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giovedì 9 agosto 2012

Il Papa: "Basta cultura dell'effimero" - El Papa. “Basta con la cultura de lo efímero”


Appello del Pontefice ad Arezzo: "Condividere le risorse e cambiare gli stili di vita contro la crisi"




Giacomo Galeazzi

Arezzo

Ad Arezzo contro la crisi appello di Benedetto XVI a cambiare stili di vita. Alla scaletta dell'elicottero il Papa, saluta il premier Monti e (diversamente dal consueto protocollo) la moglie Elsa, poi nell'omelia della messa celebrata al parco "Il Prato"chiede un rinnovato impegno per contrastare "la cultura dell'effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale". Il Pontefice raccomanda, nell'affrontare questa crisi materiale e spirituale, di non cedere a una "mentalità materialista", ma recuperare l'educazione ai valori. In nome dei valori, della solidarietà, della dignità, della vita, il Papa ha raccomandato di contrastare la "cultura dell'effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale".


"Nel contesto della Chiesa in Italia, impegnata in questo decennio sul tema dell'educazione, - ha detto in un altro passaggio della omelia - dobbiamo chiederci, soprattutto nella Regione che è patria del Rinascimento, quale visione dell'uomo siamo in grado di proporre alle nuove generazioni". "Questa terra, dove nacquero grandi personalità del Rinascimento, da Petrarca a Vasari, - ha ricordato - ha avuto parte attiva nell'affermazione di quella concezione dell'uomo che ha inciso sulla storia d'Europa, facendo forza sui valori cristiani. In tempi anche recenti, appartiene al patrimonio ideale della città quanto alcuni tra i suoi figli migliori, nella ricerca universitaria e nelle sedi istituzionali, hanno saputo elaborare sul concetto stesso di civitas, declinando l'ideale cristiano dell'età comunale nelle categorie del nostro tempo"."Siate fermento nella società, siate cristiani presenti, intraprendenti e coerenti".

 La Chiesa di Arezzo, ha ricordato nella messa al Parco del Prato, "ha tra i suoi valori distintivi, la solidarietà, l'attenzione ai più deboli, il rispetto della dignità di ciascuno". Il Papa ha citato anche la "accoglienza" che nei secoli gli aretini hanno praticato, e la "solidarietà" con i poveri e deboli. Benedetto XVI ha celebrato con tutti i vescovi della Toscana, e prima di iniziare il rito ha ascoltato il saluto del sindaco Giuseppe Fanfani e del vescovo Riccardo Fontana, entrambi i quali hanno fatto riferimento alla crisi economica che attraversa la società aretina, il vescovo ha inoltre ricordato il tema degli immigrati. "Conosco l'impegno della vostra Chiesa nel promuovere la vita cristiana. - ha detto il Papa nell'omelia -. Siate fermento nella società, siate cristiani presenti, intraprendenti e coerenti. La Città di Arezzo - ha sottolineato - riassume, nella sua storia plurimillenaria, espressioni significative di culture e di valori".


Il Papa ha citato i molti santi di queste terre, tra cui Donato, vescovo impegno nella "unità" dei popoli, e papa Gregorio X, impegnato nella "riforma della Chiesa" e nel tentativo di ricomporre lo scisma d'Oriente, tra l'altro, ha ricordato, con il Concilio di Lione. Dall'esempio di questi e altri santi e di tanti aretini illustri, Benedetto XVI ha tratto l'incitamento alla Chiesa di qui ad essere presente nella società. Ha insistito sul tema della "accoglienza", della "solidarietà", della "attenzione ai deboli", del rispetto della dignità di ognuno.Anche se "fortemente provati dalla crisi economica", continuiamo a tutelare le "fasce più deboli", individuiamo "soluzioni più rapide e efficaci" soprattutto per i giovani, i più colpiti. Si esce dalla crisi condividendo le "risorse" e cambiando gli "stili di vita"."Certo, - ha osservato Benedetto XVI - anche la vostra Provincia è fortemente provata dalla crisi economica. La complessità dei problemi rende difficile individuare le soluzioni più rapide ed efficaci per uscire dalla situazione presente, che colpisce specialmente le fasce più deboli e preoccupa non poco i giovani. L'attenzione agli altri, fin da secoli remoti, - ha poi ricordato - ha mosso la Chiesa a farsi concretamente solidale con chi è nel bisogno, condividendo risorse, promuovendo stili di vita più essenziali".



Llamamiento del pontífice en Arezzo: “Compartir los recursos y cambiar estilo de vida contra la crisis”

Giacomo galeazziArezzo



En Arezzo contra la crisis llamamiento de Benedicto XVI para cambiar estilo de vida. En la escalera del helicóptero el Papa saluda al presidente del gobierno Monti y (contra el usual protocolo) a su mujer Elsa; luego, durante la homilía de la misa celebrada en el parque "Il  Prato" pide un renovado compromiso para contrastar "la cultura de lo efímero, que ha hecho que muchos se hayan hecho ilusiones, determinando una profunda crisis espiritual". El Pontífice recomienda, para afrontar esta crisis material y espiritual, no caer en una "mentalidad materialista", sino recuperar la educación hacia los valores. En nombre de los valores, de la solidaridad, de la dignidad, de la vida, el Papa ha aconsejado contrastar la "cultura de lo efímero, que ha hecho que muchos se hayan hecho ilusiones, determinando una profunda crisis espiritual".



