«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

«Yo soy la luz del mundo. El que me sigue no andará en tinieblas, sino que tendrá la luz de la Vida». Jn 8,12

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martedì 24 marzo 2015

La Via Maestra della Santa Croce - El camino real de la Santa Cruz








El texto en español está abajo

Libro II- Capitolo XII
LA VIA MAESTRA DELLA SANTA CROCE
 
( Dal libro "L'imitazione di Cristo" , Tommaso da Kempis)

  1. Per molti è questa una parola dura: rinnega te stesso, prendi la tua croce e segui Gesù (Mt 16,24; Lc 9,23). Ma sarà molto più duro sentire, alla fine, questa parola: "allontanatevi da me maledetti, nel fuoco eterno" (Mt 25,41). In verità coloro che ora accolgono volonterosamente la parola della croce non avranno timore di sentire, in quel momento, la condanna eterna. Ci sarà nel cielo questo segno della croce, quando il Signore verrà a giudicare. In quel momento si avvicineranno, con grande fiducia, a Cristo giudice tutti i servi della croce, quelli che in vita si conformarono al Crocefisso. Perché, dunque, hai paura di prendere la croce, che è la via per il regno? Nella croce è la salvezza; nella croce è la vita; nella croce è la difesa dal nemico; nella croce è il dono soprannaturale delle dolcezze del cielo; nella croce sta la forza delle mente e la letizia dello spirito; nella croce si assommano le virtù e si fa perfetta la santità. Soltanto nella croce si ha la salvezza dell'anima e la speranza della vita eterna. Prendi, dunque, la tua croce, e segui Gesù; così entrerai nella vita eterna. Ti ha preceduto lui stesso, portando la sua croce (Gv 19,17) ed è morto in croce per te, affinché anche tu portassi la tua croce, e desiderassi di essere anche tu crocefisso. Infatti, se sarai morto con lui, con lui e come lui vivrai. Se gli sarai stato compagno nella sofferenza, gli sarai compagni anche nella gloria.
  2. Ecco, tutto dipende dalla croce, tutto è definito con la morte. La sola strada che porti alla vita e alla vera pace interiore, è quella della santa croce e della mortificazione quotidiana. Va' pure dove vuoi, cerca quel che ti piace, ma non troverai, di qua o di là, una strada più alta e più sicura della via della santa croce. Predisponi pure ed ordina ogni cosa, secondo il tuo piacimento e il tuo gusto; ma altro non troverai che dover sopportare qualcosa, o di buona o di cattiva voglia troverai cioè sempre la tua croce. Infatti, o sentirai qualche dolore nel corpo o soffrirai nell'anima qualche tribolazione interiore. Talvolta sarà Dio ad abbandonarti, talaltra sarà il prossimo a metterti a dura prova; di più, frequentemente, sarai tu di peso a te stesso. E non potrai trovare conforto e sollievo in alcuno modo; ma dovrai sopportare tutto ciò fino a che a Dio piacerà. Dio, infatti, vuole che tu impari a soffrire tribolazioni senza consolazione, e che ti sottometta interamente a lui, facendoti più umile per mezzo della sofferenza. Nessuno sente così profondamente la passione di Cristo, come colui al quale sia toccato di soffrire cose simili. La croce è, dunque, sempre pronta e ti aspetta dappertutto; dovunque tu corra non puoi sfuggirla, poiché, in qualsiasi luogo tu giunga, porti e trovi sempre te stesso. Volgiti verso l'alto o verso il basso, volgiti fuori o dentro di te, in ogni cosa troverai la croce. In ogni cosa devi saper soffrire, se vuoi avere la pace interiore e meritare il premio eterno.


