«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

«Yo soy la luz del mundo. El que me sigue no andará en tinieblas, sino que tendrá la luz de la Vida». Jn 8,12

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L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno

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sabato 2 luglio 2011

Felice estate! ¡Feliz verano!

Care amiche e cari amici,
Queridas amigas y queridos amigos:










È arrivata l’estate e il periodo del riposo, ci sarà chi va in vacanza, o chi si riposa a casa, e anch’io prenderò questa epoca per lo svago, per riflettere con più calma,  per dedicare più tempo ai cari, al divertimento condiviso con gli amici, alla serenità che ci aiuta a trovare Dio.

Ha llegado el verano y el período del descanso, algunos nos iremos de vacaciones, otros estaremos descansando en casa, y yo también tomaré este momento para la recreación, para reflexionar con calma,  para dedicar más tiempo a los seres queridos, para la diversión compartida con los amigos, a la serenidad que nos ayuda a encontrar a Dios.

Lascerò qua nel blog solo due post programmati, per la festa di San Benedetto (spiegherò la devozione della medaglia di questo Santo), e per la Festa della Madonna del Carmine e il suo scapolare.

Dejaré acá en el blog sólo dos entradas programadas, para el día de San Benito ( explicaré la devoción de  la medalla de este Santo) y para el día de la Virgen del Carmen y su escapulario.

Ho trovato un testo del Papa, che ci insegna come vivere meglio questo periodo particolare dell'anno, che trascrivo sotto.

He encontrado un texto del Papa, que nos enseña cómo vivir mejor este período especial del año, que transcribo abajo.

Vi auguro bellissime giornate di svago, un riposo riparatore, di ritrovare la pace nel cuore,   buon divertimento che vi doni ricordi molto felici e buon incontro con Gesù. Buona estate!

Les deseo hermosos días de recreación, un descanso reparador, que encuentren paz en el corazón , mucha diversión que les deje recuerdos muy felices y un feliz encuentro con Jesús. ¡Felices Vacaciones!!!














Gesù ha detto: "Venite a me voi tutti che siete travagliati ed aggravati ed io vi darò riposo" (Matteo 11:28).
L’invito di Gesù: "Venite a me voi tutti che siete travagliati ed aggravati" è rivolto non solo agli infermi, ai poveri ed agli emarginati. È rivolto anche agli intellettuali estenuati dalle loro ricerche, agli uomini politici, ai capi di governo, ai professionisti, agli industriali, a tutti coloro, insomma, che a causa delle loro responsabilità hanno bisogno di un riposo riparatore. Gesù è venuto per "voi tutti" e vuole offrire a tutti riposo e ristoro spirituale.

Jesús ha dicho: “ Vengan a mí todos los que están afligidos y agobiados, y yo los aliviaré”. (Mt 11:28). La invitación de Jesús no está dirigida sólo a los enfermos, a los pobres, a los marginados. Se dirige también a los intelectuales extenuados de sus investigaciones, a los hombres políticos, a los jefes de gobierno, a los profesionales, a los industriales, a todos aquellos, que a causa de sus responsabilidades necesitan de un descanso reparador. Jesús ha venido por “todos nosotros” y quiere ofrecernos a todos reposo y alivio espiritual.

Il riposo che Gesù offre è un riposo riparatore che mette l'uomo in grado di affrontare, con nuovo vigore, il diurno lavoro per il proprio bene e per il bene del prossimo. Chiunque risponde all'invito di Gesù sperimenta una profonda pace interiore che lo accompagnerà tutti i giorni della sua vita. Chi và a Gesù acquista dignità e sapienza.Chi và a Gesù si assicura un tesoro nei cieli che non gli sarà mai più tolto!

El descanso que Jesús ofrece es un descanso reparador que pone al hombre en grado de afrontar con nuevo vigor, el trabajo diario por su propio bien y el bien del prójimo. Cualquiera que responda a la invitación de Jesús experimenta una profunda  paz interior que lo acompañará todos los días de su vida. Quien va a Jesús adquiere dignidad y sabiduría. ¡Quien va a Jesús se  asegura un tesoro en el cielo que no le será quitado nunca!




Il tempo libero. Incontrare Dio nelle vacanze

di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI

Nell’epoca moderna il rapporto con il lavoro e le incombenze terrene del vivere si è modificato essenzialmente . Mentre nell’antichità la piena liberazione dalle preoccupazioni terrene per dedicarsi all’ ”ozio a favore della verità” era presentata come la vera e propria condizione ideale di vita, e l’occuparsi di cose terrene appariva perciò come un peso e una deviazione dall’essenziale, l’uomo d’oggi concepisce il servizio al mondo con una specie di fervore religioso. Egli non tiene in alcun conto la fuga dal mondo, e ancor meno stima l’ozio; reputa come possibilità positiva per l’uomo il fatto che questi possa cambiare la fisionomia di questo mondo, far venire a galla le sue potenzialità, migliorare la sua abitabilità (…).

