La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce nel cuore. (Kahlil Gibran)

La belleza no está en el rostro. La belleza es una luz en el corazón. (Kahlil Gibran)

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La profezia di San Francesco d'Assisi "Magnum in Ecclesia schisma et tribulationem futuram", la Chiesa conoscerà un periodo di grandi tribolazioni e afflizioni e di grandi pericoli e imbarazzi temporali e spirituali e proprio nel momento decisivo della crisi preannunciata un personaggio non canonicamente eletto, elevato al Soglio pontificio, si adopererà a propinare a molti il suo veleno. Lo stesso documento è citato anche qui. Tratto da: Opera Omnia S. FRANCISCI ASSISIATIS, col. 430 Paris Imp. Bibliothèque écclésiastique 1880 (dalle annotations de Louis-Hubert Remy)

La profecía de San Francisco de Asís:“Habrá un papa electo no-canónicamente quien causará un gran cisma, se predicarán diversas formas de pensar que causará que muchos duden, aún aquellos en las distintas órdenes, y hasta llegarán a estar de acuerdo con aquellos herejes que logren que mi Orden se mutile. Entonces habrá tales disensiones y persecuciones a nivel universal que si esos días no se acortan, aún los elegidos se perderán.” -

Apparizioni di Garabandal: Un avviso, un miracolo, un castigo (clic sull'immagine)

Apariciones de Garabandal: Un Aviso, un Milagro, un Castigo (Clic sobre la imagen)

Profezie di Garabandal: All’alba del 20 dicembre 1962, Conchita Gonzalez disse, che dopo il Papa regnante (Giovanni XXIII) solo mancavano tre veri Papi.

Alla morte di Giovanni XXIII, il 3 giugno 1963, nella cucina della sua casa a Garabandal, di nuovo fece quell’annuncio a sua madre: “solo mancano tre Papi… In realtà (la Madonna) mi ha detto che ancora sarebbero venuti quattro Papi, ma che ella non contava uno di loro” . Sua madre domandò perché. Conchita rispose: “Ella non lo ha detto, solo mi ha detto che non ne contava uno. Nonostante mi ha detto che governerebbe la Chiesa per molto poco tempo”.

Così i quattro Papi, dopo Giovanni XXIII, sono stati: Paolo VI, Giovani Paolo I, Giovanni Paolo II e il Papa Benedetto XVI, chi la Vergine non conta, è chiarametne Giovanni Paolo I, dato che il suo pontificato è durato solo 33 giorni.

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Profecías de Garabandal: En las apariciones en Garabandal: la Santísima Virgen María comunicó que quedarían sólo Cuatro Papas verdaderos luego de la muerte de Juan XXIII y después ya vendría el FIN de los tiempos, que NO sería el FIN del mundo. Luego explicó que en realidad serían sólo Tres Papas más, ya que a uno de ellos, que gobernaría la Iglesia por muy poco tiempo, no lo contaba.

Así pues los cuatro Papas, después de Juan XXIII, fueron: Pablo VI, Juan Pablo I, Juan Pablo II y el Papa Benedicto XVI, y el que la Virgen no cuenta, es claramente Juan Pablo I, cuyo pontificado de tan solo 33 días fue uno de los más breves de la historia.




Profezie della Beata Caterina Emmerick del 1820 (dal libro "Il ritorno di Cristo" di Padre Livio Fanzaga):

<< “VIDI UNA FORTE OPPOSIZIONE TRA DUE PAPI… e vidi quanto funeste sarebbero state le conseguenze di quella FALSA CHIESA… Essa diven
tava sempre più grande; eretici di ogni sorta arrivavano alla città di Roma; i chierici accrescevano il proprio lucro, vi era una grande oscurità... Vidi che la Chiesa di Pietro veniva minata dal piano di una setta”.

“La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare perchè IL PAPA NON VADA VIA DA ROMA, VERRANNO INNUMEREVOLI MALI SE LO FA… Quando sarà prossimo il REGNO DELL'ANTICRISTO, comparirà una RELIGIONE FALSA che andrà contro l’unità di Dio e della sua Chiesa. Questo causerà il più grande scisma mai visto nel mondo”.

