«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

«Yo soy la luz del mundo. El que me sigue no andará en tinieblas, sino que tendrá la luz de la Vida». Jn 8,12

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L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno

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sabato 5 gennaio 2013

Oro, incenso e mirra- Oro, incienso y mirra








ORO INCENSO E MIRRA



&    Il testo biblico  Mt 2,1-12



Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.




  breve contestualizzazione e spiegazione



- In quest’ultima Lectio ci soffermiamo sull’episodio della visita dei magi (Mt 2,1-12). E’ la solennità dell’Epifania. Il racconto dei magi dall’Oriente è ricco di una serie di messaggi teologici, che illuminano il significato del Natale. Dopo la nascita di Gesù a Betlemme, alcuni magi giunsero dall’Oriente seguendo «una stella» con il desiderio di «adorare il Re dei Giudei».

- Il cammino di questi uomini venuti da lontano si contrappone alla staticità di Erode e della sua corte, così come la luce della stella si oppone all’oscurità e alla mistificazione della corte erodiana. Malgrado l’essenzialità dei dati e la stringatezza della narrazione, l’evangelista riesce ad esprimere bene la profondità teologica dei personaggi che ruotano nella scena: i magi, Erode, i capi dei sacerdoti, il bambino e la Madre.


- Il viaggio di questi personaggi è finalizzato all’adorazione del Re bambino, visto nella prospettiva della fede, come Dio che è nato sulla terra. I magi si caratterizzano per essere «uomini della ricerca», aperti all’incontro con il Signore, pronti a mettersi in discussione di fronte all’avvento di Dio e del suo Regno. Il clima di semplicità e di amore pervade la lunga strada dei sapienti orientali, che rappresentano i popoli pagani che si aprono alla fede.


- A fare da contrappunto alla figura dei magi è Erode con la sua corte. Il turbamento di fronte a quella richiesta di informazione (v. 3) e la paura di sentirsi destituito dalla nascita di un nuovo re, caratterizzano l’intero ambiente di Gerusalemme. La domanda implicita che ritorna nel brano è: chi è il «vero re dei Giudei»? Ritroveremo questa indicazione nell’ora della passione di Gesù, durante il giudizio del sinedrio e perfino nel titolo della croce.


- Alla domanda dei magi non solo si turba Erode ma tutta la città santa: l’evangelista mette in rilievo come il popolo delle promesse, che attende da secoli la venuta messianica reagisce con la paura e il turbamento, la derisione e l’ignoranza. Il responso degli scribi è unanime: nascerà il Messia a Betlemme di Giudea (cf. Mi 5,1). La citazione del testo profetico sottolinea che il capo che uscirà da Betlemme «pascerà» il popolo di Israele. Matteo sottolinea la dimensione pastorale del messia, del re davidico (cf. Sal 23; Ez 34,23; 37,24).


- Nei vv. 7-8 Erode invita i magi ad informarsi sul luogo della nascita e a riferirne la notizia per poter adorare il Re bambino. Il sanguinario di Gerusalemme, che da lì a poco provocherà la strage degli innocenti, si mostra in vesti mansuete, in tutta la sua oscurità e violenza.


- I magi superano l’oscurità di Gerusalemme e seguono la stella che li conduce a Betlemme. Il segno luminoso nel cielo riveste, oltre all’attestazione cosmica, anche un simbolismo teologico. Il tema della stella ritorna nella tradizione biblica come annuncio della gloria di Dio (Sal 19,2-7), rivelazione della potenza del Creatore (Sap 13,1-9). In modo particolare la stella è collegata alla profezia di Balak, in vista della speranza messianica, attraverso l’episodio narrato in Nm 24,15-19.

- Ai pagani Dio si rivela e fa da guida: a coloro che lo cercano con semplicità di vita e amore per la verità; mentre su Erode e la sua corte corrotta Dio stende un velo di oscurità e di turbamento. Erode rimane nella notte, chiuso nel suo egoismo e nelle sue paure!


- Nei vv. 9-12 si narra dell’arrivo dei magi, della «gioia grandissima» nel vedere la stella posarsi sul luogo della natività. Il cammino è al termine: i sapienti orientali entrano nella casa, «vedono» il bambino con Maria sua Madre, e «prostratisi» lo adorano! Il racconto è essenziale, sintetico ma sufficiente per descrivere l’evento della rivelazione di Dio a tutti i popoli, rappresentati dai magi di Oriente.

- Essi riconoscono Gesù, il bambino povero di Betlemme, come il Re – Messia nato per noi. Essi «adorano» Dio nella carne di Gesù, ripieni di gioia e di luce. La notte si trasforma in luce: questa luce è l’anticipazione del fulgore della risurrezione. Infine i doni dell’oro, dell’incenso e della mirra rappresentano ed anticipano l’identità misteriosa del piccolo venuto al mondo: egli è il Re, egli è Dio, egli offrirà se stesso per la salvezza del mondo. Il ritornare per un «altra strada» indica il «cambiamento del cuore» che questi uomini pagani hanno vissuto nell’incontro con il Dio-bambino.

- Nei vv. 13-18 si presentano due scene: la rivelazione che Dio fa a Giuseppe di prendere il bambino e di fuggire in Egitto (cf. la citazione di Os 11,1) e il massacro dei bambini innocenti a Betlemme per ordine del re Erode. Ancora una volta Giuseppe è chiamato ad accogliere l’annuncio di Dio e a proteggere la santa famiglia «perseguitata» da Erode.