Ora, che cosa fa crescere la abitabilità del mondo? Una volta che tutti gli agi arrecati dalla tecnica hanno toccato il vertice del loro sviluppo, cresce la nostalgia della semplicità di quanto è originario; il mondo che l’uomo ha edificato con le proprie mani, e da cui è circondato da ogni parte, diviene la prigione che lo fa prorompere in un grido di libertà e nell’invocazione del Totalmente Altro (…).
Ci si rende conto che il tempo libero non sostituisce la calma e che la calma deve essere nuovamente appresa, se il lavoro vuol conservare un senso. Inoltre, ci si rende conto che l’uomo che voglia prendere il mondo totalmente per sé finisce in realtà per distruggere il mondo stesso e il suo proprio spazio vitale, non viene più guardato come fosse una profezia di Cassandra sulle labbra di inguaribili romantici, nemici della tecnica, ma comincia ad essere preso per una realistica valutazione che la tecnica formula riguardo a se stessa.

La concrezione avualitiva della scienza assurge così a incubo e a primo imputato di tutto quanto il suo sviluppo; l’ideologia ha ancora una carta da giocare lì dove non emerge nuovamente con schiettezza il bisogno di sapienza e di contemplazione, e della libertà ulteriore, che da questa promana.

Gli apostoli ritornano dalla loro prima missione, e sono tutti presi da ciò che hanno vissuto e ottenuto. Non sono stanchi di raccontare continuamente i propri successi, e, in effetti, si accende attorno a loro una tale animazione che non trovano neanche più tempo per mangiare, tanta è la gente che va avanti e indietro ininterrottamente. Essi si aspettano forse di essere lodati per il loro zelo, ma Gesù li invita a recarsi con lui in un luogo solitario,dove star soli, per riposarsi.

Io credo che faccia ben vedere per una volta, in un episodio come questo, l’umanità di Gesù, che non sempre proferisce parole di inusitata grandezza né si dà ininterrottamente da fare per sbrigare tutto ciò che da tutte le parti lo preme. Mi immagino addirittura l’espressione del viso di Gesù, quand’egli formula quest’ invito. Mentre gli apostoli si fanno addirittura in quattro, e tralasciano persino di mangiare tanto è il loro zelo e la loro serietà. Gesù li fa scendere dalle nuvole: ora riposatevi un poco! Si avverte l’umorismo discreto e l’amichevole ironia con cui egli li rimette con i piedi per terra.

Proprio in questa umanità di Gesù si rende visibile ciò che di divino vi è in lui, che ci rende manifesto com’è Dio. La frenesia di qualunque tipo – anche lo zelo e la frenesia “religiosi” – è del tutto estranea all’immagine dell’uomo del Nuovo Testamento. Sempre, ogni volta che noi crediamo di essere assolutamente indispensabili; ogni volta che pensiamo che il mondo e la Chiesa dipendano dalla nostra indefessa attività, noi ci sopravvalutiamo. Spesso, allora, sarà un atto di giusta umiltà e di onestà creaturale essere capaci di smettere; riconoscere i nostri limiti; prenderci del tempo libero per respirare e riposare, com’è stabilito per la creatura “uomo”.

Qui non vorrei tessere un elogio della pigrizia, quanto piuttosto suggerire una certa revisione della tavola delle virtù, così com’è stata sviluppata nel mondo occidentale, per il quale solo l’agire vale come atteggiamento legittimo e concepibile, mentre la contemplazione, la meraviglia, il raccoglimento e il silenzio appaiono come comportamenti insostenibili, o perlomeno bisognosi di giustficazione. Così, però, si atrofizzano delle energie umane in verità essenziali.
In occasione degli scavi archeologici alla ricerca di residue testimonianze degli insediamenti romani nell’Africa settentrionale, nel secolo scorso vene scoperta – sulla piazza del mercato di Fimgad, in Algeria – un’iscrizione del II o del III secolo, su cui era riportato il motto: “ Cacciare, fare il bagno, giocare, ridere: questa è vita”.

Quest’iscrizione mi torna in mente ogni anno, alla vista di fiume di vacanzieri dirette verso il Sud dell’Europa alla ricerca della “vita”. Quando, un giorno, gli archeologi ritroveranno i manifesti pubblicitari delle nostre agenzie di viaggi e di vacanze, scopriranno un’analoga rappresentazione del vivere.
E’ evidente che la maggior parte delle persone avvertono l’anno trascorso in ufficio, in fabbrica o in qualunque altro luogo di lavoro come una forma di non vita. Nelle ferie noi aspiriamo a essere finalmente liberi , a “vivere”, finalmente.