  3. Se porti la croce di buon animo, sarà essa a portarti e a condurti alla meta desiderata, dove ogni patimento avrà quella fine che quaggiù non può aversi in alcun modo. Se invece la croce tu la porti contro voglia, essa ti peserà; aggraverai te stesso, e tuttavia la dovrai portare, Se scansi una croce, ne troverai senza dubbio un'altra, e forse più grave. Credi forse di poter sfuggire a ciò che nessun mortale poté mai evitare? Quale santo stesse mai in questo mondo senza croce e senza tribolazione? Neppure Gesù Cristo, nostro signore, durante la sua vita, passò una sola ora senza il dolere della passione. "Era necessario - diceva - che il Cristo patisse, e risorgesse da morte per entrare nella sua gloria" (Lc 24,26 e 46). E perché mai tu vai cercando una via diversa da questa via maestra, che è quella della santa croce? Tutta la vita di Cristo fu croce e martirio e tu cerchi per te riposo e gioia? Sbagli, sbagli se cerchi qualcosa d'altro, che non sia il patire tribolazioni; perché tutta questa vita mortale è piena di miseria e segnata tutt'intorno da croci. Spesso, quanto più uno sarà salito in alto progredendo spiritualmente, tanto più pesanti saranno le croci che troverà, giacché la sofferenza del suo esilio su questa terra aumenta insieme con l'amore di Dio.
  4. Tuttavia, costui, in mezzo a tante afflizioni, non manca di consolante sollievo, giacché, sopportando la sua croce, sente crescere in sé un frutto grandissimo; mentre si sottopone alla croce volontariamente, tutto il peso della tribolazione si trasforma in sicura fiducia di conforto divino. Quanto più la carne è prostrata da qualche afflizione, tanto più lo spirito si rafforza per la grazia interiore. Anzi, talvolta, per amore di conformarsi alla croce di Cristo, uno si rafforza talmente, nel desiderare tribolazioni e avversità, da non voler essere privato del dolore e dell'afflizione giacché si sente tanto più accetto a Dio quanto più numerosi e gravosi sono i mali che può sopportare Cristo. Non che ciò avvenga per forza umana, ma per la grazia di Cristo; la quale tanto può e tanto fa, nella nostra fragile carne, da farle affrontare ed amare con fervore di spirito ciò che, per natura, essa fugge e abortisce. Non è secondo la natura umana portare e amare la croce, castigare il corpo e ridurlo in schiavitù, fuggire gli onori, sopportare lietamente le ingiurie, disprezzare se stesso e desiderare di essere disprezzato; infine, soffrire avversità e patimenti, senza desiderare, in alcun modo, che le cose vadano bene quaggiù. Se guardi alle tue forze, non potresti far nulla di tutto questo. Ma se poni la tua fiducia in Dio, ti verrà forza dal cielo, e saranno sottomessi al tuo comando il mondo e la carne. E neppure avrai a temere il diavolo nemico, se sarai armato di fede e porterai per insegna la croce di Cristo. Disponiti dunque, da valoroso e fedele servo di Cristo, a portare virilmente la croce del tuo Signore, crocefisso per amor tuo. Preparati a dover sopportare molte avversità e molti inconvenienti, in questa misera vita. Così sarà infatti per te, dovunque tu sia; questo, in realtà, troverai, dovunque tu ti nasconda. Ed è una necessità che le cose stiano così. Non c'è rimedio o scappatoia dalla tribolazione, dal male o dal dolore, fuor di questo, che tu li sopporti. Se vuoi essere amico del Signore ed essergli compagno, bevi avidamente il suo calice. Quanto alle consolazioni, rimettiti a Dio: faccia lui, con queste, come meglio gli piacerà. Ma, da parte tua, disponiti a sopportare le tribolazioni, considerandole come le consolazioni più grandi; giacché "i patimenti di questa nostra vita terrena", anche se tu li dovessi, da solo, sopportare tutti, "non sono nulla a confronto della conquista della gloria futura" (Rm 8,18).
  5. Quando sarai giunto a questo punto, che la sofferenza ti sia dolce e saporosa per amore di Cristo, allora potrai dire di essere a posto, perché avrai trovato un paradiso in terra. Invece, fino a che il patire ti sia gravoso e tu cerchi di fuggirlo, non sarai a posto: ti terrà dietro dappertutto la serie delle tribolazioni. Ma le cose poi andranno subito meglio, e troverai pace, se ti sottoporrai a ciò che è inevitabile, e cioè a patire e a morire. Anche se tu fossi innalzato fino al terzo cielo, come Paolo, non saresti affatto sicuro, con ciò, di non dover sopportare alcuna contrarietà. "Io gli mostrerò - dice Gesù - quante cose egli debba patire per il mio nomo" (At 9,16). Dunque, se vuoi davvero amare il Signore e servirlo per sempre, soltanto il patire ti rimane. E magari tu fossi degno di soffrire qualcosa per il nome di Gesù! Quale grande gloria ne trarresti; quale esultanza ne avrebbero i santi; e quanto edificazione ne riceverebbero tutti! Saper patire è cosa che tutti esaltano a parole; sono pochi però quelli che vogliono patire davvero. Giustamente dovresti preferire di patire un poco per Cristo, dal momento che molti sopportano cose più gravose per il mondo.
  6. Sappi per certo di dover condurre una vita che muore; sappi che si progredisce nella vita in Dio quanto più si muore a se stessi. Nessuno infatti può comprendere le cose del cielo, se non si adatta a sopportare le avversità per Cristo. Nulla è più gradito a Dio, nulla è più utile per te, in questo mondo, che soffrire lietamente per Cristo. E se ti fosse dato di scegliere, dovresti preferire di sopportare le avversità per amore di Cristo, piuttosto che essere allietato da molte consolazioni; giacché saresti più simile a Cristo e più conforme a tutti i santi. Infatti, il nostro merito e il progresso della nostra condizione non consistono nelle frequenti soavi consolazioni, ma piuttosto nelle pesanti difficoltà e nelle tribolazioni da sopportare. Ché, se ci fosse qualcosa di meglio e di più utile per la salvezza degli uomini, Cristo ce lo avrebbe certamente indicato, con la parola e con l'esempio. Invece egli esortò apertamente i discepoli che stavano con lui, e tutti coloro che desideravano mettersi al suo seguito, dicendo: "Se uno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24; Lc 9,23). Dunque, la conclusione finale, attentamente lette e meditate tutte queste cose, sia questa, "che per entrare nel regno di Dio, occorre passare attraverso molte tribolazioni" (At 14,22).



