardo al fatto che abitò in mezzo a noi 5; se almeno si potrà dire qualcosa sulla sua natura umana, nella quale volle rendersi visibile. Proprio per questo infatti celebriamo solennemente questo giorno, nel quale egli si è degnato di nascere da una vergine. Questa sua nascita l'ha fatta in qualche maniera raccontare da uomini. Ma chi narrerà la sua nascita 6 in quella eternità, nella quale in quanto Dio è nato da Dio? Lì non c'è un giorno specifico che possa essere solennemente celebrato. Né è giorno che passi per ritornare dopo un ciclo annuale; ma rimane senza tramonto perché ha avuto inizio senza alba. Quell'unico Verbo di Dio, quella vita, quella luce degli uomini è il giorno eterno. Mentre questo giorno nel quale egli si è unito alla carne umana, divenuto come uno sposo che esce dalla stanza nuziale 7, ora è oggi, domani sarà ieri. Il giorno odierno ricorda l'Eterno nato dalla Vergine, poiché l'Eterno nato dalla Vergine consacrò il giorno odierno. Quali lodi potremo dunque cantare all'amore di Dio, quali grazie potremo rendere? Ci ha amato tanto che per noi è nato nel tempo lui, per mezzo del quale è stato creato il tempo; nel mondo fu più piccolo di età di molti suoi servi, lui che è eternamente anteriore al mondo stesso; è diventato uomo, lui che ha fatto l'uomo; è stato formato da una madre che lui ha creato; è stato sorretto da mani che lui ha formato; ha succhiato da un seno che lui ha riempito; il Verbo senza il quale è muta l'umana eloquenza ha vagito nella mangiatoia, come bambino che non sa ancora parlare.


El Verbo Eterno por nosotros nació en el tiempo 

De los "Discrusos" de San Agustín (Sermón 188)


2. 2. Dirijamos un momento a esto nuestros oídos y nuestra atención por si tal vez somos capaces de decir algo adecuado y digno referente, no al hecho de que en el principio existía la Palabra, y la Palabra estaba junto a Dios, y la Palabra era Dios4, sino al hecho de que la Palabra se hizo carne5. Quizá podamos decir el motivo por el que habitó entre nosotros; quizá pueda ser decible allí donde quiso ser visible. Pues por esto celebramos también este día en que se dignó nacer de una virgen, nacimiento propio que él hizo que de algún modo narrasen autores humanos. Mas ¿quién narrará su nacimiento6, es decir, el que tuvo lugar en la eternidad, por el que en cuanto Dios nació de Dios? Allí no existe un día tal que pueda ser celebrado solemnemente, dado que tampoco pasa para volver cada año, sino que permanece sin ocaso, porque tampoco tuvo aurora. Así, pues, aquella Palabra única de Dios, aquella vida, aquella luz de los hombres es el Día eterno; en cambio, este día, en que, al unirse a la carne humana, se hizo como esposo que sale de su lecho nupcial7 ahora es hoy, pero mañana será ayer. Sin embargo, el día de hoy ensalza al Día eterno, porque el Día eterno, al nacer de la virgen, hizo sagrado el día de hoy. ¡Qué alabanzas tributaremos, pues, al amor de Dios! ¡Cuántas gracias hemos de darle! Tanto nos amó que por nosotros fue hecho en el tiempo Aquel por quien fueron hechos los tiempos, y en este mundo fue menor en edad que muchos de sus siervos el que era más antiguo que el mundo por su eternidad; tanto nos amó que se hizo hombre el que hizo al hombre, le hizo una madre a la que él hizo, le llevaron unas manos que él formó, mamó de los pechos que él llenó, y lloró en el pesebre la infancia muda, la Palabra sin la que es muda la elocuencia humana.


domenica 29 novembre 2015

Il Verbo di Dio rimane un mistero - El Verbo de Dios permanece un misterio







NATALE DEL SIGNORE

Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo (Sermo 188)



