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mercoledì 11 aprile 2012

San Francesco amava molto la creazione e gli animali - San Francisco amaba mucho la creación y los animales

     
Care amiche e cari amici,
Queridas amigas y queridos amigos:

 oggi vi propongo questo testo que spiega molto bene questo tema, l'ho preso del sito Pastorale e Spiritualità, e risponde un francescano, padre Augusto .

Hoy les propongo  este texto que explica muy bien este tema., lo he tomado del sitio Pastarale y Espiritualidad y responde un franciscano, padre Augusto.

Buona lettura!





Catechismo della Chiesa Cattolica 


Il rispetto dell'integrità della creazione

2415  Il settimo comandamento esige il rispetto dell'integrità della creazione. Gli animali, come anche le piante e gli esseri inanimati, sono naturalmente destinati al bene comune dell'umanità passata, presente e futura. 290 L'uso delle risorse minerali, vegetali e animali dell'universo non può essere separato dal rispetto delle esigenze morali. La signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore all'uomo non è assoluta; deve misurarsi con la sollecitudine per la qualità della vita del prossimo, compresa quella delle generazioni future; esige un religioso rispetto dell'integrità della creazione. 291

2416  Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura. 292 Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria. 293 Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come san Francesco d'Assisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali.

2417  Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. 294 È dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l'uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.

2418  È contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. È pure indegno dell'uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell'affetto che è dovuto soltanto alle persone.







Catecismo della Iglesia Católica 



El respeto de la integridad de la creación

2415  El séptimo mandamiento exige el respeto de la integridad de la creación. Los animales, como las plantas y los seres inanimados, están naturalmente destinados al bien común de la humanidad pasada, presente y futura (cf Gn 1, 28-31). El uso de los recursos minerales, vegetales y animales del universo no puede ser separado del respeto a las exigencias morales. El dominio concedido por el Creador al hombre sobre los seres inanimados y los seres vivos no es absoluto; está regulado por el cuidado de la calidad de la vida del prójimo incluyendo la de las generaciones venideras; exige un respeto religioso de la integridad de la creación (cf CA 37-38).

2416 Los animales son criaturas de Dios, que los rodea de su solicitud providencial (cf Mt 6, 16). Por su simple existencia, lo bendicen y le dan gloria (cf Dn 3, 57-58). También los hombres les deben aprecio. Recuérdese con qué delicadeza trataban a los animales san Francisco de Asís o san Felipe Neri.

2417 Dios confió los animales a la administración del que fue creado por él a su imagen (cf Gn 2, 19-20; 9, 1-4). Por tanto, es legítimo servirse de los animales para el alimento y la confección de vestidos. Se los puede domesticar para que ayuden al hombre en sus trabajos y en sus ocios. Los experimentos médicos y científicos en animales son prácticas moralmente aceptables, si se mantienen en límites razonables y contribuyen a cuidar o salvar vidas humanas.

2418 Es contrario a la dignidad humana hacer sufrir inútilmente a los animales y sacrificar sin necesidad sus vidas. Es también indigno invertir en ellos sumas que deberían remediar más bien la miseria de los hombres. Se puede amar a los animales; pero no se puede desviar hacia ellos el afecto debido únicamente a los seres humanos.



Testo della domanda di Angela: Texto de la pregunta de Angela:

Caro Padre Augusto, la domanda è la seguente: Sulla base dei testi citati, come dar credito a coloro che sostengono che nell'Aldilà non ci sarà posto per le creature inferiori all'uomo, perchè "non hanno anima"? Come credere che tutto il Creato sia stato creato solo in funzione dell'uomo, e non perché è "cosa buona" in sé? Vorrei citare infine Giovanni Paolo II nel suo messaggio per la giornata mondiale della Pace 1 gennaio 1990:  e ancora, ricordando il Poverello di Assisi . Mi piace pensare ad una Teologia del Creato per cui tutto ciò che Dio ha creato con un atto della Sua infinita Bontà sarà ricapitolato in Cristo. Vorrei conoscere il Suo pensiero in proposito, come sacerdote e come frate francescano. Grazie infinite per l'attenzione. Pace e Bene. Angela (mamma di una Clarissa) 

