«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

«Yo soy la luz del mundo. El que me sigue no andará en tinieblas, sino que tendrá la luz de la Vida». Jn 8,12

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L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno

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domenica 27 maggio 2012

La frase della settimana (66) - La frase de la semana (66)







"Dio è il garante, non il concorrente, della nostra felicità, e dove entra il Vangelo – e quindi l’amicizia di Cristo – l’uomo sperimenta di essere oggetto di un amore che purifica, riscalda e rinnova, e rende capaci di amare e di servire l’uomo con amore divino"...

«Spirito di Vita, che in principio aleggiavi sull’abisso, aiuta l’umanità del nostro tempo a comprendere che l’esclusione di Dio la porta a smarrirsi nel deserto del mondo, e che solo dove entra la fede fioriscono la dignità e la libertà e la società tutta si edifica nella giustizia»

(Benedetto XVI)

"Dios es el garante,  no la competencia, de nuestra felicidad, y donde entra el Evangelio- y por lo tanto la amistad de Cristo - el hombre experimenta ser objeto de un amor que purifica, caldea y renueva, hace capaces de amar y de servir al hombre con amor divino"...

«Espíritu de Vida, que en el principio vagabas sobre el abismo, ayuda a la humanidad de nuestro tiempo a comprender que la exlusión de Dios la lleva a perderse en el desierto del mundo, y que solo en donde entra la fe florecen la dignidad y la libertad y toda la sociedad se edifica en la justicia». 

(Benedicto XVI)






Il Papa: Dio è diventato sconosciuto anche in Italia  



24/05/2012

Benedetto XVI incontra i vescovi riuniti in assemblea e chiede loro di puntare all’essenziale della fede cristiana per evangelizzare nuovamente il Paese

Andrea Tornielli Città del Vaticano
  


 
Non ha citato le emergenze etiche, non ha ripetuto l’appello per una nuova generazione di cattolici in politica, non ha commentato la situazione sociale ed economica del Paese: si è concentrato sulla fede. Anzi sulla mancanza di fede e sul processo di secolarizzazione sempre più evidente anche in Italia, «in un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto e Gesù semplicemente un grande personaggio del passato».



 
È un discorso che punta all’essenziale quello che a mezzogiorno di oggi, nell’aula del Sinodo, Benedetto XVI ha rivolto ai vescovi italiani riuniti in assemblea generale. Il Papa ha ricordato innanzitutto il cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio, invitando ad «approfondirne i testi». Ha ribadito le intenzioni di Giovanni XXIII, che voleva «trasmettere pura ed integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti, ma in modo nuovo» e ha definito «inaccettabile» la chiave di lettura che presenta il Vaticano II «discontinuità» «rottura» con la tradizione precedente, affermando che grazie al Concilio «la Chiesa può offrire una risposta significativa alle grandi trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo».


 
Benedetto XVI ha quindi messo in guardia dalla «razionalità scientifica» e dalla «cultura tecnica» che travalicando i loro ambiti pretendono «di delineare il perimetro delle certezze di ragione unicamente con il criterio empirico delle proprie conquiste, e ha citato l’emergere «a volte in maniera confusa»,  di «una singolare e crescente domanda di spiritualità e di soprannaturale, segno di un’inquietudine che alberga nel cuore dell’uomo che non si apre all’orizzonte trascendente di Dio».


 
La secolarizzazione avanza e «anche una terra feconda rischia così di diventare deserto inospitale e il buon seme di venire soffocato, calpestato e perduto. Ne è un segno la diminuzione della pratica religiosa, visibile nella partecipazione alla liturgia eucaristica e, ancora di più, al sacramento della penitenza». Tanti battezzati, continua il Papa «hanno smarrito identità e appartenenza: non conoscono i contenuti essenziali della fede o pensano di poterla coltivare prescindendo dalla mediazione ecclesiale. E mentre molti guardano dubbiosi alle verità insegnate dalla Chiesa, altri riducono il Regno di Dio» solo ad alcuni grandi valori.