Il Verbo di Dio rimane un mistero.
1. 1. Non c'è da meravigliarsi se qualunque pensiero umano, qualunque discorso diventa insufficiente qualora tentassimo di lodare il Figlio di Dio in maniera adeguata al suo essere presso il Padre, uguale e coeterno a lui, nel quale sono state create tutte le cose esistenti nei cieli e sulla terra, le visibili e quelle invisibili, Verbo di Dio e Dio stesso, vita e luce degli uomini 1. In che modo sarà capace la nostra lingua di lodare degnamente colui che neanche la nostra mente è ancora in grado di vedere? Eppure nella nostra mente egli stesso ha messo un occhio con il quale poter essere veduto, purché da parte nostra si elimini l'iniquità, si risani l'infermità e si diventi beati dal cuore puro, perché costoro vedranno Dio 2. Non c'è da meravigliarsi, ripeto, se non possiamo trovare parole adeguate per cantare degnamente quell'unico Verbo, nel quale siamo stati chiamati all'esistenza 3; se non sappiamo che cosa dire di lui. È la nostra mente infatti che sta pensando queste parole e le esprime, ma a sua volta essa stessa è stata formata per mezzo di quel Verbo. L'uomo non forma le parole allo stesso modo in cui egli stesso è stato formato per mezzo del Verbo; perché neanche il Padre ha generato l'unico Verbo allo stesso modo in cui per mezzo del Verbo ha creato tutte le cose. Dio infatti ha generato Dio: ma sia il generante che il generato sono un unico Dio. Dio invece ha creato il mondo: il mondo passa e Dio rimane. E come le realtà che sono state create non si sono create da sole, così da nessuno è stato creato colui per mezzo del quale tutte le cose poterono essere create. Non c'è da meravigliarsi dunque se l'uomo, una tra le tante creature, non può descrivere adeguatamente il Verbo, per mezzo del quale tutte le cose sono state create.


El nacimiento del Señor

De los "Discrusos" de San Agustín (Sermón 188)


1. 1. Nada tiene de extraño que ningún pensamiento, ninguna palabra humana, sea suficiente cuando nos aprestamos a alabar al Hijo de Dios tal como es junto al Padre, coeterno e igual a él, en quien fueron creadas todas las cosas del cielo y de la tierra, las visibles y las invisibles, Palabra de Dios y Dios, vida y luz de los hombres. Pues ¿cómo podrá nuestra lengua alabar dignamente a Aquel a quien aún es incapaz de ver nuestro corazón, donde creó el ojo capacitado para verlo una vez eliminada la maldad, sanada la debilidad y hechos bienaventurados los que tienen el corazón limpio, puesto que ellos verán a Dios?1 Nada tiene de extraño, digo, que no encontremos palabras para decir la única Palabra en la que se dijo que existiéramos quienes íbamos a decir algo de ella. Estas palabras pensadas y pronunciadas las forma nuestra mente, que, a su vez, es formada por la Palabra. Ni crea el hombre las palabras del mismo modo que él es creado por la Palabra, puesto que tampoco el Padre engendró a su única Palabra del mismo modo que hizo todas las cosas mediante la Palabra. Pues Dios engendró a Dios, pero el que engendra y el engendrado son al mismo tiempo un solo Dios; en cambio, Dios hizo también el mundo2, pero el mundo pasa3 y Dios permanece. Y como las cosas creadas no se crearon a sí mismas, de idéntica manera nadie hizo a aquel por quien pudieron ser creadas todas las cosas. Por tanto, nada tiene de extraño que el hombre, una más entre las criaturas, no exprese con palabras la Palabra por la que todo fue creado.


mercoledì 31 dicembre 2014

1º Gennaio Santa Maria Madre di Dio- 1 de Enero Santa María Madre de Dios







"Santa Maria, Madre di Dio"

"Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo,
puro e limpido come acqua di sorgente.

Dammi un cuore semplice, che non si ripieghi
ad assaporare le proprie tristezze.

Ottienimi un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione.
Un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene
e non serbi rancore di alcun male.

Formami un cuore dolce e umile,
che ami senza esigere di essere riamato.
Un cuore che ami, contento di scomparire in altri cuori,
sacrificandosi davanti al Tuo divin Figlio.

Donami un cuore grande e indomabile,
così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere
e nessuna indifferenza lo possa stancare.