- L’evocazione dell’Egitto e della persecuzione collega la storia del Natale a quella dell’esodo di Israele. La famiglia di Gesù è perseguitata: egli deve fuggire lontano per scampare alla morte. Fin da bambino Gesù vive la persecuzione e nella morte dei bambini innocenti, viene prefigurata la sua futura morte «innocente».


- La malvagità del re Erode tocca il suo vertice nel dramma del sangue innocente. Il crudele tiranno raffigura la malvagità del potere usato senza scrupoli e fine a se stesso. Quando l’esercizio del potere non è a servizio della giustizia e della solidarietà, diventa violenza e sopruso. A pagare sono sempre e solo gli innocenti. La citazione profetica di Ger 31,15 sottolinea il dolore della maternità e della paternità di fronte al dramma della morte dei bambini di Betlemme.






 El oro, el incienso y la mirra

Sí, los Reyes Magos son tres: Melchor, Gaspar y Baltasar. Son tres Reyes de Oriente que cada año el llamado Día de Reyes, traen los regalos a los mayores y muy especialmente a los niños. Aunque según algunos pudieron ser másde tres
(los armenios, por ejemplo, suponen que fueron 12).

El Papa San León estableció que eran tres los Reyes Magos que fueron a adorar al niño Jesús guiados por una estrella: Melchor, Gaspar y Baltazar. y que Los regalos que llevaban eran oro, incienso y mirra, significando: Rey y Dios Hombre.

Estos Tres Reyes son "magos" como su nombre indica. Según las escrituras bíblicas llevaron al niño Jesús oro, incienso y mirra en el pesebre de Belén donde nació. Los tres Reyes Magos venían de países muy lejanos, pero fueron guiados por una señal del cielo, una "estrella mágica". Que años después los hombres de ciencia señalaron que pudo ser un cometa. 

Desde entonces, cada año, los tres reyes magos llevan regalos y presentes de paz y buena voluntad a los niños. 


Melchor (Magalath), anciano de blancos cabellos y larga barba del mismo color, procedente de Europa; Melchor entrega la mirra, La mirra es una sustancia rojiza aromática que es común en medio oriente y Somalia. Era muy valorada en la antigüedad para la elaboración de perfumes. La mirra es el símbolo del hombre.
 
Gaspar (Galgalath), el más joven y rubio de los tres reyes magos procedente de Asia. Gaspar entrega el incienso, El incienso es una preparación de resinas aromáticas vegetales, a las que se añaden aceites de forma que al arder desprenda un humo fragante y un olor característico. El incienso en el símbolo de Dios. En muchas religiones el incienso se utiliza en los ritos religiosos.

Baltasar(Serakin), de raza negra, procedente de Africa, Baltasar entrega el oro, el más precioso de los metales. El Oro es el símbolo del Rey. La descripción de los tres reyes magos fue hecha en el siglo XIV por un monje benedictino, Beda, que los describió en un códice, según hemos espuesto más arriba.

 



17 commenti:

  1. Sta arrivando l'Epifania che ogni festa porta via.
    Si dice che i Re Magi arrivarono dopo l'Epifania alla grotta di Gesù Bambino...
    Buona Epifania cara Mirta.
    Tomaso

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  2. Buona Epifania del Signore cara Mirta, che la sua Luce ci accompagni tutti, sempre! Un abbraccio. Magu

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  3. Una Entrada Magistral para esta Noche llena de Ilusión y Magia que continuará a través de los Tiempos.
    Un abrazo.

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  4. Ciao Mirta buona festa dell'Epifania

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  5. Benvenuti Mirta!
    Bella interessante articolo.
    Grazie per essere te.
    Saluto cordialmente.
    Lucia

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  6. Mirta.¡Feliz dia de reyes!.

    Gracias por tu post,de los magos..

    ¡Los representamos siempre con los tres!..

    Un abrazo

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  7. Buona Festa dell'Epifania, cara Mirta!

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  8. Hola Mirta: Te deseo Feliz día de Reyes,junto a tu familia.
    Un abrazo.

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  9. Buona Epifania carissima!
    Un abbraccio!

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  10. Tesoro caro Buon Epifania anche a te!!
    Un abbraccio che Dio ti benedica!!
    Sabry!!

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  11. Buona festa dell'Epifania cara Mirta! Un abbraccio. NI

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  12. ¸.•´¸.•*´¨) ¸.•*¨) ¸.•´¸.•*´¨)
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    ........|000|... FELIZ AÑO NUEVO 2013
    .........0/.... Que ESTE AÑO SE CARGADO
    ........../..... DE BUENAS VIBRAS Y BUENOS DESEOS
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  13. Speriamo che i tre doni simbolici portino un gran bene a tutti quanti.
    Ciao Mirta , di nuovo Buon Anno.

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  14. Mirta grazie per i tuoi saluti buoni desideri

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  15. Mia mamma come un tempo attendo ancora l'epifania prima di inserire i re magi nel presepe.
    Una tradizione bellissima.

    Un abbraccione

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  16. Un abbraccio a tutti!!

    Un abrazo para todos!!

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Grazie per la visita.
Gracias por la visita.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Colegio NSG | Coronilla a la Divina Misericordia from Colegio NSG on Vimeo.

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

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