Querido Padre Augusto, la pregunta es la siguiente: Sobre la base de los testo citados, ¿cómo dar crédito a quiénes sostienen que en el más allá no habrá lugar para las creaturas inferiores al hombre porque  “no tienen alma”? ¿Cómo creer que toda la Creación ha sido realizada sólo en función del hombre, y no porque es “cosa buena en sí”? Quisiera finalmente citar a Juan Pablo II en su mensaje para la jornada mundial de la Paz el 1 de enero de 1990: y todavía, recordar el Pobrecito de Asís. Me gusta pensar en una Teología de la Creación en la que todo lo que Dios ha creado con un acto de su infinita bondad será reasumido en Cristo. Quisiera conocer su pensamiento a este respecto, como sacerdote y como fraile franciscano. Gracias infinitas por su atención. Paz y bien. Ángela (mamá de una Clarisa)
________________________________________

Risposta di Padre Augusto:
Respuesta de Padre Augusto:

Mia cara sorella Angela, pace a te. E' bello che tu voglia pensare ad una teologia del creato. Essa c'è già: esiste. Ma bisogna pensarla in termini più precisi. In sé, non ostante i testi da te riportati, la Parola del Signore non fornisce alcun elemento specifico se gli animali abbiano un'anima o se andranno in cielo.

Mi querida hermana Ángela, paz a ti. Es bello que tu quieras pensar en una teología de la creación. La misma existe ya. Pero hace falta pensarla en términas más preciso. En sí, no obstante los texto citados por ti, la Palabra del Señor no nos da ninún elemento específico si los animales tienen un alma o si irán al cielo.

Tuttavia, possiamo prendere alcuni principi scritturali generali e fare un pò di luce su questa questione. La Parola del Signore afferma che sia l'uomo (Genesi 2,7), sia gli animali (Genesi 1,30; 6,17; 7,15; 15,22) hanno l'alito di vita. Tuttavia la differenza principale tra l'uomo e gli animali è che l'uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio /Genesi 1,26-27). Gli animali non lo sono e vengono affidati al dominio dell'uomo. Essere creati ad immagine e somiglianza di Dio significa che gli esseri umani portano in sé lo splendore della Bellezza di Dio, sono Icone di Dio nel mondo. Sono quindi capaci di spiritualità, con una mente, una ragione, una volontà, con delle emozioni e con un aspetto dell'esistenza che continua dopo la morte: è quella che comunemente viene chiamata anima. Se gli animali avessero un "anima" o un aspetto immateriale, dovrebbe pertanto essere diversa o di qualità inferiore. Questa differenza indica che il soffio di vita che hanno gli animali non continua e non sussiste dopo la morte.

Sin embargo, podemos tomar algunos principios generales de la Sagrada Escritura para dar un poco de luz sobre esta cuestión. La Palabra del Señor afirma que tanto el hombre (Génesis 2,7), como los animales (génesis 1,30; 6,17; 7,15; 15,22) tiene hálito de vida. No obstante la diferencia principal entre el hombre y los animales es que el hombre fue creado a imagen y semejanza de Dios (Génesis, 1, 26-27). Los animales no lo son y fueron sometidos al domino del hombre. Ser creados a imagen y semejanza de Dios significa que los seres humanos llevan en sí el esplendor y la Belleza de Dios, son Estampas de Dios   en el mundo.  Por lo tanto son capaces de espiritualidad, con una mente, una razón, una voluntad, con  emociones y con un aspecto de la existencia que continúa después de la muerte, que comúnmente se llama alma. Si los animales tienen un “alma” o un aspecto inmaterial, debería ser por lo tanto diferente  o de calidad inferior. Esta diferencia indica que el soplo de vida que tienen los animales no continúa y no subsiste después de la muerte.

Diversamente Dio non avrebbe ordinato, per esempio di offrire al Tempio come sacrificio degli agnelli sgozzati! Un altro fattore da considerare nella questione è che Dio creò gli animali come parte del Suo processo creativo nel libro della Genesi. Dio creò gli animali e disse che ciò era cosa buona (Genesi 1, 25). Pertanto, non esiste alcun motivo per cui non dovrebbero esserci animali nei "cieli nuovi e nella terra nuova" (Apocalisse 21, 1), promessi dopo la rinnovazione dell'intera creazione, come giustamente dice Paolo nella lettera ai Romani da te citata. Non solo ci saranno animali, ma l'intera creazione con piante, fiori alberi da frutto, ecc.: tutto dovrà tornare al primitivo splendore della creazione uscita dalle mani di Dio e che l'uomo, invece di custodire, ha sfruttato fino a deformarla.