Donami un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo,
ferito dal Suo Amore,
con una piaga che non si rimargini se non in cielo".


TI PREGO, MARIA
Preghiera di Natale e dell'Avvento

Ti prego, Maria, per tutti i ragazzi
che stasera hanno voglia di piangere
perché non hanno affetto,
perché non hanno nessuno
che dia loro la buona notte
e li inviti a dormire tranquilli.
Ti prego, Maria, per tutti gli orfani,
per tutti i ragazzi abbandonati dai genitori,
per quelli che, per qualsiasi motivo,
vivono lontani dalla famiglia.
Ti prego, Maria, per i ragazzi che oggi sono stati malati.
Per quelli che sono stati sfruttati.
Per quelli che, invece di giocare e studiare
sono costretti a lavorare.
Ti prego, Maria, per i ragazzi disabili
e per coloro ai quali anche oggi
il giorno è sembrato lungo e noioso.

Ti prego, Maria.
Amen.


La Virgen María, Madre de Dios


«Salve, Señora, santa Reina, santa Madre de Dios, María, que eres Virgen hecha Iglesia y elegida por el santísimo Padre del cielo, a la cual consagró Él con su santísimo amado Hijo y el Espíritu Santo Paráclito, en la cual estuvo y está toda la plenitud de la gracia y todo bien» (San Francisco, Saludo a la B.V. María).

ORACIÓN PARA PEDIR
LA FELICIDAD EN EL NUEVO AÑO

Te pedimos, Señor, paz y felicidad en el nuevo año. Que seamos felices, Señor, en esta tierra nuestra: Ella nos sustenta y rige.
Que seamos felices, Señor, con el perdón: Nada más poderoso para desterrar los odios y establecer la paz.
Que seamos felices, Señor, con la justicia: Sin ella no hay humanidad.
Que seamos felices, Señor, con la ternura: Es el único sol necesario para alumbrar días y noches.
Que seamos felices, Señor, en este nuevo año de 2015.

Lo necesitamos. Es deseo y don tuyo. Amén.


BUON ANNO NUOVO!!

¡FELIZ AÑO NUEVO!!




lunedì 22 dicembre 2014

Cinque baci d'amore al Santo Bambino - Cinco besos de amor al niño Jesús













Cinque baci d'amore al Santo Bambino

(Da farsi alla mezzanotte del Santo Natale e nei momenti difficili della vita) 

Baciando la manina destra: O mio Gesù, quel che vuoi tu voglio pur io, lo voglio perché lo vuoi tu, o Gesù.

Baciando la manina sinistra: Gesù, quel che vuoi tu vo­glio pure io, lo voglio come lo vuoi tu, o Gesù.

Baciando il piedino destro: Gesù quel che vuoi tu, vo­glio pur io, lo voglio quando lo vuoi tu, o Gesù.

Baciando il piedino sinistro: Gesù quel che vuoi tu, vo­glio pur io, lo voglio finché lo vuoi tu, o Gesù.

Baciando il cuore: Dolce mio Signore, dammi quello che vedo nel tuo cuore.






Cinco besos de amor al niño Jesús

(Para rezar a medianoche en Navidad o en los momentos difíciles de la vida)

 Besando la manito derecha: Oh Jesús mío, lo que Tú quieres, yo también quiero, lo quiero porque lo quieres Tú, oh Jesús.

 Besando la manito izquierda: Jesús, lo que tu quieres , yo también lo quiero, lo quiero como lo quieres Tú, oh Jesús.

 Besando el piecito derecho: Jesús lo que Tú quieres, yo también quiero, lo quiero cuando lo quieres Tú, oh Jesús.

 Besando el piecito izquierdo: Jesús lo que Tú quieres, yo también quiero, lo quiero hasta cuando lo quieres Tú, oh Jesús.

 Besando el corazón: Dulce Señor mío, dame lo que veo en tu corazón.







Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

Apparizioni di Garabandal: Un avviso, un miracolo, un castigo (clic sull'immagine)

Apariciones de Garabandal: Un Aviso, un Milagro, un Castigo (Clic sobre la imagen)

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