Libro 2. Capítulo12.- DEL CAMINO REAL DE LA SANTA CRUZ.

(Del Libro "La imitación de Cristo" de Tomás de Kempis)

1. Esta palabra parece dura a muchos: Niégate a ti mismo, toma tu
cruz, y sigue a Jesús. Pero mucho más duro será oír aquella
postrera palabra: Apartaos de mí, malditos, al fuego eterno. Pues
los que ahora oyen y siguen de buena voluntad la palabra de la
cruz, no temerán entonces oír la palabra de la eterna condenación.
Esta señal de la cruz estará en el cielo, cuando el Señor vendrá a
juzgar.
Entonces todos los siervos de la cruz, que se conformaron en la
vida con el crucificado, se llegarán a Cristo juez con gran confianza.

2. Pues que así es, por qué tenéis tomar la cruz, por la cual se va al
reino?
En la cruz está la salud, en la cruz la vida, en la cruz está la defensa
de los enemigos, en la cruz está la infusión de la suavidad
soberana, en la cruz está la fortaleza del corazón, en la cruz está el
gozo del espíritu, en la cruz está la suma virtud, en la cruz está la
perfección de la santidad.
No está la salud del alma, ni la esperanza de la vida eterna, sino en
la cruz.
Toma, pues, tu cruz, y sigue a Jesús, e irás a la vida eterna.
El vino primero, y llevó su cruz y murió en la cruz por ti; porque tú
también la lleves, y desees morir en ella.
Porque si murieres juntamente con El, vivirás con El.
Y si fueres compañero de la pena, lo serás también de la gloria.

3. Mira que todo consiste en la cruz, y todo está en morir en ella.
Y no hay otra vía para la vida, y para la verdadera entrañable paz,
sino la vía de la santa cruz y continua mortificación.
Ve donde quisieres, busca lo que quisieres, y no hallarás más alto
camino en lo alto, ni más seguro en lo bajo, sino la vía de la santa
cruz.
Dispón y ordena todas las cosas según tu querer y parecer, y no
hallarás sino que has de padecer algo, o de grado o por fuerza: y
así siempre hallarás la cruz.
Pues, o sentirás dolor en el cuerpo, o padecerás tribulación en el
espíritu.