 
Il cuore dell’annuncio cristiano, ha ripetuto Ratzingter citando le parole di Papa Wojtyla «non è un concetto, una dottrina, un programma soggetto a libera elaborazione, ma è innanzi tutto una persona che ha il volto e il nome di Gesù di Nazareth, immagine del Dio invisibile». Purtroppo, ha aggiunto, «è proprio Dio a restare escluso dall’orizzonte di tante persone; e quando non incontra indifferenza, chiusura o rifiuto, il discorso su Dio lo si vuole comunque relegato nell’ambito soggettivo, ridotto a un fatto intimo e privato, marginalizzato dalla coscienza pubblica». Da qui deriva la «crisi che ferisce l’Europa, che è crisi spirituale e morale». Per far fronte a questa situazione, ha detto ancora il Papa, «non bastano nuovi metodi di annuncio evangelico o di azione pastorale». I padri conciliari del Vaticano II «da Dio, celebrato, professato e testimoniato» e non a caso approvarono come prima costituzione conciliare quella sulla liturgia. Benedetto XVI ha indicato ai vescovi italiani la necessità di «un rinnovato impulso, che punti a ciò che è essenziale della fede e della vita cristiana», spiegando che «non ci sarà rilancio dell’azione missionaria senza il rinnovamento della qualità della nostra fede e della nostra preghiera; non saremo in grado di offrire risposte adeguate senza una nuova accoglienza del dono della grazia; non sapremo conquistare gli uomini al Vangelo se non tornando noi stessi per primi a una profonda esperienza di Dio». 


Ratzinger ha ricordato che per questo scopo ha indetto l’Anno della Fede, che inizierà l’11 ottobre, e ha citato nuovamente il precedessore per affermare che la nuova evangelizzazione «deve essere, come insegna questo Concilio, opera comune dei Vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e dei laici, opera dei genitori e dei giovani». Il Papa ha concluso: «Dio è il garante, non il concorrente, della nostra felicità, e dove entra il Vangelo – e quindi l’amicizia di Cristo – l’uomo sperimenta di essere oggetto di un amore che purifica, riscalda e rinnova, e rende capaci di amare e di servire l’uomo con amore divino». 


Al termine del suo discorso, Benedetto XVI ha recitato una sua preghiera allo Spirito Santo, nella quale tra l’altro si afferma: «Spirito di Vita, che in principio aleggiavi sull’abisso, aiuta l’umanità del nostro tempo a comprendere che l’esclusione di Dio la porta a smarrirsi nel deserto del mondo, e che solo dove entra la fede fioriscono la dignità e la libertà e la società tutta si edifica nella giustizia»


Fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/papa-el-papa-pope-italia-italy-15338/





El Papa: Dios se ha convertido en un extraño incluso en Italia



05/24/2012 

Benedicto XVI se encuentra con los obispos, que se reunieron en su asamblea, y les pide que regresen a la esencia de la fe cristiana para evangelizar de nuevo al país

Andrea Tornielli
Ciudad del Vaticano
No citó las emergencias éticas, no repitió el llamado a una nueva generación de católicos en la política, no comentó la situación social del país: se concentró en la fe. Es más, en la falta de fe y en el proceso de secularización cada vez más evidente incluso en Italia, «En un tiempo en el que Dios se ha convertido para muchos en el gran Desconocido y Jesús es simplemente un gran personaje del pasado».
 
 
Es un discurso que retoma la esencia el que Benedicto XVI pronunció a mediodía en el aula del Sínodo ante los obispos italianos que se reunieron en su asamblea general. El Papa recordó sobre todo el cincuenta aniversario del inicio del Concilio e invitó a «profundizar sus textos». Además subrayó las intenciones de Juan XXIII, que quería transmitir «pura e íntegra la doctrina, sin atenuaciones o tergiversaciones, pero de forma nueva», y definió como «inaceptable» la clave de lectura que presenta al Vaticano II como una falta de continuidad o ruptura con la tradición anterior, afirmando que gracias al Concilio «la Iglesia puede ofrecer una respuesta significativa a las grandes transformaciones sociales y culturales de nuestro tiempo».
 
 
Benedicto XVI también advirtió sobre la «racionalidad científica» y sobre la «cultura técnica» que, yendo más allá de sus ámbitos, pretenden «delinear el perímetro de las certezas de razón únicamente con el criterio empírico de las propias conquistas», y citó como ejemplo el surgimiento, a veces confuso, «de una singular y creciente domanda de espiritualidad y de supernatural, signo de inquietud que habita en el corazón del hombre que no se abre al horizonte trascendente de Dios».