“Vidi che un certo numero di pastori accettavano idee pericolose per la Chiesa. COSTRUIVANO UNA STRANA, STRAVAGANTE CHIESA. CHIUNQUE VENIVA ACCETTATO A FINE DI UNIRSI E AVERE GLI STESSI DIRITTI: EVANGELISTI, CATTOLICI, SETTE DI QUALUNQUE CREDO. Tale doveva essere la NUOVA CHIESA... ma Dio aveva altri progetti...”>>


Profecías de la Beata Caterina Emmerick de 1820 (extraído del libro “Il ritorno di Cristo” di Padre Livio Fanzaga):

“ VI UNA FUERTE OPOSICIÓN ENTRE DOS PAPAS… y vi cuan funestas serían las consecuencias de aquella IGLESIA FALSA… la misma se hacía siempre más grande, herejes de todo tipo llegaban a la ciudad de Roma; los eclesiásticos aumentaban su lucro, había una gran oscuridad… Vi que la Iglesia de Pedro era minada por el plan de una secta”.

“La Iglesia se encontraba en gran peligro. Tenemos que rezar porque EL PAPA NO SE VAYA DE ROMA, SE PRODUCIRÁN INNUMERABLES MALES SI LO HACE…

Cuando el REINO DEL ANTICRISTO estará cerca, aparecerá una RELIGIÓN FALSA que será contra Dios y su Iglesia. Esto causará el más grande cisma nunca visto en el mundo”:

“Vi que un cierto número de pastores aceptaban ideas peligrosas para la Iglesia. CONSTRUÍAN UNA ESTRAÑA, EXTRAVAGANTE IGLESIA. TODOS ERAN ACEPTADOS CON EL FIN DE UNIR Y TENER LOS MISMOS DERECHOS. EVANGELISTAS, CATÓLICOS, SECTAS DE CUALQUIER CREDO. Esa debía ser la NUEVA IGLESIA… pero Dios tenía otros planes…”



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giovedì 5 luglio 2012

La Chiesa comunità di peccatori bisognosi dell'amore di Dio- La Iglesia comunidad de pecadores necesitados del amor de Dios



29/06/2012 

Se il Papa parla delle debolezze del papato




«La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di peccatori che si debbono riconoscere bisognosi dell’amore di Dio»


Andrea Tornielli

Città del Vaticano


C’era molta attesa per le parole che Benedetto XVI ha pronunciato questa mattina durante l’omelia della festa di Pietro e Paolo, patroni della Città Eterna, nel corso della cerimonia iniziata con la consegna dei palli ai nuovi arcivescovi metropoliti, segno dello speciale legame con il vescovo di Roma. C’era chi pensava che il Pontefice avrebbe fatto accenni espliciti alle recenti vicende dei vatileaks.



Ratzinger, in fondo, l’ha fatto, ma a modo suo, con un’omelia centrata sul servizio del successore di Pietro. Innanzitutto ha ricordato che «Pietro e Paolo, benché assai differenti umanamente l’uno dall’altro e malgrado nel loro rapporto non siano mancati conflitti, hanno realizzato un modo nuovo di essere fratelli, vissuto secondo il Vangelo, un modo autentico reso possibile proprio dalla grazia del Vangelo di Cristo operante in loro». Solo «la sequela di Gesù», infatti «conduce alla nuova fraternità».



Poi il Papa, riferendosi al brano evangelico del primato, ha riflettuto sul significato dell’essere «roccia». «In che modo Pietro è la roccia? Come egli deve attuare questa prerogativa, che naturalmente non ha ricevuto per se stesso?», si è chiesto. Benedetto XVI ha quindi ricordato che proprio Pietro, quando non comprende la vera missione di Gesù che dovrà passare attraverso il sacrificio della croce, arriva a rimproverare il Messia, che lo apostrofa duramente, chiamandolo Satana: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo...».



«Il discepolo che, per dono di Dio, può diventare solida roccia, si manifesta anche per quello che è, nella sua debolezza umana: una pietra sulla strada, una pietra in cui si può inciampare – in greco skandalon», ha spiegato il Papa. «Appare qui evidente – ha aggiunto – la tensione che esiste tra il dono che proviene dal Signore e le capacità umane; e in questa scena tra Gesù e Simon Pietro vediamo in qualche modo anticipato il dramma della storia dello stesso papato, caratterizzata proprio dalla compresenza di questi due elementi: da una parte, grazie alla luce e alla forza che vengono dall’alto, il papato costituisce il fondamento della Chiesa pellegrina nel tempo; dall’altra, lungo i secoli emerge anche la debolezza degli uomini, che solo l’apertura all’azione di Dio può trasformare».