4. A veces te dejará Dios, a veces te perseguirá l prójimo: lo que
peor es, muchas veces te descontentarás de ti mismo, y no serás
aliviado, ni refrigerado con ningún remedio ni consuelo; mas
conviene que sufras hasta cuando Dios quisiere.
Porque quiere Dios que aprendas a sufrir la tribulación sin consuelo,
y que te sujetes del todo a El, y te hagas más humilde con la
tribulación.
Ninguno siente así de corazón la pasión de Cristo, como aquel a
quien acaece sufrir cosas semejantes.
Así que la cruz siempre está preparada, y te espera en cualquier
lugar; no puedes huir dondequiera que estuvieres, porque
dondequiera que huyas, llevas a ti contigo, y siempre hallarás a ti
mismo.
Vuélvete arriba, vuélvete abajo, vuélvete fuera, vuélvete dentro, y
en todo esto hallarás cruz. Y es necesario que en todo lugar tengas
paciencia, si quieres tener paz interior, y merecer perpetua corona.

5. Si de buena voluntad llevas la cruz, ella te llevará, y guiará al fin
deseado, adonde será el fin del padecer, aunque aquí no lo sea.
Si contra tu voluntad la llevas, cargaste, y hácestela más pesada: y
sin embargo conviene que sufras.
Si desechas una cruz, sin duda hallarás otra, y puede ser que más
grave.

6. Piensas tu escapar de lo que ninguno de los mortales pudo?
Quién de los Santos fue en el mundo sin cruz y tribulación?
Nuestro Señor Jesucristo por cierto, en cuanto vivió en este mundo,
no estuvo una hora sin dolor de pasión.
Porque convenía, dice, que Cristo padeciese, y resucitase de los
muertos, y así entrase en su gloria.
Pues cómo buscas tú otro camino sino este camino real, que es la
vida de la santa cruz?

7. Toda la vida de Cristo fue cruz y martirio<, y tú ?buscas para ti
holganza y gozo?
Yerras, te engañas si buscas otra cosa sino sufrir tribulaciones;
porque toda esta vida mortal está llena de miserias, y de toda parte
señalada de cruces. Y cuanto más altamente alguno aprovecharé
en espíritu, tanto más graves cruces hallará muchas veces, porque
la pena de su destierro crece más por el amor.

8. Mas este tal así afligido de tantas maneras, no está sin el alivio
de la consolación; porque siente el gran fruto que le crece con llevar
su cruz.
Porque cuando se sujeta a ella de su voluntad, toda la carga de la
tribulación se convierte en confianza de la divina consolación.
Y cuanto más se quebranta la carne por la aflicción, tanto más se
esfuerza el espíritu por la gracia interior.
Y algunas veces tanto es confortado del afecto de la tribulación y
adversidad, por el amor y conformidad de la cruz de Cristo, que no
quiere estar sin dolor y tribulación: porque se tiene por más acepto
a Dios, cuanto mayores y más graves cosas pudiere sufrir por El.
Esto no es virtud humana, sino gracia de Cristo, que tanto puede y
hace en la carne flaca, que lo que naturalmente siempre aborrece y
huye, lo acometa y acabe con fervor de espíritu.

9. No es según la condición humana llevar la cruz, amar la cruz,
castigar el cuerpo, ponerle en servidumbre; huir las honras, sufrir de
grado las injurias, despreciarse a sí mismo, y desear ser
despreciado; sufrir toda cosa adversa y dañosa, y no desear cosa
de prosperidad en este mundo.
Si miras a ti, no podrás por ti cosa alguna de éstas: mas si confías
en Dios, El te enviará fortaleza del cielo, y hará que te estén sujetos
el mundo y la carne.
Y no temerás al diablo tu enemigo, si estuvieses armado de fe, y
señalado con la cruz de Cristo.