La secularización avanza e «incluso en una tierra fecunda corre el riesgo así de convertirse en un desierto inhóspito y la buena semilla podría ser sofocada, pisoteada y perdida. Un signo de ello es la disminución de la práctica religiosa […] Numerosos bautizados han perdido su identidad –indicó–; no conocen los contenidos esenciales de la fe o piensan que pueden cultivarla prescindiendo de la mediación eclesial. Y mientras muchos dudan de las verdades enseñadas por la Iglesia, otros reducen el Reino de Dios a algunos grandes valores, que ciertamente tienen que ver con el Evangelio, pero que no se refieren al núcleo de la fe cristiana»



El centro del anuncio cristiano, repitió Ratzinger citando las palabras del Papa Wojtyla, «no es un concepto, una doctrina, un programa sujeto a libre elaboración, sino que es, sobre todo, una persona que tiene el rostro y el nombre de Jesús de Nazaret, imagen del Dios invisible». «Lamentablemente –explicó–, Dios queda excluido del horizonte de tantas personas; y cuando no encuentra indiferencia o rechazo, se quiere relegar el discurso sobre Dios al ámbito subjetivo, reduciéndolo a un hecho íntimo y privado, marginado de la conciencia pública. El corazón de la crisis que hiere Europa pasa por este abandono, este rechazo de la apertura a lo Trascendente».


Para afrontar esta situación, dijo el Papa, «no bastan nuevos métodos de anuncio evangélico o de acción pastoral para hacer que la propuesta cristiana encuentre mayor acogida». Como señala el Concilio Vaticano II, se trata de «recomenzar desde Dios, celebrado, profesado y testimoniado [...] Nuestra primera, verdadera y única tarea es la de comprometer nuestra vida por aquéllo que […] es verdaderamente fiable, necesario y último. Los hombres viven de Dios, que a menudo buscan inconscientemente o con tanteos para dar pleno significado a la existencia. Nosotros tenemos la tarea de anunciarlo, mostrarlo, de guiar al encuentro con Él».


Ratzinger recordó que es por este motivo que comenzará el Año de la Fe el próximo 11 de octubre, y citó de nuevo a su predecesor para afirmar que la nueva evangelización debe ser, como enseña el Concilio, una obra común de los obispos, de los sacerdotes, de los religiosos y de los laicos, así como de los padres de familia y de los jóvenes: «Dios es el garante de nuestra felicidad -ha dicho Benedicto XVI para terminar- , y donde entra el Evangelio […] el hombre experimenta que es objeto de un amor que purifica, renueva y hace capaces de amar y servir al hombre con amor divino».


Al final de su discurso, Benedicto XVI recitó su oración al Espíritu Santo, en la que, entre otras cosas, se afirma: «Espíritu de Vida, que en el principio vagabas sobre el abismo, ayuda a la humanidad de nuestro tiempo a comprender que la exlusión de Dios la lleva a perderse en el desierto del mundo, y que solo en donde entra la fe florecen la dignidad y la libertad y toda la sociedad se edifica en la justicia». 












BUONA DOMENICA!!!

¡FELIZ DOMINGO!!






14 commenti:

  1. Ciao Mirta, grazie! Buona domenica a te e alla tua famiglia!
    Carmen

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  2. Ciao Mirta, dove entra la fede c'è un cuore che riesce a sorridere!
    Un abbraccio carissima e splendida domenica!

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  3. Buona domenica, Mirta, che sia di pace e serenità per tutti noi

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  4. Buona domenica!...che la pace regni nel mondo!

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  5. veramente belle queste parole del Papa Mirta!!!
    Felice domenica di Pentecoste

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  6. ciao cara, buona domenica anche a te Lory

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  7. questa frase della settimana non la trovo affatto semplice...o forse è perché al momento ho altro per la testa...ritornerò a trovarti per leggerla con più calma!
    Buona domenica!
    baci baci

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  8. Ciao Mirta buona settimana
    di pace e serenità,
    Tiziano.

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  9. ciao Mirta io arrivo un po in ritardo ma ti mando un caro saluto ed un augurio di buona settimana. a presto

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  10. Ciao Mirta,grazie per queste frasi bellissime!Ti auguro un buon proseguimento di settimana,Letizia.

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  11. quando passo da te mi riempio sempre di positivo

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  12. Grazie cari amici della vostra visita e saluti, ascoltiamo il Papa che è la nostra guida sopratutto in questi tempi difficili....

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  13. Vanno meditate queste parole del Santo Padre, hai ragione, Mirta: lui è la nostra guida in Terra e ha lo Spirito Santo che lo ispira, quindi dobbiamo ascoltarlo.
    Tanti baci!

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Grazie per la visita.
Gracias por la visita.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Colegio NSG | Coronilla a la Divina Misericordia from Colegio NSG on Vimeo.

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

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