Fare il bagno, giocare, ridere e scherzare: questa si che è vita!. Questa speranza di distensione, di libertà, di uscita dalle costrizioni della quotidianità è qualcosa di sommamente umano; a fronte dell’incalzante ritmo produttivo del mondo della tecnica, tali pause di respiro sono semplicemente necessarie.
Presupposto tutto ciò, dobbiamo però ammettere che anche in una condizione di maggiore libertà, di maggiore disponibilità di tempo libero i nostri problemi non scompaiono. L’uomo si accorge improvvisamente di non essere più capace di vivere. Egli constata che fare il bagno, giocare, scherzare non significano ancora, in verità, “vivere”.

La questione dell’impiego del tempo libero e dei periodi di vacanza comincia a diventare oggetto di una vera e propria indagine scientifica specifica. Pensandoci, mi sono ricordato che Tommaso d’Aquino ha dedicato un intero trattato ai mezzi per combattere la tristezza. E’ una testimonianza del suo realismo il fatto che anch’egli annovera tra questi mezzi il fare il bagno, il dormire, lo svago. Già con qualche maggior pretesa, egli aggiunge che, fra gli strumenti in grado di combattere la tristezza, si debba annoverare lo stare insieme con gli amici, che scardina l’isolamento alla radice della nostra insoddisfazione; il tempo libero dovrebbe soprattutto essere anche tempo in cui un uomo si mette a disposizione, in relazione con altri uomini. Da ultimo, per Tommaso appartiene all’ambito di tali antidoti per la tristezza – anche e senza la possibilità di farne a meno – l’avere a che fare con la Verità, cioè con Dio: quella contemplazione del vero, nella quale l’uomo attinge il vivere autentico. Se noi la escludiamo dalla programmazione delle nostre vacanze, allora anche il tempo libero resterà falso e menzognero; e allora anche noi, tutti protesi alla ricerca del vivere perduto, non avremo certo migliore fortuna.

La ricerca di Dio è la camminata in montagna più stimolante e il bagno più vivificante che l’uomo possa trovare. Fare il bagno, giocare, dormire: tutto ciò è materia delle ferie. Ma, con Tommaso d’Aquino, facendo i nostri piani di vacanza dobbiamo contemplare anche la possibilità dell’incontro con Dio, cui ci invitano le nostre belle chiese e le bellezze naturali della creazione di Dio.

Da “Imparare ad amare”. Il cammino di una famiglia cristiana (San Paolo)


Tiempo Libre. Encontrar a Dios en las vacaciones  
de Joseph Ratzinger- Benedicto XVI

En el siglo pasado se encontró en una excavación sobre la civilización romana realizada en el norte de África una inscripción del siglo II o III, sepultada bajo el tiempo en el mercado argelino de Fimgad, en la que se leían estas palabras:

Cazar, bañarse, reir: eso es la vida.

Todos los años cuando la riada de turistas se dirige hacia el Sur en busca de la vida, me acuerdo de esa inscripción. Si descubrieran en el futuro los anuncios sobre el tiempo libre de nuestra época encontrarían en ellos una concepción muy parecida de la existencia a la de esa inscripción. Parece evidente que muchos hombres experimentan el año que pasan en la oficina, en la fábrica o en otros lugares de trabajo como un no vivir. Por eso, se desplazan en vacaciones en búsqueda de la felicidad, con el deseo de vivir verdaderamente.

Este deseo de esparcimiento y de libertad, y este anhelo por desligarse de las ataduras de la vida cotidiana es algo genuinamente humano. El ritmo de trabajo de la sociedad tecnificada parece imponer pausas de ese tipo.

Pero el uso de nuestra libertad, de la libertad en el empleo del tiempo libre nos plantea interrogantes: el hombre descubre enseguida que la existencia, que vivir verdaderamente, no consiste en bañarse, divertirse y reirse. Por eso, el buen uso del tiempo libre y de las vacaciones se está convirtiendo en una verdadera ciencia.

Al pensar en esto, me acuerdo de los medios que recomendaba santo Tomás de Aquino en un tratado para combatir la tristeza. Dice mucho acerca del realismo del Santo que recomendase también bañarse, dormir y distraerse. Sin embargo, añadía con fuerza que uno de los remedios más eficaces para combatir la tristeza es la convivencia, el trato con los amigos: eso es lo que verdaderamente nos libra de la soledad, que es la raíz profunda de nuestra insatisfacción. Es decir: el tiempo libre debe ser, sobre todo, tiempo libre del hombre para el hombre.