Si ello no fuera así, Dios no hubiera ordenado por ejemplo ofrecer en el templo como sacrificio ¡corderos degollados! Otro factor que se debe considerar es la cuestión de que Dios creó los animales como parte de su preceso creador en el libro de la Génesis. Dios creó los animales y dijo que ello era cosa buena (Génesis 1,25). Por lo tanto, no existe ningún motivo por el cual no debieran estar los animales en el “cielo nuevo y en la tierra nueva” (Apocalipsis 21,1),  prometidos después de la renovación de la entera creación, como justamente dice San Pablo en la carta a los Romanos.  No sólo habrá animales, sino que también la entera creación con plantas, flores de fruto, etcétera. Todo volverá a su primitivo esplendor de la creación salida de las manos de Dios y que el hombre, en vez de custodiarla, la ha explotado hasta deformarla.

D'altra parte sia l'Antico Testamento sia il Nuovo non proibiscono di mangiare la carne degli animali, ed eccetto nei giorni di astinenza, nemmeno la Chiesa. Tu porta l'esempio di san Francesco il quale, è vero, amava molto la creazione. Aveva composto in suo onore un meraviglioso Cantico, "Il Cantico delle Creature": tutto è per la gloria di Dio tutto deve potere splendere di bellezza in onore e lode del Signore.Li chiamava "fratelli", prediligendo in modo particolare quelli mansueti (Cf. 2Celano FF.750) e li invitava a lodare il Signore Eppure anche lui, per esempio, quando parlava del Santo Natale, la festa delle feste, desiderava che anche se fosse capitato di venerdì, i frati non solo potevano mangiare carne, ma anche i muri ne venissero spalmati all'esterno! (Cf 2Celano, FF, 787). Se dunque è lecito mangiare la carne degli animali, se avessero un'anima fatta per l'immortalità, l'uomo commetterebbe un peccato. Ma così non è!

Por otra  parte ya sea en el Antiguo como en el nuevo testamento no se prohíbe comer carne de los animales,  excepto en los días de abstinencia, y tampoco la Iglesia. Tu mencionas el ejemplo de San Francisco, el cual, es cierto, amaba mucho la creación. Había compuesto en su honor un maravilloso Cántico, “El Cántico de las creaturas: todo es para la gloria de Dios todo debe poder resplandecer de belleza en honor y alabanza del Señor. Los llamaba “hermanos”,  prefiriendo en particular los animales mansos (Cf. 2Celano FF.750) y los invitba a alabar al Señor.  Pero también él, por ejemplo cuando hablaba de la Santa Navidad, la fiesta de las fiesta, deseaba que también si caía en viernes, los frailes no sólo podían comer carne, sino también que los muros fueran untados en el exterior!  (Cf 2Celano, FF, 787). Si por lo tanto es lícito comer la carne de los animales, si tuvieran un alma hecha para la inmortalidad, el hombre cometería pecado. ¡¡Pero no es así!!

 La teologia della creazione la dipinge in maniera straordinaria Paolo nella lettera ai Romani al capitolo 8,19 e seguenti, quando descrive l'intera creazione in stato di attesa spasmodica: essa è protesa verso la rivelazione dei Figli di Dio...allora anch'essa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio! che siano glorificati i figli di Dio. Allora, dopo il giudizio finale, che manifesterà chi sono i veri Figli di Dio, ci saranno i cieli nuovi e la nuova terra in cui abiterà la giustizia. Ci saranno pure gli animali? Certo! Ciò che Dio crea non viene mai annullato! Ti auguro quindi sorella, di rispettare gli animali, certo, ma di non diventare "animalista", nel novero cioè di quelli che rispettano ed amano più gli animali che l'uomo! Sono sicuro di no! Tua figlia, sorella Clarissa e quindi a me francescano, sorella, certamente ti insegnerà. Grazie. Pace a te. Padre Augusto.