Gli uomini di Chiesa, la stessa «roccia» rappresentata dal vescovo di Roma, devono essere coscienti della loro debolezza e del fatto che l’efficacia del loro servizio non dipende dalla loro bravura, dalle capacità, dalle strategie. Dipende invece – ha spiegato Ratzinger – dall’essere seguaci del Nazareno e dall’essere aperti all’azione di Dio.
Ma il Papa ha anche fatto cenno alla promessa di Gesù: le porte degli inferi non potranno avere il sopravvento («non prevalebunt», espressione significativamente apposta anche sotto la testata de «L’Osservatore Romano»). Pietro «dovrà essere difeso dal potere distruttivo del male», e viene «rassicurato riguardo al futuro della Chiesa, della nuova comunità fondata da Gesù Cristo e che si estende a tutti i tempi, al di là dell’esistenza personale di Pietro stesso».



Benedetto XVI ha spiegato che «l’autorità di sciogliere e di legare» che appartiene al successore di Pietro «consiste nel potere di rimettere i peccati. E questa grazia, che toglie energia alle forze del caos e del male, è nel cuore del ministero della Chiesa». «Essa – ha aggiunto – non è una comunità di perfetti, ma di peccatori che si debbono riconoscere bisognosi dell’amore di Dio, bisognosi di essere purificati attraverso la Croce di Gesù Cristo».



Al termine della cerimonia, il Papa all’Angelus ha pronunciato una frase che conferma ancora una volta l’infondatezza delle voci sulle sue dimissioni: «Conto anche sulle vostre preghiere per continuare a servire la Chiesa con la mitezza e la forza dello Spirito Santo».



06/29/2012 

Cuando el Papa habla de las debilidades del papado


«La Iglesia no es una comunidad de perfectos, sino de pecadores que deben reconocer que necesitan del amor de Dios»

Andrea Tornielli Ciudad del Vaticano


Eran muy esperadas las palabras que Benedicto XVI pronunció esta mañana durante la homilía de la solemnidad de Pedro y Pablo, padrones de la Ciudad Eterna, durante el curso de la ceremonia que comenzó con la imposición de los palios a los nuevos arzobispos metropolitanos, signo del vínculo especial con el obispo de Roma. Algunos pensaban que el Pontífice habría aludido al reciente caso de los vatileaks.


Ratzinger lo hizo, pero a modo suyo, con una homilía que dedicada al servicio del sucesor de Pedro. Sobre todo, recordó que «Pedro y Pablo, a pesar de ser bastante diferentes humanamente entre sí y a pesar de que en su relación no hayan faltado los conflictos, llevaron a cabo un modo nuevo de ser hermanos, vivido según el Evangelio, un modo auténtico que fue posible gracias a la gracia del Evangelio de Cristo que actuaba en ellos». Solamente «la secuela de Jesús», de hecho, «conduce a la nueva fraternidad».


Después el Papa, al referirse al pasaje evangélico del primado, reflexionó sobre el significado de ser «roca». «Pero ¿de qué manera Pedro es la roca? ¿Cómo debe cumplir esta prerrogativa, que naturalmente no ha recibido para sí mismo?», se preguntó Benedicto XVI, y después recordó que fue justamente Pedro, al no comprender la verdadera misión de Jesús que habría tenido que pasar a través del sacrificio en la Cruz, el que llegó a increpar al Mesías, mismo que respondió con palabras durísimas: «Aléjate de mí, Satanás. Eres para mí un escándalo…». «El discípulo que, por un don de Dios, puede llegar a ser roca firme, se manifiesta en su debilidad humana como lo que es: una piedra en el camino, una piedra con la que se puede tropezar – en griego skandalon», explicó el Papa. «Así se manifiesta la tensión que existe entre el don que proviene del Señor y la capacidad humana; y en esta escena entre Jesús y Simón Pedro vemos de alguna manera anticipado el drama de la historia del mismo papado, que se caracteriza por la coexistencia de estos dos elementos: por una parte, gracias a la luz y la fuerza que viene de lo alto, el papado constituye el fundamento de la Iglesia peregrina en el tiempo; por otra, emergen también, a lo largo de los siglos, la debilidad de los hombres, que sólo la apertura a la acción de Dios puede transformar».
 