"En el contexto de la Iglesia en Italia, comprometida durante esta década en la educación,- ha dicho en otro fragmento de la homilía- tenemos que preguntarnos, sobre todo en la Región patria del Renacimiento, qué visión del hombre podemos proponer a las nuevas generaciones". "Esta tierra, que vio nacer a grandes personalidades del Renacimiento, desde Petrarca hasta Vasari -ha recordado- ha participado activamente en la afirmación de esa concepción del hombre que ha incidido en la historia de Europa haciendo fuerza en los valores cristianos. En tiempos incluso recientes, pertenece al patrimonio ideal de la ciudad cuanto algunos de sus hijos mejores, en el campo de la investigación universitaria y en las sedes institucionales, han sabido elaborar a propósito del concepto mismo de civitas, declinando el ideal cristiano de la edad comunal en las categorías de nuestro tiempo". "Sed fermento de la sociedad, sed cristianos presentes, decididos y coherentes". La Iglesia de Arezzo, ha recordado en la misa en el Parque del Prado, "posee entre los valores que la distinguen, la solidaridad, la atención hacia los más débiles, el respeto de la dignidad de cada uno". El Papa ha citado también la "acogida" que en la historia los ciudadanos de Arezzo han manifestado, y la "solidaridad" con los pobres y los débiles. Benedicto XVI ha celebrado con todos los obispos de Toscana, y antes de iniciar el rito ha escuchado el saludo del alcalde Giuseppe Fanfani y del obispo Riccardo Fontana. Ambos saludos hacían referencia a la crisis económica que atraviesa la sociedad de Arezzo; además el obispo recordó el tema de los inmigrantes. "Conozco el empeño de vuestra Iglesia en la promoción de la vida cristiana. - ha dicho el Papa en la homilía-. Sed fermento en la sociedad, sed cristianos presentes, decididos y coherentes. La Ciudad de Arezzo –ha subrayado- resume en su historia plurimilenaria, expresiones significativas de culturas y de valores".



El Papa ha mencionado a los numerosos santos de estas tierras, entre ellos a Donato, obispo comprometido en la "unidad" de los pueblos y el Papa Gregorio X, que trabajo por la "reforma de la iglesia" y en el intento de recomponer el cisma de Oriente, entre otras cosas, ha recordado, con el Concilio de Lyon. Del ejemplo de estos y otros santos y de muchos ciudadanos de Arezzo ilustres, Benedicto XVI ha extraído la incitación a la Iglesia para que esté presente en la sociedad.  Insistió en el tema de la "acogida", de la "solidaridad", de la "atención a los débiles", del respeto de la dignidad de cada uno. Aunque "fuertemente puestos a prueba por la crisis económica", sigamos tutelando a los "sectores más débiles", busquemos "soluciones más rápidas y eficaces" sobre todos para los jóvenes, los más afectados.  Se sale de la crisis compartiendo los "recursos" y cambiando los "estilos de vida". "Cierto -ha observado Benedicto XVI- también vuestra Provincia ha sido duramente puesta a prueba por la crisis económica. La complejidad de los problemas hace difícil encontrar las soluciones más rápidas y eficaces para salir de la presente situación, que afecta especialmente a los sectores más débiles y preocupa no poco a los jóvenes. La atención hacia los otros, desde tiempos remotos -ha recordado después- ha empujado a la Iglesia a hacerse concretamente solidaria con quien se ha encontrado en situación de necesidad, compartiendo los recursos, promoviendo estilos de vida más esenciales".



5 commenti:

  1. è un messaggio sicuramente condivisibile!!!!!! un abbraccio grande Lory

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  2. Ciao Mirta! E' verissimo, è importante avere uno stile di vita improntato alla sobrietà e alla condivisione dei beni da parte di tutti, partendo proprio dalla Chiesa (intesa come gerarchia..) Un abbraccio!!
    Carmen

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  3. HOLA MIRTA: SIEMPRE ES UN PLACER VISITARTE Y ENCONTRAR EN TUS LECTURAS TANTA PAZ.-
    BESOS CON AROMA DE ROSAS Y BUEN FIN DE SEMANA.-

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  4. Educacion y valores, sobre todo. es lo mas que necesitamos ene este momento, urgente.
    Besos.

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  5. Mirta , speriamo il messaggio venga accolto da tutti ... e anche da una buona parte dei prelati ... perchè anche loro, spesso, sembrano dimenticarlo.
    Ciao, baci!

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Grazie per la visita.
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Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

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(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

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