10. Dispónte, pues, como buen y fiel siervo de Cristo, para llevar
varonilmente la cruz de tu Señor crucificado por tu amor.
Prepárate a sufrir muchas adversidades y diversas incomodidades
en esta miserable vida; porque así estará contigo Jesús
adondequiera que fueres; y de verdad que le hallarás en cualquier
parte que te escondas.
Así conviene que sea, y no hay otro remedio para evadirse del dolor
y de la tribulación de los males, sino sufrir.
Bebe afectuosamente el cáliz del Señor, si quieres ser su amigo, y
tener parte con El.
Remite a Dios las consolaciones, para que haga con ellas lo que
más le agradaré.
Pero tú dispónte a sufrir las tribulaciones, y estímalas por grandes
consuelos; porque no son condignas las pasiones de este tiempo
para merecer la gloria venidera, aunque tú solo pudieses sufrirlas
todas.

11. Cuando llegares a tanto, que la aflicción te sea dulce y gustosa
por amor de Cristo, piensa entonces que te va bien; porque hallaste
el paraíso en la tierra.
Cuando te parece grave el padecer, y procuras huirlo, cree que te
va mal, y dondequiera que fueres, te seguirá la tribulación.

12. Si te dispones para hacer lo que debes, es a saber, sufrir y
morir, luego te irá mejor, y hallarás paz.
Y aunque fueres arrebatado hasta el tercer cielo con San Pablo, no
estarás por eso seguro de no sufrir alguna contrariedad. Yo (dice
Jesús) le mostraré cuántas cosas le convendrán padecer por mi
nombre.
Debes, pues, padecer, si quieres amar a Jesús, y servirle siempre.

13. Ojalá que fueses digno de padecer algo por el nombre de Jesús!
Cuán grande gloria te resultaría! Cuánta alegría a todos los Santos
de Dios! Cuánta edificación sería para el prójimo!
Todos alaban la paciencia, pero pocos quieren padecer.
Con razón debieras sufrir algo de buena gana por Cristo; pues hay
muchos que sufren graves cosas por el mundo.

14. Ten por cierto que te conviene morir viviendo; y cuanto más
muere cada uno a sí mismo, tanto más comienza vivir para Dios.
Ninguno es suficiente para comprender cosas celestiales, si no se
humilla a sufrir adversidades por Cristo.
No hay cosa a Dios más acepta, ni para ti en este mundo más
saludable, que padecer de buena voluntad por Cristo.
Y si te diesen a escoger, más debieras desear padecer cosas
adversas por Cristo, que ser recreado con muchas consolaciones;
porque así le serías más semejante, y más conforme a todos los
Santos.
No está, pues, nuestro merecimiento ni la perfección de nuestro
estado en las muchas suavidades y consuelos, sino más bien en
sufrir grandes penalidades y tribulaciones.

15. Porque si alguna cosa fuera mejor y más útil para la salvación
de los hombres que el padecer, Cristo lo hubiera declarado con su
doctrina y con su ejemplo.
Pues manifiestamente exhorta a sus discípulos, y a todos los que
desean seguirle, a que lleven la cruz, y dice: Si alguno quisiera venir
en pos de Mí, niéguese a sí mismo, tome su cruz y sígame.
Así que leídas y bien consideradas todas las cosas, sea esta la
postrera conclusión: Que por muchas tribulaciones nos conviene
entrar en el reino de Dios.


4 commenti:

  1. Bendita esa cruz que nos salva aunque nos resulte demasiado amarga y a veces la rechacemos, pido a Dios que nos ayude a cargarla.Besicos

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  2. Lascio il mio saluto e un abbraccio.

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  3. Prepariamoci alla Santa Pasqua cara Mirta.
    Facendo delle riflessioni che il mondo deve cambiare a amarsi tutti assieme senza distinzione di religione, il Dio è uno solo!!!
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao carissimo Tomaso, dobbiamo rispettare tutte le religioni, e amarci tra di noi, ma riconoscendo che sono diverse e ognuna ha i suoi dogmi. Un abbraccio.

      Elimina


Grazie per la visita.
Gracias por la visita.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Colegio NSG | Coronilla a la Divina Misericordia from Colegio NSG on Vimeo.

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

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