Los hombres de la Iglesia, la misma “roca” que representa el obispo de Roma, deben estar conscientes de sus debilidades y del hecho de que la eficacia de su servicio no depende de sus capacidades o de sus estrategias. Depende, en cambio, del Nazareno, de la acción de Dios.

Pero el Papa también indicó la promesa de Jesús: las puertas del infierno no prevalecerán («non prevalebunt»), expresión que aparece bajo el título de “L’Osservatore Romano”. Pedro «ha de ser protegido de las «puertas del infierno», del poder destructor del mal», y «es confortado con respecto al futuro de la Iglesia, de la nueva comunidad fundada por Jesucristo y que se extiende a todas las épocas, más allá de la existencia personal del mismo Pedro».
 
Benedicto XVI también explicó que «la autoridad de atar y desatar» que pertenece al sucesor de Pedro « consiste en el poder de perdonar los pecados. Y esta gracia, que debilita la fuerza del caos y del mal, está en el corazón del ministerio de la Iglesia. Ella no es una comunidad de perfectos, sino de pecadores que se deben reconocer necesitados del amor de Dios, necesitados de ser purificados por medio de la Cruz de Jesucristo».

Al final de la ceremonia, el Papa pronunció durante el Ángelus una frase que confirma una vez más que no renunciará a su cargo: «Cuento con vuestras oraciones para continuar sirviendo a la Iglesia con la mansedumbre y la fuerza del Espíritu Santo».


Fuente: http://vaticaninsider.lastampa.it/es/homepage/vaticano/dettagliospain/articolo/vaticano-vatican-papa-pope-el-papa-16422/

4 commenti:

  1. Stavo per scriverti l'ultimo messaggio di Medjugorje quando ho visto qui sotto... E' difficile non giudicare, ma è bello avere una preghiera per loro. Un abbraccione !

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  2. HOLA MIRTA: SIEMPRE DEJAS EN TUS ENTREGAS ESA PAZ EN NOMBRE DE DIOS QUE NOS LLEGA A TRAVÉS DE TUS ESCRITURAS.-
    BESO ENORME.-

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  3. Buona domenica,vivila in serenità e amore.OLGA

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  4. Cari amici Gesù ha detto chi è libero di colpa lanci la prima pietra...Preghiamo per la Chiesa...

    Queridos amigos, Jesús ha dicho quien está libre de culpa lance la primera piedra... Rezamos per la Iglesia

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1) I Messaggi di Gesù Cristo, ancora in itinere, rafforzano l’insegnamento della Fede Cattolica, l’amore verso Dio e verso il prossimo, non contengono eresia alcuna, rivelano l’attualità di profezie antiche e sono conformi a tutte le altre profezie autentiche sulla Fine dei Tempi, molte delle quali si sono già verificate;

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3) In ossequio ai Decreti di Urbano VIII, e ai Decreti della Sacra Congregazione dei Riti, si dichiara che a quanto viene esposto nella presente pubblicazione non va data altra fede se non quella umana e non s’intende, in alcun modo, prevenire il giudizio della Santa Chiesa Cattolica e Apostolica ;

4) “Nei casi riguardanti rivelazioni private è meglio credere che non credere.
Infatti, se tu credi, ed é proprio vero, sarai felice di avere creduto, poiché la nostra Santa Madre lo ha chiesto. Se, al contrario, avrai creduto e sarà provato falso, riceverai tutte le grazie come se fosse stato vero,
perché hai creduto essere vero". (Papa Urbano VIII)

5)La proprietaria di questo blog vi ringrazia per la vostra visita ma chi non condivide il contenuto dei messaggi è invitato al silenzio della preghiera, o ad abbandonare il blog, senza recare disturbo alla Fede altrui e alla libertà di culto di ciascun figlio di Dio, nel rispetto della Lettera Enciclica di Sua Santità Papa Giovanni XXIII, Pacem in Terris, 11 Aprile 1963:
“Ognuno ha il diritto di onorare Dio secondo il dettame della retta coscienza; e quindi il diritto al culto di Dio privato e pubblico”.

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Che Dio vi benedica per intercessione della Regina della Pace

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"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

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