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DISCORSO 210 di Sant'Agostino qua
QUARESIMA
Alcune
domande.
1. 1. È arrivato il tempo sacro che ci esorta ad
umiliare la nostra anima con le preghiere e con i digiuni e a castigare il
nostro corpo più che negli altri tempi dell'anno. Ma perché questo tempo si
celebra all'approssimarsi della solennità della passione del Signore? E quale
mistero racchiude il numero quaranta? Poiché alcuni solitamente si pongono
queste domande, doverosamente ci accingiamo a parlarvi di questo argomento,
dato che il Signore si è degnato di farci il dono di parlarne alla vostra
Carità. Sappiamo che essi desiderano apprendere queste cose non per farne delle
dispute ma con l'unico scopo di conoscerle: la loro fede e la loro pietà ci
aiuteranno molto ad impetrare quanto dovremo dire.
Perché il
digiuno quaresimale prima del Battesimo?.
1. 2. Si è soliti porre la questione: perché il
Signore Gesù Cristo - il quale, assunto un corpo umano e fattosi uomo, è
apparso in mezzo agli uomini proprio per darci l'esempio di come vivere, come
morire e come risorgere - digiunò non prima di battezzarsi ma dopo il
battesimo? Così è scritto infatti nel Vangelo: Appena battezzato Gesù
uscì subito dall'acqua ed ecco si aprirono i cieli e vide lo Spirito di Dio
scendere e venire sopra di sé. Ed ecco una voce dai cieli che diceva: questi è
il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto. Allora Gesù fu condotto
dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Egli, dopo aver
digiunato quaranta giorni e quaranta notti, finalmente ebbe fame 1. Noi invece, insieme a coloro che dovranno
ricevere il battesimo, digiuniamo prima che arrivi il giorno del loro
battesimo, che coincide con il giorno di Pasqua; dopo Pasqua invece per
cinquanta giorni mitighiamo i nostri digiuni. Questo fatto giustamente
susciterebbe una certa inquietudine se fosse lecito battezzare o farsi
battezzare soltanto nel solennissimo giorno di Pasqua. Mentre però in nessun
giorno dell'anno è proibito amministrare il battesimo secondo la necessità e la
volontà di ciascuno - così ha concesso colui che diede loro il potere di
diventare figli di Dio 2 -, è lecito celebrare l'anniversario della
passione del Signore soltanto in un determinato giorno dell'anno che si chiama
Pasqua. Ne consegue che non bisogna assolutamente identificare il sacramento
del battesimo con la Pasqua. Il battesimo lo si può ricevere in qualunque
giorno; la Pasqua invece la si può celebrare soltanto in un solo e determinato
giorno dell'anno. Il battesimo è dato per ricevere la vita nuova; la Pasqua
serve per ricordare un fatto importante della nostra fede. Che la maggior parte
dei battesimi che si debbono conferire confluisca nel giorno di Pasqua dipende
non dal fatto che in quel giorno la grazia della salvezza è più abbondante, ma
li attira la maggiore gioia di quella festa.
Il Battesimo
di Gesù e quello di Giovanni.
2. 3. Che cosa si può dire anche sul fatto che
bisogna distinguere il battesimo di Giovanni che Cristo ricevette dal battesimo
di Cristo che i suoi fedeli ricevono? Infatti, per il fatto che Cristo è
migliore del cristiano, il battesimo con cui è stato battezzato Cristo non è
migliore di quello con cui viene battezzato il cristiano. Ma proprio perché è
di Cristo, questo battesimo va preposto a quello che ha ricevuto Cristo.
Giovanni infatti battezzò Cristo riconoscendo di essere inferiore a Cristo;
Cristo invece battezza il cristiano, mostrando di essere più grande di
Giovanni. Così come migliore della circoncisione della carne, che anche Cristo
ha ricevuto ma che nessun cristiano oggi riceve, è il sacramento della
risurrezione di Cristo. Con questo il cristiano viene come circonciso per
spogliarsi della vita vecchia vissuta secondo la carne, seguendo la
raccomandazione dell'Apostolo: Come Cristo risuscitò dai morti per la
gloria del Padre, cosi anche noi camminiamo in una vita nuova 3. Così come la stessa antica Pasqua, che è
prescritto di celebrare con l'uccisione di un agnello 4, non per il fatto che Cristo l'ha celebrata
insieme ai suoi discepoli 5 è migliore della nostra Pasqua nella quale
Cristo è stato immolato. Fu necessario infatti, per dare a noi un esempio di
umiltà e di pietà, che Cristo venendo sulla terra si degnasse di accettare
anche quei sacramenti che preannunciavano la sua futura venuta; con questo ci
ha mostrato con quali sentimenti di devozione noi ora dobbiamo accogliere i
sacramenti della nostra fede che ci annunciano la sua già realizzata venuta.
Pertanto per il fatto che Cristo subito dopo aver ricevuto il battesimo di
Giovanni iniziò il digiuno, non bisogna pensare che con ciò abbia voluto darci
come una regola di condotta, come se si dovesse cominciare a digiunare subito
dopo aver ricevuto il battesimo di Cristo. Semplicemente con questo esempio ci
ha insegnato che bisogna digiunare quando la lotta con il tentatore si fa più
aspra. Infatti Cristo, che si è degnato di nascere come uomo, non ricusò
neanche di essere tentato come uomo, affinché il cristiano, ammaestrato dal suo
esempio, potesse non essere superato dal tentatore. Quando l'uomo deve
sostenere una simile lotta nella tentazione sia subito dopo il battesimo, sia
anche dopo qualunque periodo di tregua, bisogna digiunare: affinché il corpo,
mortificandosi, sia in grado di portare a termine la sua lotta e l'anima,
umiliandosi, possa impetrare la vittoria. Nel caso del Signore la causa del suo
digiuno non è stata dunque il battesimo nel Giordano ma la tentazione del
diavolo.





