La teología de la creación es descripta de manera extraordinaria por Pablo en la carta a los Romanos en el Capítulo 8,19 y siguiente, cuando describe la entera creación en estado de espera espasmódica: Ella es extendida hacia la revelación del Hijo de Dios… ¡entonces también ella será liberada de la esclavitud de la corrupción para entrar en la libertad de la gloria de los hijos de Dios! Entonces, después del juicio final, que manifestará quienes son los verdaderos Hijos de Dios, habrá cielos nuevos y la tierra nueva en la cual habitará la justicia. ¿Habrá también animales? ¡Claro! ¡ lo que Dios ha creado no se anula nunca!. Te deseo por lo tanto hermana, que respetes los animales, cierto, pero que no te hagas “animalista”, en el número de aquellos que ¡respetan y aman más los animales que al hombre! ¡Estoy seguro que no!. Tu hija, hermana Clarisa, y por lo tanto a mí franciscano, hermana, seguramente te enseñará. Gracias. Paz a Ti. Padre Augusto.






Il Papa: la vita eterna non è per gli animali
El Papa: la vida eterna no es para los animales

Marcia indietro dopo le aperture di Paolo VI: «Per loro la morte è solo la fine dell'esistenza terrena»

Marcha atrás después de las aperturas de Pablo VI: "Para ellos la muerte es sólo el fin de la existencia terrena"

Anche Giovanni Paolo II ammise che «Gli animali non sono privi del soffio divino»

También Juan Pablo II admitió que "Los animales no están privado del soplo divino".

CITTA' DEL VATICANO - «Mentre nelle altre creature, che non sono chiamate all'eternità, la morte significa soltanto la fine dell'esistenza sulla terra, in noi il peccato crea una voragine che rischia di inghiottirci per sempre, se il Padre che è nei cieli non ci tende la sua mano». Queste parole severe, che contraddicono le «aperture» di Paolo VI sulla possibilità che anche gli animali vadano in Paradiso, Benedetto XVI le ha pronunciate nella Cappella Sistina, proprio accanto allo straordinario affresco michelangiolesco del Giudizio Universale. E lo ha fatto nell'omelia di una messa destinata ad essere ricordata a lungo: dopo 40 anni, per la prima volta, infatti, un Papa ha celebrato con le spalle ai fedeli.

CIUDAD DEL VATICANO- "Mientras en las otras criaturas, que no están llamadas a la eternidad, la muerte significa solamente el fin de la existencia sobre la tierra, en nosotros el pecado crea una vorágine que nos hace correr el riesgo de ser engullidos para siempre, si el Padre que está en los cielos no nos tiende una mano". Estas palabras severas, que contradicen las "aperturas" de Pablo VI sobre la posibilidad de que los animales vayan al Paraíso, Benedicto XVI las ha pronunciado en la Capilla Sixtina, justo al lado de la extraordinaria pintura de Miguel Ángel sobre el Juicio Universal.  Y lo ha hecho en la homilía de una misa destinada a ser recordada por mucho tiempo: después de 40 años, por primera vez, en efecto, un Papa ha celebrado de espalda a los fieles.

GLI ANIMALI E LA MORTE - Prima di impartire il battesimo a 13 bambini , come avviene ogni anno seguendo una tradizione inaugurata da Giovanni Paolo II, il Papa teologo ha letto la sua omelia da un trono collocato sulla parete di destra e non al centro della Cappella Sistina, evocando più volte il tema della morte. Che per gli animali, appunto, non sarebbe da considerare come il possibile inizio della vita eterna.

LOS ANIMALES Y LA MUERTE-  Antes de impartir el bautismo a 13 niños, como se efectúa cada año siguiendo una tradición inaugurada por Juan Pablo II, el Papa teólogo ha leído su homilía en un trono colocado en la pared derecha en el centro de la Capilla Sixtina, evocando muchas veces el tema de la muerte.

