«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

«Yo soy la luz del mundo. El que me sigue no andará en tinieblas, sino que tendrá la luz de la Vida». Jn 8,12

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L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno

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sabato 19 marzo 2016

In ogni particolare della sua passione Cristo ha voluto significare qualcosa I- .En cada detalle de la pasión Cristo ha querido significar algo I









Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo 

DISCORSO 218

SULLA PASSIONE DEL SIGNORE NELLA PARASCEVE

In ogni particolare della sua passione Cristo ha voluto significare qualcosa.

1. Con solennità si legge, con solennità si celebra la passione di colui col cui sangue i nostri peccati sono stati cancellati, perché con la devota ricorrenza annuale se ne rinnovi il ricordo con più gioia e anche per la maggiore affluenza di gente la nostra fede sia più chiaramente illuminata. Perciò la solennità stessa richiede che vi rivolgiamo un discorso sulla passione del Signore come lui stesso ci suggerirà. Inoltre per la nostra salvezza e per farci passare fruttuosamente questa vita, il Signore nostro in ciò che ha patito dai suoi nemici, si è degnato di offrirci un esempio di pazienza, affinché, se sarà sua volontà, non ci rifiutiamo di sopportare qualcosa per la testimonianza del Vangelo. E siccome anche nella sua carne mortale egli nulla ha patito per necessità, ma tutto per sua propria scelta, è giusto pensare che, in ogni singolo evento che si è verificato e che è stato scritto nei riguardi della sua passione, egli ha voluto significare qualcosa.

Cristo porta la sua croce.

2. Anzitutto nel fatto che, consegnato perché fosse crocifisso, lui stesso portò la propria croce 1, diede una lezione di padronanza e mostrò, andando lui avanti, che cosa debba fare chi vuole seguirlo. Cosa che raccomandò anche a parole, dicendo: Chi mi ama prenda la sua croce e mi segua 2. In un certo senso prende la sua croce chi sa dominare la propria parte mortale.

Il Calvario.

3. Col fatto di esser crocifisso sul luogo del Cranio 3 volle significare che con la sua passione [si ottiene] la remissione di tutti i peccati, dei quali nel Salmo è detto: Si sono moltiplicate le mie iniquità più dei capelli del mio cranio 4.

I due ladroni.

4. Con quei due crocifissi ai suoi fianchi 5 mostra che alcuni soffrono alla sua destra, altri alla sua sinistra. Di quelli alla sua destra è detto: Beati i perseguitati per causa della giustizia 6. Di quelli alla sinistra è detto: Anche se dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi gioverebbe 7.

Il titolo.

5. Il titolo posto sopra la sua croce, con su scritto: Re dei Giudei 8, è lì a dimostrare che, anche uccidendolo, non poterono evitare di averlo per re, lui che apertamente, con potenza suprema, renderà a ciascuno secondo le sue opere. Per questo nel Salmo si canta: Io sono stato costituito da lui sovrano su Sion suo monte santo 9.

Scritto in tre lingue.

6. Il fatto che il titolo era scritto in tre lingue: ebraico, greco e latino 10 mostra che egli sarebbe stato re non solo dei Giudei, ma anche dei gentili. Perciò in quel medesimo Salmo, dopo aver detto: Io sono stato costituito sovrano su Sion suo monte santo (e questo regno è indicato con la lingua ebraica), subito aggiunge, quasi per dar senso alla greca e alla latina: Il Signore mi ha detto: Tu sei mio Figlio, io oggi ti ho generato. Chiedi a me e ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra 11. Non che il greco e il latino siano le sole lingue delle genti, ma sono le più importanti, il greco per la cultura delle lettere e il latino per la potenza dei Romani. Ma anche se in quelle tre lingue si indica che a Cristo sarebbero state sottomesse tutte le genti, tuttavia non fu scritto anche: Re delle genti, ma soltanto dei Giudei; e questo per esaltare, con la precisazione del nome, la sua razza di origine. Era stato già detto: Da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore 12. In realtà quelli che in un Salmo dicono: Egli ci ha assoggettati i popoli, ha messo le nazioni sotto i nostri piedi 13, chi sono se non coloro di cui l'Apostolo dice: Avendo le genti preso parte ai loro beni spirituali, sono in debito di aiutarli nelle loro necessità materiali 14?.

Re dei Giudei ma anche delle Genti.