Sin embargo, para Tomás de Aquino el remedio fundamental para la tristeza es el trato con la Verdad; es decir, con Dios; porque en la contemplación de Dios es donde el hombre vive verdaderamente, donde encuentra la verdadera vida.

Si no contamos con esto en nuestro plan de vacaciones nuestro tiempo libre se convertirá en un tiempo sin libertad; y no encontraremos en ese tiempo esa vida perdida que buscamos.

Buscar a Dios es más estimulante que una excursión de montaña; es el baño más vivificante que el hombre puede tomar. Bañarse, jugar, dormir... todo eso forma parte de nuestro plan de vacaciones; pero ese plan debe incluir, como recomienda Tomás de Aquino, el encuentro con Dios, al que nos invitan nuestras hermosas iglesias y el mundo maravilloso que Dios ha creado.

Traducción de Mitarbeiter der Wahrheit. Gedanken fü jeden Tag. 1990.

26 commenti:

  1. Buone vacanze cara Mirta,
    spero che ti divertirai, noi ti aspettiamo il tuo ritorno.
    Tomaso

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  2. Grazie dell'augurio,delle belle immagini e delle parole!Una dolce e serena vacanza anche a te,cara Mirta!Baci,Rosetta

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  3. Felici vacanze anche a te!!!Anzi spero che siano indimenticabili cmq tu li passerai!!
    Un abbraccio a presto
    Stefy

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  4. Buone Vacanze e buon riposo carissima Mirta, ti auguro di dedicarti a trovare tanta gioia e serenità!

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  5. Felices vacaciones, descansa y disfruta. A mí todavía me queda un mes.

    Un besito!

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  6. Estate tempo di riposo e divertimento ma anche tempo di ristoro per l'anima
    Buona estate!

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  7. Igualmente te deseo querida Mirta, qué tengas un feliz verano lleno de paz y armonía.Besos

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  8. Ciao cara buona estate anche a te, ti auguro tutto quello che desideri ed anche di piu', esageriamo.) ciao baci rosa a presto

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  9. Hola Mirta,bonita entrada.Te deseo un feliz verano junto a tu familia, lleno de paz y amor.
    Dios te bendiga.
    Un abrazo.

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  10. Buem verano, para ti y toda tu familia, que esté lleno de paz.Besos.

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  11. Buone vacanze e felice estate, Mirta.

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  12. Tesoro carissimo,
    tu non puoi neppure immaginare QUANTO mi mancherai !

    Che sia una vacanza all'insegna della Pace nel Signore !
    (E a questo proposito, grazie del testo di Papa Ratzinger!)

    Abbraccione lungo fino al tuo ritorno...

    Maddy

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  13. Hola Mirta tengo curiosidad por saber a dónde van los italianos de vacaciones. La gente simple de clase media para abajo ¿se entiende?.
    Besos y estás siempre presente
    Felices vacaciones desde Argentina

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  14. MIRTA: QUE TENGAS UN BUEN DESCANSO Y QUE EN ESTOS DÍAS DISFRUTES JUNTO A LOS TUYOS LOS MEJORES DÍAS DE PAZ Y DIVERSIÓN.-
    BESOS Y UNA ROSA DE AMISTAD.-

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  15. Buonissime vacanze anche a te, Mirta!
    Hai fatto un bel dono a tutti noi con questo post, grazie :-)
    A presto,
    Maris

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  16. Ciao Mirta, goditi a pieno le vacanze!

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  17. Hola amiga Mirta, es tiempo de descansar y relajarse.
    Disfruta tus vacaciones y a la vuelta no reencontramos.
    Yo tambien dentro de pocas semanas haré lo mismo.
    Un beso y a pasarla bien.

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  18. buonissime vacanze!!!!!!!!!!!!!!!! un abbraccio e a presto lory

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  19. Grazie,felice estate anche a te!

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  20. Buone vacanze, Mirta, a te e a tuo marito!
    Sandra

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  21. Buone vacanze!
    Un abbraccio.

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  22. Buone vacanze cara Mirta! Io sono appena tornata, anche se le mie non sono state vere e proprie vacanze...ma mi rifarò! Un abbraccio e buon divertimento e relax!
    baci Baci

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  23. ciao.... le vacanze un momento per guardare dentro il nostro cuore e farlo partire per la giusta strada...ciao..un abbraccio..luigina

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  24. Feliz verano a ti también, Mirta.

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  25. Serena estate anche a te, cara Mirta!
    Un abbraccio.

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Grazie per la visita.
Gracias por la visita.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Colegio NSG | Coronilla a la Divina Misericordia from Colegio NSG on Vimeo.

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

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