I PRECEDENTI - Sulla possibilità che anche gli animali potessero accedere alla vita eterna Paolo VI disse in una parrocchia romana che «un giorno rivedremo i nostri animali nell'eternità di Cristo». E in un discorso rivolto ai medici Veterinari espresse gratitudine «per la cura prestate agli animali, anch'essi creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell'universale stigma del peccato e dell'universale attesa della redenzione finale, secondo le misteriose parole dell'apostolo Paolo». Giovanni Paolo II nel 1990 ricordò invece che «la Genesi ci mostra Dio che soffia sull'uomo il suo alito di vita. C'è dunque - disse - un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi».

LOS ANTECEDENTES- Sobre la posibilidad de que también los animales pudieran acceder a la vida eterna Pablo VI dijo en una parroquia romana que "un día volveremos a ver nuestros animales en la eternidad de Cristo". En un discurso dirigido a los médicos Veterinarios expresó gratitud "por la atención prestada a los animales, también ellos criaturas de Dios, que en su sufrimiento silencioso son un signo de el estigma universal del pecado y de la espera universal de la redención final, según los misteriosas palabras del apóstol Pablo". Juan Pablo II en 1990 recordó en cambio que "el Génesis nos muestra a Dios que sopla sobre el hombre su hálito de vida. Hay  por lo tanto- dijo- un soplo, un espíritu que se parece al soplo y al espíritu de Dios. Los animales no están privados".


(fonte: Agi)

14 gennaio 2008 - 14 de enero de 2008






10 commenti:

  1. Cara Mirta ogni tuo post porta un teme molto bello e interessante, oggi parla re di San Francesco è veramente bello siamo all'inizio della primavere e tutti gli animali si muovono con disinvoltura, gli animale che il Santo amava tanto. Buona giornata cara amica.
    Tomaso

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  2. Cara amica mia,
    in ultima analisi io scelgo di rispettare ed amare anche questi nostri "fratellini minori" più che posso...
    ...affidandoli per il resto alle Sante Divine Cure: Dio(e Lui soltanto!) sa quel che DAVVERO è giusto in ogni ambito spazio/temporale ed eterno, per loro...
    ...e per noi!
    Sia fatta la Volontà di Dio, qualunque essa sia!

    Ti abbraccio, e come sempre GRAZIE ^_^

    M@ddy

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  3. Cara Maddy anch'io scelgo di rispettarli, come opera di Dio e di amarli come San Francesco, ma non si devono far oggetto di quell'affetto che è dovuto soltanto alle persone, come dice il Catechismo.

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  4. Vengo para agradecerte tu paso por mi blog y desearte una muy, muy feliz Pascua.

    Un fuerte abrazo.

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  5. Certo: non li si deve "umanizzare", ma rispettarli in quella che è la loro natura, voluta dallo stesso Creatore ^_^

    Infinito abbraccio!

    M@ddy

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  6. Anche se con molto ritardo passo per ringraziarti degli auguri di Pasqua che mi hai fatto, sei stata molto gentile. La figura di S.Francesco, il suo amore per la natura e gli animali, ma anche la sua scelta di vita, così coraggiosa, mi ha suscitato sempre interesse ed ammirazione. Mi piacciono moltissimo gli animali, ma penso anch'io che debbano essere amati in quanto tali, non come fossero persone. Ciao Mirta, buona settimana!

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  7. CIAO MIRTA, GRAZIE PER QUESTO POST CHE METTE IN RISALTO L'IMPORTANZA DI QUESTI NOSTRI PICCOLI GRANDI AMICI, SONO COMPAGNI FEDELI, MAI FARLI SOFFRIRE INUTILMENTE, SON D'ACCORDO, ANCH'ESSI SONO STATI FATTI COME NOI, DA DIO, QUINDI VANNO RISPETTATI ALLA STESSA STREGUA , CIAO GRAZIE BACI ROSA BUON WEEK END

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  8. Cara Rosa si vano rispettati ma no nella stessa misura degli essere umani,il catechismo della Chiesa Cattolica spiega benissimo l'argomento. Buon fine settimana anche per te!

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  9. anche io sono d'accordo sul fatto che bisogna rispettarli ed amarli. la figura di san francesco mi è sempre piaciuta molto!
    baci Baci

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  10. Grazie cari amici della vostre visite!! Vi abbraccio con tanto affetto! ♥♥

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Grazie per la visita.
Gracias por la visita.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Colegio NSG | Coronilla a la Divina Misericordia from Colegio NSG on Vimeo.

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

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