7. Con quel che raccomandarono a Pilato i principi dei Giudei, che assolutamente non scrivesse che era il re dei Giudei, ma che lui si era detto re dei Giudei 15, Pilato era la figura dell'oleastro che doveva essere innestato in quei rami infranti 16. Pilato infatti proveniva dai gentili e scriveva la confessione dei gentili, nei cui confronti il Signore stesso aveva detto: Vi verrà tolto il regno e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare 17. Non con questo che egli non sia il re dei Giudei. Chi porta l'oleastro è la radice, non il contrario 18. E benché quei rami, per la loro infedeltà, siano stati spezzati, non per questo Dio ha respinto il suo popolo, di cui conosce in anticipo le sorti. Anche io, dice [l'Apostolo], sono Israelita 19. E benché i figli del regno, che non vollero che il Figlio di Dio regnasse su di loro, vengano buttati fuori nelle tenebre, tuttavia molti dall'Oriente e dall'Occidente verranno e sederanno a mensa non con Platone e Cicerone, ma con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli 20. E Pilato scrisse appunto Re dei Giudei e non dei greci o dei latini, anche se doveva regnare sulle genti. E quel che scrisse scrisse, e non lo cambiò per la pressione di quegli infedeli 21; già tanto tempo prima gli era stato detto nei Salmi: Non correggere il testo del titolo 22. Tutte le genti credono nel re dei Giudei, egli regna su tutte le genti, però è: Re dei Giudei. Tanta forza aveva quella radice da poter cambiare nella sua propria natura l'oleastro innestato, senza che l'oleastro potesse eliminare il nome dell'ulivo.

Le vesti divise.

8. Le sue vesti, divise in quattro parti, che si presero i soldati 23, indicano i suoi sacramenti che avrebbero percorso le quattro parti della terra.


Ci prepariamo per la confessione prima della Pasqua





De los "Discrusos" de San Agustín
SERMÓN 218
Traductor: Pío de Luis, OSA

La pasión del señor

En cada detalle de la pasión Cristo ha querido significar algo.

1. Con toda solemnidad se lee y se celebra la pasión de Jesucristo, nuestro Señor y Salvador, cuya sangre purgó nuestros delitos. El objetivo es que esta devota práctica anual renueve nuestra memoria y que, al acudir tanta gente, la proclamación de nuestra fe alcance mayor gloria. La solemnidad misma me exige que os dirija un sermón sobre la pasión del Señor, según él me lo conceda. En cuanto sufrió de parte de sus enemigos, nuestro Señor se dignó dejarnos un ejemplo de paciencia para nuestra salvación, útil para el decurso de esta vida, de manera que no rehusemos padecer lo mismo por la verdad del evangelio, si así él lo quisiere. Pero, como aun lo que sufrió en esta carne mortal lo sufrió libremente y no por necesidad, es justo creer que también quiso simbolizar algo en cada uno de los hechos que tuvieron lugar y quedaron escritos sobre su pasión1.


2. En primer lugar, en el hecho de que, después de ser entregado para la crucifixión, llevó él mismo la cruz, nos dejó una muestra de continencia y, al ir él delante, indicó qué ha de hacer quien quiera seguirle. Idéntica exhortación la hizo también verbalmente cuando dijo: Quien me ame, que tome su cruz y me siga2. Llevar la propia cruz equivale, en cierto modo, a gobernar la propia mortalidad.

3. El hecho de ser crucificado en el Calvario3 significó que en su pasión tuvo lugar el perdón de todos los pecados, de los que dice el salmo: Mis maldades se han multiplicado más que los cabellos de mi cabeza4.

4. Con él fueron crucificados, uno a cada lado, dos hombres5. Con ello mostró que a unos los tendrá a su derecha y a otros a su izquierda. Estarán a su derecha aquellos de quienes se dice: Dichosos los que sufren persecución por causa de la justicia6; a su izquierda, en cambio, aquellos de quienes se dice: Aunque entregue mi cuerpo a las llamas, si no tengo amor, de nada me sirve7.

5. El rótulo puesto sobre la cruz, en el que estaba escrito: Rey de los judíos8, puso de manifiesto que ni siquiera procurándole la muerte pudieron conseguir los judíos que no fuera su rey quien con la más palmaria y sublime potestad dará a cada uno lo que merezcan sus obras. Por esta razón se canta en el salmo: Él me constituyó rey sobre Sión, su monte santo9.

6. El que el rótulo estuviese escrito en tres lenguas: hebreo, griego y latín10, indicaba que iba a reinar no sólo sobre los judíos, sino también sobre los gentiles. Por eso, después de haber dicho en el mismo salmo: Él me constituyó rey sobre Sión, su monte santo11, es decir, donde reinó la lengua hebrea, añade a continuación, como refiriéndose a la griega y a la latina: El Señor me dijo: Tú eres mi hijo, yo te he engendrado hoy; pídemelo, y te daré los pueblos en herencia, y los confines de la tierra como tu posesión12. No porque el griego y el latín sean las únicas lenguas habladas por los gentiles, sino porque son las que más destacan; la griega, por cultura literaria, y la latina, por el Imperio Romano. La mención de estas tres lenguas manifestaba que la totalidad de los gentiles se sometería a Cristo; no obstante ello, en el rótulo no se añadió: «Rey de los gentiles», sino que se escribió sólo: Rey de los judíos, para que la fórmula precisa revelase el origen de la raza cristiana. Como está escrito: La ley salió de Sión, y la palabra del Señor, de Jerusalén13. ¿Quiénes son, en efecto, los que dicen en el salmo: Nos sometió a los pueblos y puso a los gentiles bajo nuestros pies14, sino aquellos de quienes dice el Apóstol: Si los gentiles participaron de sus bienes espirituales, deben servirles con sus bienes materiales?15 ¿Acaso no vemos que los pueblos están sometidos a la excelentísima gracia anunciada por los apóstoles? ¿O debemos mirar a las ramas desgajada16, las que hoy reciben el nombre de judíos? ¿No debemos oír más bien a aquel israelita, descendiente de Abrahán17, convertido de Saúl (Saulo) en Pablo (Paulo) y, por tanto, de pequeño en grande, que amonesta y dice al acebuche injertado18: «Date cuenta que no eres tú quien sostiene la raíz, sino la raíz quien te sostiene a ti»?19 Así, pues, el rey de los judíos es Cristo, bajo cuyo yugo ligero20 han sido enviados también a la salvación los gentiles. Que se les haya concedido a ellos es fruto de una mayor misericordia, como lo revela claramente el Apóstol mismo allí donde dice: Pues afirmo que Cristo se puso al servicio de los circuncisos en pro de la veracidad de Dios, para dar cumplimiento a las promesas hechas a los padres, y que los gentiles glorifican a Dios por su misericordia21. No tenía ninguna obligación de quitar el pan a los hijos para dárselo a los perros, si los perros, humillados para apañar las migas que caen de la mesa de sus amos22 y elevados y hechos hombres por la humildad misma, no hubieran merecido tener acceso a la mesa.

7. Los príncipes de los judíos sugirieron a Pilato que en ningún modo escribiera que él era el rey de los judíos, sino que decía serlo; pero él respondió: Lo escrito, escrito está23. Como los judíos simbolizaban las ramas desgajadas, así Pilato simbolizaba al acebuche injertado24, puesto que era un gentil quien escribía la confesión de los gentiles, dejando convictos de su rechazo a los judíos, de quienes con razón dijo el Señor: Se os quitará a vosotros el reino y se le entregará a un pueblo que cumpla la justicia25. Pero no por eso deja de ser rey de los judíos. Es la raíz la que sostiene el acebuche, no el acebuche a la raíz26. Y, aunque la infidelidad haya desgajado aquellas ramas, no por ello repudió Dios a su pueblo, al que conoció de antemano27. Pues también yo soy israelita -dice el Apóstol- 28. Aunque los hijos del reino que no quisieron que el Hijo de Dios fuera su rey vayan a parar a las tinieblas exteriores, vendrán muchos de oriente y de occidente y se sentarán a la mesa, no con Platón y Cicerón, sino con Abrahán, Isaac y Jacob, en el reino de Dios29. Pilato, en efecto, escribió: Rey de los judíos, no «Rey de los griegos» o «Rey de los latinos», aunque iba a reinar sobre los gentiles. Y lo que mandó escribir quedó escrito, sin que la sugerencia de los incrédulos30 lograra cambiar lo que tanto tiempo antes estaba predicho en el salmo: No modifiques la inscripción del rótulo31. Todos los pueblos creen en el rey de los judíos; él reina sobre todos los gentiles, pero es solamente rey de los judíos. Tanto vigor tuvo aquella raíz, que ella misma puede cambiar en olivo al acebuche injertado, mientras que el acebuche no puede eliminar el nombre del olivo.

8. Los soldados le despojaron de sus vestiduras después de haber constituido cuatro lotes32 que simbolizaron a sus sacramentos que iban a extenderse por las cuatro partes del orbe.


Nos preparamos para la confesión antes de la Pascua




4 commenti:

  1. Ciao Mirta, un caro saluto e buona Domenica delle Palme!

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  2. Buona Domenica delle Palme carissima Mirta !

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  3. Care amiche grazie per la vostra visita. Buona Domenica della Palme!!!

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  4. Hoy he disfrutado de la procesión del Domingo de Ramos cómo pienso disfrutar de todos los actos litúrgicos en mi parroquia esta Semana Santa.Besicos

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Grazie per la visita.
Gracias por la visita.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Colegio NSG | Coronilla a la Divina Misericordia from Colegio NSG on Vimeo.

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

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